Una conferenza stampa ad Oriolo Romano, a Palazzo Altieri, su Monterano, le sue rovine e i restauri effettuati. Mentre ad Oriolo si parla di riqualificare Parco Altieri, a Canale Monterano si discute dei cambiamenti avuti nel tempo: quello che รจ stato โristrutturatoโ e quello che andrebbe che ancora non lo รจ stato. E, non a caso, questo permette di notare le somiglianze tra i due paesi, sorti in maniera similare: Oriolo tramite lโafflusso di braccianti, taglialegna e boscaioli provenienti da Toscana e Umbria, chiamati per disboscare la Selva Manziana e rendere coltivabili le terre, come avvenne in tutto il territorio della Tuscia nel XVI secolo.
E Canale, come ci spiega Francesco Stefani, โnel โ500 in territorio monteranese ad opera di coloni toscani ed umbri chiamati dagli Orsini, feudatari del luogo, per mettere a coltura i campi selvatici del monte Sassano. Canale, assieme a Montevirginio, ha raccolto la maggior parte dei monteranesi dopo che questi avevano abbandonato le loro case devastateโ. E da allora ha subito uno sviluppo e unโevoluzione che รจ interessante studiare. Notevoli i cambiamenti nel tempo che ha avuto, che ne hanno modificato drasticamente lโassetto: โMonterano โspiega Stefani- รจ un abitato le cui origini si perdono nella preistoria. In periodo etrusco รจ stato un centro strategico della lucomonia di Caere, nellโAlto Medioevo fu sede di una vasta diocesi che comprendeva il lago di Bracciano e i monti della Tolfa, nella seconda metร del Seicento venne trasformata in una piccola capitale barocca del feudo papale Altieri, con lavori ideati da Gian Lorenzo Bernini diretti sul posto dai suoi collaboratoriโ.
Francesco Stefani รจ una personalitร molto conosciuta qui a Canale Monterano. Amico di Lidio Gasperini, cattedratico di storia antica e โscopritoreโ di Monterano. Per anni ha svolto una vita amministrativa molto attiva: assessore alle finanze dal 1983 al 1988 e sindaco per due mandati dal 1993 al 2001, durante i quali ha organizzato lโistituzione della Riserva e i lavori di restauro appunto. Poichรฉ, a suo avviso, โIl territorio e le memorie del passato sono la principale ricchezza di Canale: una straordinaria risorsa culturale ed economica, che va gestita bene. Per questo motivo il suo appello รจ a โritrovare la tenacia della fine del secolo passato per impedire una nuova devastazione e un nuovo oblio. Non si puรฒ trascurare una straordinaria risorsa culturale ed economica come il territorio monteraneseโ. Un impegno che deve partire dal ripensare lโorganizzazione della Riserva, che โรจ diventato un organo troppo burocratizzatoโ; dal valorizzare lโazione della Soprintendenza, che โfornisce tuttora, come in passato, controllo e assistenzaโ; dal lavoro alacre svolto da cooperative sociali quali Lymph@ โche produce occupazione e culturaโ. Con una maggiore opera da parte del Comune, principale attore protagonista chiamato in causa. Infatti, tra le sue prospettive per il futuro, Stefani non nasconde โla costituzione di un parco archeologico strutturato, comunque dipendente dalla volontร degli amministratori del Comune di Canale, proprietario del luogo e gestore della Riserva Naturaleโ.
Riscoprire le proprie origini puรฒ servire anche a dare un incentivo in tale direzione. Questo un poโ forse il senso dellโincontro su Monterano. โOrganizzato dal Museo di Palazzo Altieri di Oriolo, -spiega Stefani- riguardava il lungo periodo di oltre duecento anni intercorso dalla distruzione di Monterano ad oggi. Passando per la devastazione dellโabitato del 1799, lโabbandono, lo smantellamento degli edifici, i tanti decenni di vandalismi, incuria e oblio, ed infine la riscoperta degli studiosi, cui seguรฌ unโimponente campagna di restauriโ.
Tra questi ultimi egli ha ricordato i principali: โIl primo risale al 1988 ed ha riguardato le arcate dellโacquedotto cinquecentesco. Ma la grande stagione dei restauri รจ iniziata nel 1994 ed รจ durata quasi dieci anni, durante i quali il Comune ha acquistato i terreni privati e ha restaurato i principali edifici, tra i quali il Palazzo Ducale con la fontana del Leone e la facciata della chiesa di San Bonaventura. A questi sono seguiti altri due ulteriori interventi per completare il restauro di San Bonaventura ed altri minoriโ.
Intanto sta riorganizzando gli appunti accumulati nel tempo e periodicamente prepara una ricerca su Monterano, che fa stampare in unโunica copia. โPer ora โaggiunge- ho ristampato con aggiornamenti la mia vecchia ricerca โMonterano, appunti sul territorio e la storiaโ, a cui ho aggiunto โLe storie connesse dellโarte barocca, di Gian Lorenzo Bernini e del rinnovamento urbanistico di Monterano nel Seicentoโ e โMonterano dopo Monterano, storia delle rovine e dei restauriโ. Ma sto anche preparando altre nuove pubblicazioniโ.
Barbara Conti


