ยซNoi qui viviamo sempre sotto la minaccia di bombardamenti notturni, e non solo, senza sosta. Ma quando finirร mai questa orrenda strage?!? La gente รจ molto stancaโฆ anche i bambini, costretti quasi tutte le notti a dormire nei corridoi degli stabili, nei servizi di casa o, per chi รจ nei paraggi, nella stazione sotterranea della metropolitana. Fa veramente impressione sentire da bambini di quattro o cinque anni dire: “ร scattato lโallarme antiaereo”โฆยป
Cosรฌ scrive Don Moreno Cattelan, sacerdote italiano della Piccola Opera della Divina Provvidenza, in missione in Ucraina, raccontando un quotidiano che non dovrebbe appartenere a nessun bambino. ยซI bambini vivono con consapevolezza lโattuale situazione. Sanno bene che sono in guerraโฆ Il pensiero della guerra รจ presente nei giochi, nelle relazioni, nei disegni, nelle parole quotidiane. Molti loro coetanei sono stati portati in Russia, col raggiro dei genitori o perchรฉ rapiti.ยป
E aggiunge: ยซTutto questo ha fomentato un odio e una avversitร che resterร presente, anche nei piccoli, per non so ancora quanto tempo. Una generazione non basterร . Noi invochiamo e preghiamo ogni giorno per la pace. Grazie per la vostra vicinanza. Una preghiera vicendevole.ยป
Dal fronte ucraino, Don Moreno racconta con parole semplici e struggenti la quotidianitร di una generazione che cresce sotto le bombe. Bambini di appena quattro o cinque anni che parlano di โallarme antiaereoโ come fosse una routine. Dormono nei corridoi, nei bagni, nei rifugi improvvisati. Nei loro disegni non ci sono piรน fiori o arcobaleni, ma sirene, soldati e dolore.
Questa guerra ha giร vinto troppo. Ha strappato lโinnocenza, separato famiglie, deportato bambini, seminato un odio profondo. E tutto questo odio โ ci ricorda Don Moreno โ rischia di durare piรน di una generazione.
Ma cโรจ ancora speranza. E quella speranza passa dalla guarigione. Servono psicologi, operatori, missionari della pace che lavorino per restituire fiducia ai piรน piccoli e consapevolezza agli adulti. Serve una pedagogia del perdono. Soprattutto, serve che le Chiese si facciano protagoniste di una riconciliazione. Le ferite tra cristiani sono unโoffesa al messaggio stesso del Vangelo. ร tempo che i capi delle Chiese cattolica, ortodossa, greco-cattolica e ortodossa russa si siedano allo stesso tavolo, pregando insieme che Dio torni al centro dellโumanitร , oggi smarrita e dilaniata.
La riconciliazione deve arrivare anche tra i popoli: ucraini e russi che hanno condiviso secoli di storia e che oggi si guardano come nemici, anche allโinterno delle stesse famiglie. Il nemico vero non รจ lโaltro popolo, ma la menzogna, la propaganda, lโodio coltivato giorno dopo giorno.
Cristo ha detto: โAmate i vostri nemiciโ. ร forse questo il momento piรน duro per farlo, ma anche il piรน urgente. Da qui puรฒ rinascere la pace.
Florentina Miniosu


