Una nuova sede per il Centro Diurno per Anziani del Centro Urbano: stabilità dopo l’emergenza

Dopo mesi di spostamenti, soluzioni tampone e una quotidianità vissuta tra scatoloni, corridoi condivisi e stanze adattate all’emergenza, il Centro Sociale Diurno per Anziani “Aurelio Appolloni” torna finalmente a una sede definitiva. Ora il Centro Anziani riparte da una sede stabile e da una storia che ha ricordato a tutti quanto sia prezioso ciò che spesso si dà per scontato: un luogo dove stare, incontrarsi, sentirsi parte di qualcosa. Una piccola infrastruttura di civiltà che, finalmente, ritrova il suo posto. Per mesi il Centro Anziani è stato un luogo senza luogo. Una comunità in movimento, costretta a piegare le proprie abitudini dentro spazi provvisori, a ricomporre ogni giorno un senso di continuità. Ci si guardava intorno chiedendosi dove fosse finito il proprio luogo, la propria casa. Purtroppo il trasloco era stato brusco, quasi una sottrazione. I locali dell’Ospedale Vecchio, che per anni avevano ospitato il Centro, erano stati destinati ai Corsi Universitari di Scienze Infermieristiche e Fisioterapia, un trasferimento annunciato ma che, per ora, non ha ancora trovato una concreta attuazione. Una decisione calata dall’alto, che aveva lasciato gli anziani con una domanda sospesa: e noi, adesso, dove andiamo? La risposta era arrivata in fretta, ma non poteva essere una risposta definitiva. L’Archivio Storico, messo a disposizione dal Comune, aveva accolto la comunità come si accoglie un ospite inatteso: con buona volontà, ma senza poter offrire tutto ciò che servirebbe davvero. Le giornate scorrevano comunque. Le attività continuavano, ma con un ritmo diverso, più trattenuto. Eppure, in quella precarietà, si era formata, al di là delle solite speculazioni politiche, una sorta di resistenza silenziosa: la volontà di non lasciare che il Centro diventasse un ricordo. Il ritorno a una sede definitiva era quello da tutti auspicato e, nei prossimi giorni, sarà pubblicato il nuovo bando per l’affidamento della gestione del Centri anziani del territorio comunale. Per il Centro Diurno per Anziani del Centro Urbano, è stata scelta come nuova sede un locale presso l’ex mattatoio di via Claudia mentre per il Centro Diurno per Anziani di Bracciano Nuova è stata confermata la sede di Piazza degli Ontani. La struttura dell’ex mattatoio è un edificio che ha conosciuto molte vite. Per anni è stato un luogo di un lavoro che non lasciava spazio alla contemplazione. Poi una volta ristrutturato ha lasciando solo l’eco delle sue vecchie funzioni, cambiando spesso la propria destinazione. Quando il Comune ha deciso di assegnare una parte al Centro diurno per Anziani, si è capito che l’edificio stava per entrare in una nuova storia. Si cambia ancora pelle: e ci vuole tempo, ci vuole immaginazione. Quello che un tempo era stato luogo di fatica, ora diventerà spazio di incontro. Un posto dove si arriva senza fretta, dove si può restare, dove la socialità non è un rumore ma un ritmo. Non è l’unico luogo che entra in questa nuova geografia della comunità. Anche la biblioteca comunale di via del Pratoterra, o meglio, i locali sotto la biblioteca, quelli usati per le presentazioni di libri, apriranno le loro porte al Centro Diurno per Anziani del Centro Urbano. Sono stanze che conoscono il silenzio, che hanno visto passare e continueranno a veder passare, scrittori, lettori, curiosi. Stanze che ora si preparano ad accogliere attività, laboratori, incontri: non in modo esclusivo, ma con quella disponibilità che hanno i luoghi pubblici quando capiscono di essere utili. È una doppia appartenenza, una sorta di mappa nuova: un parte d’edificio che cambia destino e una parte della biblioteca che si allarga verso il basso, offrendo spazi che diventano ponti tra generazioni. Pur nella difficoltà di reperire spazi nuovi, questo è un gesto che dice qualcosa al nostro paese: che i luoghi possono trasformarsi, che la comunità può ridisegnare gli spazi, che la socialità degli anziani non è un capitolo da sistemare “dove capita”, ma un pezzo vivo della vita urbana. Così il Centro Diurno per Anziani del Centro Urbano entra in una nuova fase. Non più ospite provvisorio, non più costretto a traslochi che interrompono il ritmo delle giornate. Il Centro avrà una casa principale, un locale nell’ex mattatoio, e una casa complementare, i locali sotto la biblioteca, che potranno ospitare iniziative, incontri, momenti di condivisione. Due luoghi che, in modi diversi, hanno cambiato pelle. E che ora, finalmente, tornano a essere ciò che ogni spazio pubblico dovrebbe essere: un posto dove la comunità si riconosce. Questa non è soltanto una soluzione logistica: è un gesto politico, civile, comunitario. È il riconoscimento che gli anziani non sono un capitolo da spostare quando serve spazio, ma una parte viva della città. La loro sede definitiva è un punto fermo dopo mesi d’incertezza, un piccolo presidio di normalità che ricorda a tutti quanto sia fragile, e prezioso, il tessuto delle relazioni quotidiane. Sarà nuovamente luogo e, soprattutto, casa.

Lorenzo Avincola redattore L’agone

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