Lazio. La salute mentale è un diritto di tutti: a settembre in Aula per lo Psicologo di Cure Primarie

Il tema della salute mentale si configura oggi come una delle questioni di sanità pubblica più urgenti e delicate del nostro tempo. Una vera e propria priorità sociale che richiede interventi strutturali, rapidi e accessibili per tutta la cittadinanza.

La pandemia da Covid-19 ci ha drammaticamente insegnato che il benessere psicologico non è affatto un lusso o una questione puramente privata, bensì un pilastro fondamentale della salute pubblica che va difeso e garantito dallo Stato con la stessa forza della salute fisica.

In questi mesi, in seguito al grande lavoro della consigliera Sara Battisti, promotrice dell’iniziativa, e del gruppo del Partito Democratico alla Regione Lazio, che ha promosso la raccolta di oltre 13.000 firme, è stata presentata una proposta di iniziativa popolare per istituire l’assistenza psicologica primaria. In questo periodo abbiamo sempre spinto affinché la discussione arrivasse in Aula e, finalmente, l’esame della legge è stato calendarizzato per il prossimo 16 settembre.

La proposta, presentata in Consiglio regionale il 14 aprile 2025, rappresenta un unicum nel suo genere per le modalità partecipative con cui è stata portata avanti, puntando sul coinvolgimento diretto dei cittadini attraverso una grande campagna di raccolta firme volta a superare le attuali barriere economiche e sociali che impediscono a troppe persone di accedere alle cure psicologiche.

La cronica mancanza di figure professionali pubbliche e di servizi territoriali adeguati costringe chi può permetterselo a ricorrere a costosi percorsi nel settore privato, mentre chi si trova in condizioni di vulnerabilità economica è drammaticamente escluso da qualsiasi tipo di supporto psicologico.

La proposta di legge per lo Psicologo di Cure Primarie mira ad abbattere queste disuguaglianze, istituendo un servizio capillare e gratuito che prevede la presenza di professionisti qualificati integrati nel sistema delle ASL, per garantire prevenzione, ascolto e presa in carico tempestiva di fronte a disagi ed eventi di vita critici.

Dal punto di vista politico e istituzionale, questa mobilitazione rappresenta un forte richiamo alla responsabilità e alla visione democratica, ponendo in evidenza il profondo solco che divide il modello del centrosinistra, incentrato sul rafforzamento della sanità pubblica e dell’offerta sanitaria territoriale, da quello dell’attuale maggioranza di centrodestra guidata dalla Giunta Rocca.

Fare questa battaglia politica significa restituire centralità alla salute delle persone e dimostrare che governare non significa comandare, ma saper ascoltare e rispondere in modo strutturale ai nuovi bisogni reali della comunità. Un obiettivo che si realizza offrendo finalmente a tutti i cittadini la possibilità di accedere a un servizio essenziale per una vita dignitosa e serena.

In vista di settembre e del prossimo fondamentale passaggio in Aula, siamo pronti a profondere il massimo impegno e a lavorare con grande determinazione per garantire una rapida e condivisa approvazione di questa norma, attesa da tempo.

Crediamo che coinvolgere la cittadinanza sia un esercizio utile e profondamente democratico e che la politica possa fare ancora di più la differenza quando dà voce a chi non ne ha. Perché il diritto alla salute mentale non può più attendere e il futuro del nostro benessere si scrive insieme.

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