Gratteri, abuso d’ufficio: Si sta neutralizzando il potere della Corte dei Conti

La politica in questi anni non ha fatto β€œnessuna legge” per impedire la corruzione. E il messaggio di Papa Francesco β€œΓ¨ rimasto inascoltato rispetto agli appelli che ha fatto. Se partiamo dalla riforma Cartabia a oggi, tutte le riforme fatte fino a oggi, tranne quelle del luglio 2024 sulla cybersicurezza, sono state inutili e dannose”. Lo ha affermato il procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Napoli, Nicola Gratteri, nel corso del programma β€œUn alieno in patria”, condotto da Peter Gomez, in diretta, su Rai 3.

β€œAbbiamo visto una sorta di doppio binario”, ha detto Nicola Gratteri, β€œmano di velluto per i reati della pubblica amministrazione, e pugno di ferro per i reati di strada”. Sull’abolizione dell’abuso di ufficio il procuratore di Napoli ha spiegato che nella β€œriforma che si sta facendo, si sta neutralizzando la possibilitΓ  da parte della Corte dei conti di poter fare indagini e di poter dimostrare il danno erariale di pubblici amministratori che hanno male amministrato. Addirittura, si pensa di fare uno sconto del 70% rispetto al danno erariale”. Secondo Gratteri β€œnon Γ¨ che la Corte costituzionale puΓ² dire al Parlamento le leggi che deve fare, o se deve introdurre o meno un reato; ma la Corte costituzionale ha stabilito che si deve ed era prevedibile, come hanno commentato autorevoli costituzionalisti”.

Gratteri Γ¨ tornato sulle intercettazioni. β€œIl Ministro Nordio prima ancora che venisse nominato Ministro, avevo detto che le intercettazioni costano troppo”, ha detto Gratteri, β€œperΓ² quando Γ¨ diventato Ministro, dopo tre mesi, ha firmato il nuovo listino prezzi. PerchΓ© lo ha firmato se il costo era alto? I costi sono 170 milioni di euro l’anno. E pensi che ogni giorno, quando si fanno arresti, si sequestrano oro, argento, banconote e macchine di lusso. Questi soldi entrano nel fondo unico della giustizia, e quando la sentenza diventa definitiva possono essere spesi”. Secondo Gratteri β€œcon le intercettazioni lo Stato di guadagna non ci rimette”.

Antonio Ranalli

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