Ormai è diventata consuetudine che il giovedì pomeriggio alla biblioteca Angela Zucconi di Anguillara Sabazia si presentino le parole fondamentali, quelle parole così significative e profonde che a volte ce ne sfugge persino il significato.
Ad illustrarle è Marco Danè , un ex televisivo famoso per il programma “paroliamo” condotto da Fabrizio Frizzi e tanto altro. Le parole fondamentali vengono spiegate in modo semplice e diretto coinvolgendo il pubblico sempre più numeroso nella riflessione, poi vengono letti degli aforismi e dei racconti molto significativi scritti dallo stesso Marco Danè, eccone una sintesi:
La prima parola è stata indipendenza: è la storia di Carletto nella sua evoluzione diventato Carlo. Era un ragazzo di quindici anni simpatico ed accomodante e la cosa non gli dispiaceva, gli insegnanti i genitori gli chiedevano sempre che cosa volesse fare nella vita ma poi lo sovrastavano dicendo la loro; un giorno Carletto cercò di cambiar rotta, si rese più autonomo dall’opinione altrui con piccoli gesti quotidiani e capì che l’indipendenza significava anche ascoltare gli altri ma poi decidere da soli.
La seconda parola è stata volontà: Alan nonostante la sveglia suonasse non riusciva ad alzarsi dal letto, aveva deciso che se avesse sostenuto quell’esame avrebbe avuto più possibilità di entrare in quella scuola superiore ma nonostante ciò non riusciva ad alzarsi. Una volta in piedi dopo aver lavato la faccia con dell’acqua calda i pensieri dentro di sé scorrevano più limpidi, meno scuse e più azioni.
Sentì quella forza che tutti abbiamo dentro e senza musiche nè applausi riuscì ad alzarsi, ogni giorno la stessa battaglia , ogni sera la stessa stanchezza. Un giorno sotto la pioggia pensò di arrendersi ma poi riconobbe che quello era un momento come quello della sveglia e si rese conto che la volontà è dire una serie di si quando è più facile dire di no.
La terza parola è stata amicizia: un felice ultimo giorno di scuola, i ragazzi si salutavano scherzosamente, tra di loro Claudio e Giovanni che erano stati compagni di banco per gli ultimi due anni di liceo avevano trovato l’uno nell’altro una sicurezza, un appoggio incondizionato. Claudio e Giovanni non si lasciarono nonostante le difficoltà della loro vita, tra di loro era nato qualcosa che non si sarebbe perso nel tempo, ma finita la scuola i due compagni di banco si persero di vista.
Un giorno d’inverno Claudio sentì squillare il cellulare, era con sorpresa Giovanni, l’indomani si incontrarono abbracciandosi e raccontandosi la loro nuova vita. Claudio si sfogò con lui e Giovanni ascoltò silenziosamente e Claudio raccontandosi si sentì più leggero ed è questo che a volte fa un amico.
Ilaria Morodei, redattrice L’agone


