Comunicato stampa
Civitavecchia, 7 ottobre 2026 — Le dichiarazioni del capogruppo di Fratelli d’Italia Massimiliano Grasso sul trasporto pubblico locale contengono una serie di affermazioni a cui è necessario replicare, una per una.
Primo. Non esiste alcuna scelta del Sindaco di “lasciare CSP fuori dal trasporto pubblico locale”. Il riassetto del TPL discende dalla legge regionale n. 28 del 27 dicembre 2019 e dalla successiva D.G.R. n. 617/2020, che hanno individuato undici Unità di Rete e attribuito ad Astral le funzioni di affidamento e gestione dei contratti di servizio. Civitavecchia è stata inserita nell’Unità di Rete Tirreno Nord. Da quel momento la titolarità dei servizi minimi non appartiene più al Comune, ma alla Regione Lazio attraverso il soggetto affidante individuato dalla legge. Grasso attribuisce al Sindaco una decisione che il Sindaco non aveva il potere di prendere.
Secondo. Grasso afferma che Regione e Astral avrebbero “confermato la possibilità del subappalto”, e da una possibilità teorica ricava una soluzione già pronta. Non è così. Il subappalto non avrebbe potuto riguardare il Comune: sarebbe stato un rapporto di natura privatistica tra il nuovo gestore aggiudicatario e CSP, i cui contenuti economici, operativi e contrattuali non sono mai stati definiti né formalmente esplicitati. Nessuna cifra, nessun corrispettivo, nessun perimetro. Una possibilità non è una garanzia, e un amministratore responsabile non impegna una società pubblica su un contratto che non esiste.
Terzo, ed è il punto che smonta l’intero ragionamento. Grasso sostiene che il Comune risparmierà 1,2 milioni e che, contemporaneamente, CSP avrebbe potuto continuare a svolgere lo stesso servizio in subappalto. Le due cose non stanno insieme. Quella somma, che nei bilanci comunali ammonta a circa 1,1 milioni di euro annui, non era un contributo accessorio: era l’integrazione che rendeva economicamente sostenibile il servizio, e il Comune poteva erogarla perché ne era il soggetto titolare. Venuto meno quel presupposto, l’Ente non può più finanziare un servizio che non rientra tra le proprie funzioni. Di conseguenza, CSP in regime di subappalto avrebbe dovuto garantire da sola il pieno equilibrio economico di un’attività che, con quelle risorse in meno, non lo raggiungeva. Grasso non può chiedere il risparmio e il servizio con gli stessi soldi.
Quarto. Si sostiene che la scelta dell’Amministrazione “metta a rischio CSP”. È esattamente il contrario. CSP è una società in house, tenuta a operare secondo principi di economicità ed equilibrio economico-finanziario, e le attività svolte per soggetti diversi dall’ente affidante devono generare convenienza economica, non trasformarsi in operazioni strutturalmente in perdita. Accollare alla partecipata una gestione priva di garanzie di sostenibilità avrebbe esposto la società a perdite e i suoi organi a possibili contestazioni sotto il profilo della corretta gestione delle risorse pubbliche e della tutela dell’interesse erariale. Il rischio per CSP, semmai, stava nella strada che Grasso avrebbe voluto imboccare.
Quinto. L’accusa di “scaricare i lavoratori” è priva di fondamento e, per il modo in cui è formulata, allarmistica. Nel passaggio al nuovo gestore ai lavoratori interessati si applicano le tutele previste dalla normativa di settore e dalla disciplina sociale vigente nel trasporto pubblico locale, con il mantenimento del posto di lavoro e delle condizioni economiche e normative maturate. Sono garanzie che l’Amministrazione ha chiesto e ottenuto fin dall’inizio del confronto con Astral, e che costituiscono una priorità assoluta di questa maggioranza.
Sesto. CSP non resta “appesa” ad alcunché. Restano nella competenza comunale il collegamento Porto-Stazione, il trasporto scolastico e gli ulteriori servizi aggiuntivi che l’Ente intenderà programmare, e per queste attività l’Amministrazione ha già predisposto e affidato il nuovo contratto di servizio per la mobilità comunale alla partecipata. Non è una prospettiva: è un atto.
Settimo. Nelle interlocuzioni con Astral il Comune ha ottenuto che il nuovo gestore non proceda a modifiche sostanziali dell’attuale rete urbana, garantendo continuità ai collegamenti utilizzati ogni giorno dai cittadini, e ha richiesto interventi migliorativi: un collegamento con la nuova Casa di Comunità della ASL e collegamenti dedicati verso l’Hospice oncologico. Risultati concreti, ottenuti nell’interesse dei cittadini e dei lavoratori, che nella ricostruzione di Grasso semplicemente non compaiono.
Ottavo. Quanto al “silenzio di gran parte dei sindacati”, insinuare che le organizzazioni sindacali tacciano per compiacenza è irrispettoso nei loro confronti. I sindacati hanno seguito il percorso e conoscono le garanzie previste per i lavoratori: se non gridano, è perché valutano i fatti.
Unione Civica considera questa una scelta improntata alla prudenza amministrativa e alla tutela della azienda partecipata e alla continuità del servizio ai cittadini.


