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14 Settembre, 2026
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Giornale del Lago e della Tuscia edito dall'Associazione no-profit "L'agone Nuovo".

SCUOLA, RIENTRO TRA CALDO E EDIFICI FATISCENTI. RETE STUDENTI, CGIL, FLC CGIL, FILLEA CGIL: «SERVE UN PIANO STRAORDINARIO»

Comunicato stampa

ROMA – Con il rientro nelle scuole di Roma e del Lazio, la Rete degli Studenti Medi del Lazio denuncia le criticità degli edifici scolastici della regione, tra strutture inadeguate, sovraffollamento e temperature elevate.

«Ogni anno si torna in classe trovando gli stessi problemi – spiega Simone Montori, coordinatore regionale della Rete degli Studenti Medi del Lazio –. Il diritto allo studio passa anche dalla sicurezza e dalla vivibilità degli spazi scolastici. Serve un piano straordinario da parte del Ministero, che non può girarsi ancora dall’altra parte».

Alla luce dell’istituzione del tavolo regionale sulla scuola, il sindacato studentesco chiede che venga inclusa la componente studentesca, oggi esclusa dal confronto.

«Ancora una volta, la scuola deve fare i conti con problemi che non possono più essere considerati emergenze occasionali» afferma Alessandro Tatarella, Segretario Generale dell’Flc Cgil Roma e Lazio, «Il caldo estremo di questo periodo si somma alla condizione di edifici scolastici spesso in condizioni inadeguate: è una questione di salute, sicurezza e qualità del servizio pubblico»

«Non possiamo affrontare questi problemi ogni anno come se fossero una sorpresa. Servono interventi strutturali e risorse adeguate» conclude Tatarella «Per questo consideriamo positivo l’avvio del tavolo permanente presso la Regione Lazio: è un primo passo importante, che deve ora tradursi rapidamente in soluzioni concrete»

«Nonostante gli interventi finanziati dal PNRR, troppe scuole del Lazio riapriranno ancora con aule calde e strutture non adeguate» dichiara Diego Piccoli, segretario generale della Fillea Cgil Roma e Lazio. «Gli investimenti annunciati non rispondono al fabbisogno reale della nostra regione: servirebbero almeno 25 milioni di euro soltanto per intervenire sulle scuole di Roma, mentre i 20 milioni annunciati dal ministro Valditara riguardano l’intero territorio nazionale.

«È evidente che occorrono risorse ben più consistenti e una programmazione strutturale. L’edilizia scolastica deve diventare una vertenza da aprire con la Regione Lazio, coinvolgendo istituzioni, sindacati e studenti, per garantire scuole sicure, moderne e vivibili durante tutto l’anno» conclude Piccoli.

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