Anche quest’anno, in occasione di “Notte donna 2026” del Comune di Bracciano, l’amministrazione comunale insieme a RETE LIA – Libere Insieme Associazioni, realtà impegnata nella tutela e nel sostegno delle donne vittime di abusi e violenza, ha organizzato due appuntamenti dedicati alla raccolta fondi per il “Fondo per Donne e Madri in difficoltà e vittime di violenza”. Due serate diverse, ma unite dallo stesso filo: arte, emozione e solidarietà, ospitate nella suggestiva piazzetta di Pozzo Bianco, alla presenza del sindaco Marco Crocicchi, della presidente del Consiglio comunale delegata alle pari opportunità Giulia Sala e di Barbara Busetto, per il Centro Donna comunale.
La prima serata, “Da Dea a Donna”, si è svolta l’11 settembre alle 18:30 in uno spazio che è già simbolo di rinascita: la piccola piazzetta di via della Collegiata 1, un tempo una discarica nel cuore del centro storico, oggi trasformata dall’amministrazione comunale in un angolo delizioso, pulito, curato, restituito alla comunità come luogo di incontro e bellezza. La piazzetta era gremita di spettatori, come accade nei borghi quando la cultura torna a essere un fatto collettivo.
La serata, presentata da Anna Maria Onelli, ha intrecciato danza e poesia in un percorso che ha raccontato la trasformazione della figura femminile: dalla Dea arcaica alla Donna contemporanea, forte, vulnerabile, complessa.
Protagoniste assolute sono state le “Danzatrici di Miral”, gruppo noto per la qualità artistica e la cura estetica delle proprie performance. Le loro danze orientali, spesso chiamate “danza del ventre”, ma in realtà parte di una tradizione molto più ricca, che unisce gestualità rituale, tecnica raffinata e narrazione corporea, hanno incantato il pubblico. Con i movimenti fluidi di un linguaggio antico che parla di femminilità, identità, libertà, hanno donato due ore di puro spettacolo rendendo realtà un verso della poesia di Marika Campeti: “quando una donna danza è la vita che arriva”.
Tra una coreografia e l’altra, le poesie interpretate da Maria Grazia Sfregola e Maria Grazia Gambarino hanno aggiunto voce e parola, con le poesie di Marika Campeti, alla danza che ha affascinato i presenti, mentre lo squisito apericena, preparato da Sara e Giovanna di “Erbacce Lab” con “Fisar Bracciano Manziana” per i vini, ha offerto un momento conviviale che ha reso l’atmosfera ancora più partecipata.
Il secondo appuntamento, “Sguardi d’Ombra e di Luce”, si terrà il 13 settembre alle 19:00, sempre nella piazzetta di Pozzo Bianco. Una serata dedicata al teatro e alla parola a cura di Marina Garroni del “TeatroDiTalia”, con un aperitivo di benvenuto, per continuare a riflettere sul tema della violenza di genere e sulla necessità di costruire comunità consapevoli e solidali.
Le due serate non sono solo spettacoli, sono gesti civili, momenti in cui la comunità si ritrova per sostenere chi vive situazioni di fragilità e per ricordare che la cultura può essere un ponte.
La danza orientale, con le sue radici arabe e la poesia occidentale, con la sua tradizione letteraria, hanno dialogato in un intreccio che è già un simbolo: le differenze non dividono, arricchiscono.
In un tempo in cui le violenze contro le donne continuano a ferire la società e in cui i rapporti tra culture diverse sono spesso raccontati solo attraverso conflitti, queste serate lanciano un messaggio chiaro: la conoscenza, il rispetto e l’incontro tra uomini e donne, tra cultura occidentale e cultura araba, possono aprire la strada a un futuro senza violenze. Un futuro in cui le differenze non sono barriere, ma possibilità di crescita. Un futuro in cui l’arte diventa linguaggio comune e la solidarietà diventa pratica quotidiana.
Un futuro, finalmente, di pace.
Riccardo Agresti


