25 Gennaio, 2026
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“Sono gay e mi conosco”: a Bracciano la presentazione del libro di Lorenzo Vecchiotti

 

Riceviamo e pubblichiamo

Giovedì 22 gennaio, presso lo spazio autori autogestito della Biblioteca Comunale di Bracciano, si è svolta la presentazione del libro Sono gay e mi conosco di Lorenzo Vecchiotti. L’incontro si è aperto con le parole dell’Autore, nato nel 1996 e formatosi come graphic designer, che ha raccontato l’urgenza, maturata nel 2025, di affidare alla scrittura un percorso personale di consapevolezza e condivisione.

A dialogare con l’Autore è stata la professoressa Loretta Truini del Liceo Scientifico “Vian” di Bracciano, già insegnante di italiano di Vecchiotti, mentre letture e interventi sono stati curati da Luigia De Michele e Sonia Boffa, accompagnando il pubblico dentro le pagine del libro.

Sono gay e mi conosco affronta il tema dell’omosessualità non come scelta, ma come modo di essere, di sentire e di amare, “una parte ineliminabile di sé”. Non un errore da nascondere o da correggere. Il volume rifugge ogni etichetta: non è un manuale di self-help, né una dissertazione teorica o un pamphlet, né una semplice autobiografia, pur contenendo elementi di tutte queste forme narrative. Tra diario di bordo, riflessione personale, analisi psicologica e sociologica, riferimenti puntuali e indicazioni concrete, il libro si muove agilmente dal racconto al saggio e viceversa, con uno stile lucido e consapevole che si rivolge allo stesso tempo alla testa e al cuore del lettore.

Dall’esperienza personale dell’autore si passa a una più ampia riflessione sulla fenomenologia dell’omosessualità: dalle dinamiche dell’attrazione al confronto con il mondo esterno, dalla dimensione corporea al rapporto con il divino. In primo piano emergono le contraddizioni e i conflitti interiori, in particolare quelli legati all’essere omosessuale e cattolico praticante, cresciuto in un contesto in cui l’unico modello di riferimento è quello eterosessuale. Ne derivano senso di colpa –“sono sbagliato” -, rabbia verso se stessi – “Non la voglio, non l’ho cercata, non l’ho voluta” -,  desiderio di negazione – “è un problema, me ne devo liberare”-, fino alla presa di coscienza e all’accettazione, attraverso un percorso non privo di sofferenza ma profondamente liberatorio.

Nel corso dell’incontro, con il supporto della professoressa Truini, l’autore ha ripercorso le tappe fondamentali del proprio cammino di consapevolezza, soffermandosi sulle reazioni legate alla sorpresa, alla colpa e alla negazione. Vecchiotti ha scelto di leggere le risposte alle domande della relatrice, spiegando di aver voluto consegnare al pubblico il proprio pensiero con precisione e lucidità, senza farsi sopraffare dall’emozione di una prima presentazione pubblica.

Il messaggio che attraversa l’intero volume è un invito a guardare oltre le apparenze, a comprendere senza giudizi precostituiti, a riconoscere il valore dell’inclusione, del rispetto e dell’accettazione della diversità. Un appello che non si rivolge solo a chi vive un percorso simile, ma a tutti, affinché sin dall’infanzia sia garantita la libertà di essere se stessi, di non nascondersi e di non vivere nella paura.

Come ricordato dalla professoressa Truini, citando Terenzio, “Homo sum, humani nihil a me alienum puto”: un richiamo potente al riconoscimento dell’umanità condivisa, che ben sintetizza il senso di un libro che si propone come un contributo concreto nella lotta contro pregiudizi e stereotipi.

Elisabetta Flumeri

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