18 Marzo, 2026
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“Perché nessuno di loro sia dimenticato”. Oggi, 18 marzo, è la giornata nazionale delle vittime del Coronavirus

La memoria, quando ciò che deve trattenere è emotivamente troppo oneroso, tende a compromettere i parametri temporali, sbiadisce, ridimensiona, talvolta crea una ricostruzione poco fedele a ciò che è accaduto ed è connotato da margini di drammaticità troppo estesi.

Il coronavirus, un virus che ci ha insegnato cosa voglia dire pandemia, un disastro che mai avremmo previsto all’inizio di quel marzo di 6 anni fa.

Isolamento, morte, sofferenza, crisi economica, posti di lavoro persi, socialità compromessa, perfino grosse limitazioni alla libertà personale.

Nemmeno i numeri riescono a far recuperare dettagli di un vero e proprio cataclisma: 25.870.833 casi di infezione accertati, 190.517 le vittime nel nostro Paese.

Oggi, 18 marzo, ricorre la giornata Nazionale in memoria delle vittime del Coronavirus, una data simbolica che ricorda la drammatica sfilata di quel giorno del 2020 in cui i camion militari dell’Esercito, portarono via le bare dei morti per SarS Cov 19 da Bergamo.

Bandiere a mezz’asta con cui tutte le istituzioni del nostro Paese si inchinano a tutte le vittime di quell’epocale ecatombe, si stringono ai loro familiari, che non ebbero nemmeno la possibilità di un ultimo abbraccio, in molti casi, nemmeno delle esequie.

Noi de L’agone lo ricordiamo bene quel periodo, perché mentre tutto il Paese era fermo, in qualche modo non abbiamo fatto mancare l’informazione di quei giorni orribili nel nostro territorio; abbiamo sperimentato, come tanti, le call a distanza, abbiamo sostenuto le amministrazioni nelle difficoltà quotidiane, abbiamo raggiunto le scuole per arrivare ai ragazzi frastornati e in procinto di una crisi di nervi, siamo arrivati nelle case degli anziani, abbiamo fatto da tramite con le strutture sanitarie locali.

Nonostante le tante difficoltà, abbiamo cercato di portare nelle case la speranza, il conforto e i virtuosismi di un territorio ferito ma non arreso che si è compattato, facendo delle sue composizioni contenute, punti di forza.

Abbiamo contato le vittime, ma lo abbiamo fatto sottovoce e con grande riguardo a non saturare l’angoscia generalizzata, sebbene sempre obbedienti al dovere di corretta informazione.

Per questo anche noi, oggi, abbiamo ritenuto doveroso fermarci un minuto e rivolgere un pensiero di rispetto a tutti coloro che non ce l’hanno fatta: ci piace pensare che stasera, in un cielo terso di inizio primavera, ci salutino con un luccichio di stelle più accese e luminose del solito.

La Redazione de L’agone

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