Comunicato stampa
“È un fatto importante – prosegue la nota – che le due amministrazioni abbiano deciso di mobilitarsi contro la strage nei luoghi di lavoro, tema su cui fin troppe volte le lavoratrici e i lavoratori assieme alle organizzazioni sindacali si ritrovano circondate da un assordante silenzio. Fermare le morti è e deve essere una priorità per l’intera collettività.
Il 7 febbraio si ricorderanno anche Francesco Borla, Giuseppe Fontana, Giovanni Girardi, Tobia Talone, morti quasi un secolo fa, il 7 febbraio 1929, nell’esplosione all’interno della BPD, come le 60 persone che persero la vita il 29 gennaio 1938, Roberto Pignalberi e Giuseppe Sinibaldi.”
“Ricordare le persone che sono morte sul lavoro, i loro nomi, i loro volti e le loro storie non è un esercizio di memoria fine a sé stessa. È il primo atto da compiere per riaffermare con forza che il lavoro non può essere causa di dolore, sofferenza e morte. Atto a cui, però, devono seguire scelte concrete affinché la dignità e la salute delle persone diventino finalmente centrali nel modello di sviluppo e di fare impresa.”, conclude il sindacato.


