Nel panorama culturale italiano esiste un luogo in cui la musica non è un monumento immobile, ma un organismo vivo che respira e si rinnova. È la Sala A di Via Asiago 10, storica sede di Rai Radio 3, che ogni anno diventa il cuore pulsante di “Voci in Barcaccia. Largo ai giovani!”, trasmissione concorso condotta da Enrico Stinchelli e dedicata ai cantanti lirici under 35 impegnati nel grande repertorio operistico.
La forza del programma sta nella capacità di unire rigore musicale, divulgazione intelligente e autentica attenzione ai giovani talenti, trasformando la radio in un palcoscenico aperto e inclusivo. Ogni puntata è una vera e propria audizione in diretta: sei concorrenti, un’aria ciascuno, una giuria di esperti e il calore del pubblico in sala e degli ascoltatori da casa. In palio, l’accesso alla finale ospitata dal Teatro dell’Opera di Roma.
La formula, semplice e rigorosa, ha reso la trasmissione un punto di riferimento per chi cerca nuove voci nel panorama lirico italiano. L’edizione 2026, riservata ai cantanti tra i 18 e i 34 anni, conferma la vocazione del programma: offrire un palcoscenico reale a chi sta costruendo il proprio futuro artistico. Le esibizioni, trasmesse in diretta su Rai Radio 3 e disponibili anche in video su RaiPlay, ampliano la platea e avvicinano nuovi ascoltatori al mondo dell’opera. Le iscrizioni resteranno aperte fino ai primi giorni di febbraio.
In un momento in cui la lirica cerca nuovi linguaggi e nuovi pubblici, “Voci in Barcaccia” dimostra che il rinnovamento passa anche dalla radio: dalla sua capacità di ascoltare, selezionare, raccontare. E soprattutto dalla volontà di dare spazio ai giovani, non come promessa astratta, ma come investimento concreto nel futuro dell’arte.
Accanto ai cantanti in gara, la trasmissione apre le porte anche ai giovani talenti dei conservatori. Nella puntata inaugurale del 16 gennaio 2026, disponibile in video su RAI Play, si è esibito un trio nato recentemente, formato da studenti del Conservatorio di Santa Cecilia, Giorgio Bolognesi al pianoforte, Francesco Papa al violino e il braccianese Marco Osbat, giovane violoncellista attivo nel panorama musicale romano.
Il trio, molto apprezzato, ha riscosso grande successo e fra questi, con un suono caldo e raccolto, Osbat ha portato nella Sala A una maturità sorprendente per la sua età, frutto di un percorso musicale intenso. Abituato al lavoro d’ensemble, ha dialogato con naturalezza con pianoforte e violino, restituendo a Beethoven una freschezza quasi istintiva. La sua solidità tecnica, unita a una sensibilità interpretativa già matura, ha offerto alla puntata un momento di autentica qualità musicale, confermando il ruolo della trasmissione come vetrina privilegiata per i giovani musicisti italiani.
Riccardo Agresti


