Alberto Civica, cittadino di Anguillara, con un curriculum di tutto rispetto per quel che riguarda l’impegno sociale e nel sindacato, tanto da essere attualmente il Segretario UIL della regione Lazio, il suo mandato scadrà nel maggio del prossimo anno. Da dipendente ENEA, risiede ad Anguillara dal 1977, diventa il segretario generale UIL Università, Ricerca e degli istituti di Alta formazione coreutica e Musicale, fino a ricoprire la carica di membro del Consiglio di Amministrazione del Ministero dell’Università e della Ricerca scientifica con Ruberti Ministro (1989-92). E’ inoltre membro del Consiglio della Camera di Commercio di Roma e provincia. Un suo commento qualificato su alcuni temi caldi risulta sicuramente utile per comprendere quelli che sono i processi in corso nella Regione Lazio.
D. Nel prossimo giugno i lavori PNRR dovranno essere terminati, la domanda sul loro stato nella regione Lazio è d’obbligo. I finanziamenti del Piano dovevano aiutare il Paese e quindi anche le Regioni, a perseguire delle riforme di tipo strutturale, che giudizio dai sull’utilizzo dei fondi PNRR nella regione Lazio?
R. Il giudizio è preoccupante, anche per l’uso che è stato fatto dei fondi PNRR all’interno della legge finanziaria in fase di approvazione, sembra infatti che alcune opere che avevano già la copertura dalle finanziarie precedenti, vengano invece finanziate con i fondi PNRR, distraendoli quindi da altri progetti. Un altro argomento che sta a cuore a tutti noi è la sanità, quello che mi lascia perplesso è che a fronte di numerosi progetti utili per la realizzazione di strutture sanitarie e ospedaliere territoriali non si affronti la questione dell’assunzione degli operatori sanitari da impiegarsi in tali strutture. Non pensiamo che la richiesta della Regione Lazio ad utilizzare i medici di famiglia in tali strutture per almeno 8 ore a settimana sia la soluzione e paventiamo il rischio che la soluzione adottata possa essere la esternalizzazione dei servizi, con tutti i problemi che ne conseguono, oppure, cosa ancora più grave, che tali strutture restino inutilizzate.
D. Come abitante di Anguillara, quali potrebbero essere le ricadute sulla comunità se le preoccupazioni espresse dovessero confermarsi?
R. I timori espressi sopra che per il bene di tutti spero siano infondati, potrebbero concretizzarsi nell’ospedale di comunità che si sta realizzando ad Anguillara, infatti se non si attua già da ora un piano per l’assunzione degli operatori sanitari che andranno a gestirlo, potrebbe diventare una struttura utilizzata per altro, come per esempio ospitare la ASL locale. Un altro tema che mi ha colpito parlando con le persone che incontro nel paese, è la difficoltà nel reperire informazioni alla fonte, per esempio capire in modo organico come vengano spesi i fondi PNRR, quali siano i tempi di consegna o lo stato di avanzamento dei lavori. I dati sono distribuiti su più fonti ed è estremamente difficoltoso renderli omogenei. Paradossale nell’epoca dell’informazione globale, penso a quelle persone che non sono particolarmente abili con i mezzi informatici, ma che vogliano esercitare un controllo democratico su come vengano spesi i propri soldi, ricordiamo infatti che i fondi PNRR dovranno essere in gran parte restituiti.
Salvatore Scaglione


