21 Marzo, 2026
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L’emergenza idrica nel nostro territorio e il ruolo dei Comuni

La crisi idrica si ripropone questโ€™anno in maniera devastante, con interruzioni del servizio e razionamento dellโ€™acqua potabile; le cause sono molteplici, dalla crisi climatica alla gestione privatistica del servizio, alle inefficienze e sprechi nei Comuni insieme a politiche urbanistiche non sostenibili.

Elemento chiave di questo disastro annunciato รจ la dismissione del ruolo pubblico a favore della gestione privatistica, che nellโ€™ATO2 (insieme dei Comuni di Roma ed ex provincia) รจ esercitata da ACEA attraverso la sua controllata ACEA-ATO2.ACEA รจ una SpA che, seppure detenuta per il 51% dal Comune di Roma, opera secondo le regole del mercato, realizza ingenti utili di gestione che in massima parte distribuisce agli azionisti, reinvestendone una quota del tutto insufficiente per lโ€™ammodernamento della rete e la continuitร  e qualitร  del servizio. Questo spiega perchรฉ continuiamo ad avere ancora una rete colabrodo che nel 2023 ha sprecato, in tutto lโ€™ATO, circa 260 milioni di mยณ di acqua potabile.

E la โ€œsoluzioneโ€ alla crisi idrica proposta โ€œdal mercatoโ€ รจ duplice: succhiare piรน acqua dove ancora cโ€™รจ, contribuendo allโ€™ulteriore abbassamento delle falde e dei livelli dei laghi, e procedere a interruzioni del servizio e a razionamenti, che nel nostro territorio assumono i connotati di pressing per ottenere dalla Regione lโ€™autorizzazione a prelevare lโ€™acqua del lago.ย 

Responsabilitร  fanno capo anche alla Regione, che nel 2014 ha approvato e non ha mai attuato la legge n.5/2014 โ€œTutela, governo egestione pubblica delle acqueโ€, che ispirandosi allโ€™esito referendario del 2011fissa alcuni importanti obiettivi: fra essi,la razionalizzazione dellโ€™attuale sistema basato su 5 ATO provinciali con la istituzione di nuovi โ€œBacini idrograficiโ€, maggiore potere ai Comuni e strumenti di partecipazione popolare. Oggi la si vuole addirittura superarecentralizzandola gestione del Servizio Idrico in un ATO unico regionale: in questo modo – per effetto di un articolo del decreto Sblocca Italia del Governo Renzi – verrebbe perpetuato ed esteso a tutto il Lazio il monopolio di tipo privatistico di ACEA, e si allontanerebbe ancora di piรน il servizio dai territori.

Eโ€™ evidente che questa crisi si puรฒ affrontare intervenendo su ACEA e sulla legislazione regionale; i Comuni, in questo, non hanno alcun potere decisionale, ma possono svolgere un ruolo essenziale: agire in maniera sinergica e attivare rapidamente un coordinamento fra Istituzioni locali, comitati, associazioni e cittadini (che giร  sono sul piede di guerra con raccolte firme e proposte di โ€œclass actionโ€), per indicare una serie di proposte e richieste:al comune di Roma affinchรจorientiACEAadestinare una parte consistente degli utili agli investimenti per lโ€™ammodernamento della rete e la qualitร  del servizio;al Comune di Roma e alla Cittร  Metropolitana affinchรจchiedano alla Regione una rapida attuazione della Legge regionale 5/2014;alla Regione Lazio di respingere lโ€™ipotesi di ATO unico procedendo invece allโ€™attuazione alla legge5/2004.

I Comuni, infine, hanno un compito cruciale, che afferisce pienamente alla propria sfera di responsabilitร : combattereinefficienze e sprechi (ad esempio realizzando reti duali separate per lโ€™acqua potabile e per lโ€™irrigazione o lโ€™acqua grigia, censire i pozzi e chiudere quelli scavati abusivamente, ecc…), bloccare il consumo di suolo e adottare politiche urbanistiche sostenibili favorendo il recupero dellโ€™acqua piovana nel terreno.

รˆ possibile tutto ciรฒ? Le certezze non esistono, conta lโ€™ottimismo della volontร , e noi de Lโ€™Agone ci impegneremo in prima linea.

Giuseppe Girardi

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