Essere catechista รจ una chiamata, non un ruolo. ร un servizio gratuito, volontario, silenzioso, che si nutre di dedizione e amore. Non si limita a quellโora settimanale in parrocchia, ma riempie le domeniche, le feste, le serate di preparazione per lezioni, recite di Natale e Via Crucis. ร uno studio continuo della Parola di Dio, che si trasforma in storie, giochi, colori, laboratoriโฆ per far innamorare i bambini dellโamore infinito di Cristo.
Io ho avuto la fortuna di vivere questa esperienza nel gruppo di terzo anno. Sono arrivata nel cammino giร avviato, ma ho potuto vederne i frutti nel momento piรน toccante: il ritiro prima e la Prima Comunione dopo. Partecipare insieme a loro e al sacerdote al ritiro in convento, accompagnarli nel momento della confessione, tenerli per mano, ascoltare le loro paure, rassicurarli e ricevere i loro abbracciโฆ รจ stato qualcosa di indescrivibile.
Negli occhi dei bambini ho letto fame di veritร , sete di amore autentico. Sono anime pure, che ci ricordano perchรฉ Gesรน ha detto che il Regno dei Cieli รจ di chi torna a Dio con il cuore di un bambino. Loro vivono di una luce che illumina ogni cosa e mi hanno insegnato la forza della fede, la voce della coscienza, la leggerezza del perdono e lโamore incondizionato.
Ma i bambini sono anche le creature piรน fragili e preziose. Per questo essere catechisti richiede una preparazione profonda, umile e costante. ร un compito che tocca lโanima e deve essere vissuto con la consapevolezza che, come ha detto Gesรน, chi fa del male a uno di questi piccoli sarร duramente giudicato.
In questo anno ho la consapevolezza di aver ricevuto molto piรน di quanto io abbia dato e porterรฒ per sempre nel cuore questa esperienza come uno dei doni piรน veri e belli ricevuti nella mia vita.
Vedere i bambini nel giorno della Prima Comunione, vestiti a festa, autentici e sereni, accompagnati da genitori, nonne commosse, nonni, zie, zii, cugini e amici, mi ha riempito di una gioia e di una gratitudine che non avrei mai sospettato. Ho percepito nei loro occhi una fede autentica, un rispetto profondo per ciรฒ che stavano per ricevere: il Corpo di Cristo.
I bambini si sono avvicinati allโaltare con una consapevolezza e una riverenza che spesso noi adulti dimentichiamo. Loro hanno compreso che quel piccolo pezzo di pane รจ Gesรน vivo, presente, che si dona. E in quel momento mi รจ stato chiaro: loro ci insegnano cosa significa davvero credere.
In questo cammino ho avuto anche la possibilitร preziosa di osservare da vicino il sacerdote nel suo servizio. Vederlo a contatto con i suoi parrocchiani piรน fragili, ma anche piรน autentici, senza filtri nel dire ciรฒ che sentono o pensano, mi ha fatto comprendere la complessitร del suo ruolo. Un sacerdote รจ uno strumento di Dio, รจ un docente di teologia cristiana, รจ uno psicologo che accoglie le debolezze, consola e sostiene. Ma resta anche un uomo, con le sue fragilitร , le sue fatiche interiori, le sue paure. E riconoscerne lโumanitร , senza perdere di vista la sacralitร della sua missione, mi ha profondamente toccata.
In questo anno mi ha insegnato, con lโesempio silenzioso e concreto, cosa significa donarsi senza aspettarsi nulla in cambio, ascoltare anche quando si รจ stanchi, accogliere anche quando si รจ affaticati, perdonare anche quando si viene fraintesi o giudicati. Questo mi ha fatto comprendere ancora piรน a fondo la bellezza e la difficoltร del suo ministero.
Ma in questo cammino ho imparato molto anche dai genitori, che con fiducia hanno affidato ciรฒ che hanno di piรน prezioso โ i loro figli โ a noi catechiste, perchรฉ potessimo accompagnarli nella scoperta della fede in Dio. Ho visto nei loro occhi la consapevolezza che questo percorso non si puรฒ delegare del tutto, ma va vissuto insieme, passo dopo passo, partecipando con gioia alle messe, alle celebrazioni e a tutte le iniziative della comunitร . La loro presenza attiva รจ stata per me un segno concreto di amore e responsabilitร .
Concludo questo anno di catechesi con il cuore colmo di gratitudine. ร stato un cammino fatto di fatica, impegno, emozioni intense, ma soprattutto di grazia. Ho ricevuto molto piรน di quanto ho dato. Ho visto la luce di Cristo riflettersi negli occhi dei bambini, nei gesti silenziosi dei genitori, nella dedizione del sacerdote. Porterรฒ con me ogni parola, ogni sorriso, ogni abbraccio, come dono prezioso che mi ha resa una persona piรน consapevole e piรน vicina a Dio.
Perchรฉ tutto ciรฒ che รจ fatto per amore, resta.
Florentina Miniosu


