22 Marzo, 2026
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Si scrive acqua, si legge democrazia

22 marzo, la Giornata Mondiale dellโ€™Acqua

Eโ€™ sotto gli occhi di tutti la progressiva diminuzione di accesso allโ€™acqua potabile, per gli effetti di attivitร  umane insensate responsabili della crisi climatica oltre che dello spreco e deterioramento della qualitร  delle acque.
Questa situazione richiederebbe nuove politiche, nuovi stili di vita in grado di assicurare acqua potabile a tutti, prevenire i disastri, ridurre le clamorose diversitร  nelle condizioni di vita delle persone.
Invece si continua con il solito approccio che vede il primato dellโ€™economia sullโ€™ambiente e sui diritti sociali: beni comuni, territorio, acqua sono โ€œrisorseโ€ da far fruttare secondo le regole di mercato. E se ciรฒ comporta ingiustizie sociali, ebbene queste ci sono sempre state; e se si provocano disastri e si depauperano i beni ambientali, ebbene si interviene successivamente, magari confidando nelle tecnologie.
Le tecnologie sono importanti, ma si impieghino nella prevenzione: per monitorare lo stato dei fiumi e dei laghi, per controllare i sistemi di depurazione (altro scandalo nazionale), i sistemi idrogeologici; si realizzi una grande rete di monitoraggio del โ€œpatrimonioโ€ ambientale e dei beni comuni, utilizzando nuovi sensori e strumenti di misura, sistemi satellitari, sistemi di gestione dei dati e di simulazione sempre piรน efficienti anche per la disponibilitร  di risorse di calcolo super-veloci.
Il punto vero รจ che bisogna cambiare radicalmente registro: occorre adottare politiche virtuose, che mettano al centro i diritti fondamentali di donne e uomini, ovunque, e la difesa dei beni comuni.
Guardando al nostro territorio, e allโ€™acqua, invece di pensare allo โ€œsfruttamentoโ€ del lago di Bracciano, o alla โ€œpotabilizzazioneโ€ delle acque del Tevere, o al raddoppio dellโ€™acquedotto del Peschiera โ€“ รจ la politica di Roma e della Regione Lazio – perchรฉ non si abbattono le perdite nei sistemi di distribuzione, che nella nostra regione sono intorno al 45%? Le risorse ci sono, ma vengono destinate agli azionisti di Acea SpA.
E allora veniamo al nocciolo della questione: lโ€™acqua non รจ una merce ma un bene che non puรฒ essere gestito secondo le regole del mercato.
Occorre โ€œripubblicizzareโ€ lโ€™acqua: nel Lazio, dando attuazione alla legge regionale 5/2014, da tempo rimasta colpevolmente inapplicata con lโ€™intenzione, a quanto pare, di stravolgerne lo spirito; in Italia, approvando una legge, che da anni giace in Parlamento, per lโ€™applicazione dei referendum del 2011.
Giuseppe Girardi

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