8 Febbraio, 2026
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Anguillara Sabazia in silenzio: l’ultimo saluto a Federica Torzullo

Sabato 7 febbraio Anguillara Sabazia ha salutato per l’ultima volta Federica Torzullo, 41 anni, uccisa dal marito Claudio Carlomagno. La cerimonia si è svolta nella chiesa Regina Pacis, in un clima di profondo raccoglimento nel giorno in cui il sindaco Angelo Pizzigallo ha proclamato il lutto cittadino, alla presenza delle istituzioni e di numerosi cittadini.

La vicenda aveva sconvolto la comunità già nelle settimane precedenti: Federica era scomparsa l’8 gennaio e il suo corpo è stato ritrovato il 18 gennaio nell’area riconducibile all’attività lavorativa del marito. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti la donna sarebbe stata uccisa all’interno dell’abitazione familiare e poi occultata, e nel corso dell’interrogatorio l’uomo ha ammesso le proprie responsabilità venendo arrestato. Nei giorni successivi la tragedia ha assunto contorni ancora più drammatici con la morte dei genitori di Claudio Carlomagno, evento che ha aggravato il clima di sgomento nel paese.

La comunità si è stretta attorno a questo dolore dopo settimane vissute in un clima sospeso, fatto di rispetto e silenzio; in una realtà dove le distanze si misurano in volti e non in chilometri il dolore cambia consistenza, non resta confinato nelle pagine di cronaca ma entra nelle strade, nei negozi, nelle scuole e nei bar. Chi vive qui lo ha percepito subito, tra conversazioni abbassate di tono e la difficoltà persino di commentare, perché per giorni non si è trovato il modo giusto di parlarne.

Tra le conseguenze più difficili da accettare resta anche quella che riguarda il figlio della coppia, presenza silenziosa che ricorda come tragedie di questo tipo non si esauriscano nell’evento ma continuino nel tempo lasciando segni profondi nelle vite che restano. Negli ultimi anni siamo abituati a sentire racconti simili arrivare da lontano, scanditi da numeri e statistiche, ma quando accade vicino il linguaggio cambia e le parole “femminicidio” e “cronaca” diventano qualcosa di concreto.

Il funerale è stato un momento condiviso in cui il paese si è ritrovato insieme, non per cercare spiegazioni ma per riconoscere un dolore comune. Anguillara in questi giorni non ha avuto bisogno di parole solenni, ha avuto bisogno di rispetto.

Paola Forte

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