Comunicato stampa
C’è un momento, nella vita di una comunità politica, in cui la responsabilità non consiste nel restare a ogni costo, ma nell’avere il coraggio di dire “basta”. Quel momento, per il Partito Democratico di Cerveteri, è arrivato.
Non è una decisione presa con leggerezza. Nasce da una riflessione profonda, “vecchio stile”, sulla natura stessa del governare. Perché governare non significa semplicemente occupare uffici; significa avere una visione condivisa e la lealtà per attuarla.
L’autocritica: il mito del fortino.
Dobbiamo avere il coraggio dell’onestà, a partire da noi stessi. Anche noi abbiamo commesso errori. Anche noi, in questi anni, ci siamo fatti prendere dalla smania del governo, dalla difesa cieca del “fortino”, cullati dal mito del capitano che non abbandona mai la nave, convinti che la tenuta della coalizione fosse il valore supremo, superiore persino alla chiarezza programmatica. È stato un bel sogno, lo ammetto. Ma quel sogno si è sgretolato definitivamente lunedì scorso in aula, con il ritiro forzato di un emendamento sotto la pressione dei veti. Lì abbiamo capito che la nave non stava più navigando verso una meta, ma stava solo girando su se stessa per non affondare.
La deriva del dibattito: tra urla e capri espiatori
Il logoramento politico ha portato con sé una deriva del dibattito che mi addolora. Dopo le mie recenti dichiarazioni, la reazione di certi settori non è stata il confronto nel merito, ma una scomposta caccia alle streghe fatta di urla, richieste inquisitorie di “fare i nomi”, o la ventilata idea che vi fosse “qualcosa da denunciare”.
Questa deriva dimostra che per qualcuno la politica non è più il luogo del ragionamento, ma la ricerca ossessiva di un capro espiatorio, di un “cattivo” da additare per coprire il vuoto di proposta. Quando il sospetto sostituisce il progetto, l’esperienza civica perde la sua anima. Il PD non rincorrerà questo imbarbarimento: noi siamo per la politica della dignità, non per quella della gogna.
Il senso di responsabilità: il Bilancio
Nonostante questo, il PD resta un partito di istituzioni. Non lasceremo Cerveteri nel caos. Per senso di dovere verso i cittadini, garantiremo la nostra presenza e il nostro voto per approvare gli ultimi atti legati al Bilancio di Previsione. È l’atto necessario per mettere in sicurezza le scuole, le manutenzioni e i fondi del PNRR. È un atto di generosità che dobbiamo alla città, non a questa maggioranza.
Oltre il Bilancio: riprendere il cammino
Ma conclusa la fase del Bilancio, la musica dovrà cambiare. Non saremo più i garanti di un’amministrazione che naviga a vista sotto il costante condizionamento di singoli consiglieri. Il PD riprende la sua piena autonomia di giudizio e di azione. Torniamo tra la gente, torniamo a discutere nei circoli, torniamo a costruire un’alternativa seria per il 2027.
Abbiamo provato a tenere insieme i cocci per amore di stabilità. Oggi scegliamo la verità: preferiamo una traversata nel deserto a testa alta che restare rinchiusi in un fortino che non ha più mura.
Fabio D’Annunzio


