Piccoli comuni, la legge 158 vede luce

La legge 158 sui piccoli Comuni – approvata all’unanimitΓ  dalle Camere nel 2017 – finalmente vede una luce. La Conferenza Unificata ha approvato oggi l’elenco dei Comuni con meno di 5000 abitanti che potranno beneficiare dei finanziamenti previsti dalla legge – 160 milioni di euro, a oggi – e di altre risorse. È il primo Decreto che attua dunque la legge Realacci-Borghi, nella quale Uncem ha sempre fortemente creduto. Sono 5.518 i Comuni italiani individuati, che rientrano nelle seguenti tipologie previste all’articolo 1 della legge: i Comuni collocati in aree interessate da fenomeni di dissesto idrogeologico; quelli caratterizzati da marcata arretratezza economica; quelli nei quali si Γ¨ verificato un significativo decremento della popolazione residente rispetto al censimento del 1981; i Comuni caratterizzati da condizioni di disagio insediativo; quelli caratterizzati da inadeguatezza dei servizi sociali essenziali, i Comuni ubicati in aree contrassegnate da difficoltΓ  di comunicazione e dalla lontananza dai grandi centri urbani e quelli la cui popolazione residente presenta una densitΓ  non superiore a 80 abitanti per chilometro quadrato. Ancora, sono considerati piccoli e da comprendere tra i destinatari della legge, i comuni appartenenti alle Unioni di Comuni montani, quelli con territorio nel perimetro di un parco o area protetta e i Comuni nati da fusione.

Secondo passo per la piena attuazione della legge nazionale 158/2017, Γ¨ predisporre, sempre con Dpcm, il “Piano nazionale per la riqualificazione dei piccoli Comuni”, che contenga parametri e modalitΓ  di assegnazione del ‘Fondo per lo sviluppo strutturale, economico e sociale dei piccoli Comuni, destinato al finanziamento di investimenti diretti alla tutela dell’ambiente e dei beni culturali, alla mitigazione del rischio idrogeologico, alla salvaguardia e alla riqualificazione urbana dei centri storici, alla messa in sicurezza delle infrastrutture stradali e degli istituti scolastici nonchΓ© alla promozione dello sviluppo economico e sociale e all’insediamento di nuove attivitΓ  produttive’, previsto all’articolo 3 della legge. Il Piano deve definire le modalitΓ  per la presentazione dei progetti da parte delle Amministrazioni comunali, nonchΓ© quelle per la selezione, attraverso bandi pubblici.

“Ora il Presidente del Consiglio dovrΓ  firmare il Decreto che individua l’elenco degli Enti – afferma Marco Bussone, Presidente nazionale Uncem – ma questi passi, pur con enorme e drammatico ritardo, sono molto importanti. Ora dobbiamo guardare al Piano per spendere bene le risorse disponibili. Non dobbiamo certo spenderle dandole a pioggia! Sarebbe assurdo e inutile spendere i 160 milioni euro accantonati, stanziati da due leggi di bilancio, che accompagnano la legge 158/2017 sui piccoli Comuni, ripartendoli a pioggia, dando 30mila euro a ciascuno dei 5mila Comuni montani italiani. Non Γ¨ questo il periodo storico nel quale dare qualche risorsa in modo quasi assistenziale. Dobbiamo stare all’articolo 3 e all’articolo 13 dove si dice che i Comuni piccoli lavorano insieme per lo sviluppo del territorio. Insieme. Non da soli. Questo, e solo questo, Γ¨ il perimetro per investire bene, in tempi certi, lontani da caos burocratici, le risorse disponibili”. “Ricordo che oggi la legge 158 Γ¨ applicata in alcune parti che riguardano i rapporti degli Enti con Poste Italiane per potenziare i servizi – sottolinea ancora Bussone -, per alcuni progetti di e-commerce per imprese dei territori, per alcuni progetti di e-government e di valorizzazione dei borghi. Di certo c’Γ¨ molto da fare, non solo sul piano economico, per attuare pienamente la legge. Uncem Γ¨ al lavoro su tutti questi importanti fronti. E il Piano nazionale per la riqualificazione dei Piccoli Comuni dovrΓ  avere tempi rapidissimi di costruzione e attuazione”.

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