12 Febbraio, 2026
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Tassa d’imbarco crocieristi: il Sindaco al tavolo ANCI. “Serve una norma nazionale uniforme.”

Comunicato stampa

Il Sindaco di Civitavecchia ha partecipato a Roma alla riunione ANCI dedicata alla riforma dei porti e al ruolo dei Comuni nelle scelte strategiche che riguardano gli scali, portando al centro del confronto una priorità concreta per le città portuali: la necessità di una norma nazionale sulla tassa d’imbarco dei passeggeri crocieristi.
“Parliamo di un tema che incide direttamente sulla vita quotidiana delle città portuali – ha dichiarato il Sindaco –. I flussi crocieristici determinano costi reali e immediati per mobilità, gestione dei picchi, pulizia e rifiuti, sicurezza, decoro urbano e impatto ambientale. Oggi, però, mancano strumenti ordinari e uniformi che riconoscano alle comunità locali un ristoro proporzionato agli oneri sostenuti”.
Secondo il Sindaco, l’attuale quadro normativo è frammentato e disomogeneo: questo produce disparità tra Comuni portuali e rende più complesso governare in modo efficace un fenomeno che è nazionale per dimensione e per impatto. “Una regola nazionale serve per dare certezza, evitare soluzioni episodiche e garantire equità tra porti: se vogliamo un sistema crocieristico compatibile con la qualità urbana e ambientale delle città che lo ospitano, dobbiamo uscire dalla logica delle eccezioni e costruire una disciplina chiara e uniforme”.
Nel suo intervento, il Sindaco ha ribadito che Civitavecchia continuerà a lavorare in ANCI per costruire una posizione comune delle città portuali, con l’obiettivo di arrivare a una proposta legislativa capace di consentire ai Comuni interessati dal traffico crocieristico di investire, nella tutela ambientale, nel miglioramento dei servizi e nella gestione sostenibile dei flussi.
Accanto al focus sulla tassa d’imbarco, il Sindaco ha espresso una valutazione netta sulla riforma dei porti in discussione: “Ben venga una regia nazionale in grado di accelerare e coordinare investimenti strategici per il paese, ma una parte del testo attuale merita approfondimento e auspichiamo che venga modificato nel percorso parlamentare. In particolare, la governance nazionale non può essere impostata con un modello che richiami una gestione da società per azioni: parliamo di infrastrutture strategiche del Paese e la catena decisionale deve restare pienamente pubblica, trasparente e responsabilizzata verso i territori”.
Un ulteriore punto sottolineato riguarda le Autorità di Sistema Portuale, che sono enti pubblici: “Se l’impianto della riforma finisce per ridurre la loro autonomia, anche nella possibilità di decidere la destinazione delle risorse finanziarie generate e programmate, si crea un problema serio. Coordinamento nazionale sì, ma senza indebolire il ruolo delle Autorità di Sistema e senza sottrarre capacità di investimento ai territori”.
“Le due cose devono procedere insieme – ha concluso il Sindaco –: una riforma migliorata, che rafforzi davvero il pubblico e chiarisca competenze e strumenti, e una norma nazionale sulla tassa d’imbarco che riconosca finalmente ai Comuni portuali gli oneri che sostengono. È una misura di equità e di sostenibilità, nell’interesse delle città e del sistema Paese”.
Il tavolo si è aggiornato ad un nuovo incontro a marzo, nel corso del quale ANCI presenterà una proposta che costituirà la base di discussione del tavolo dei sindaci finalizzato a una proposta di legge.

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