La cittร di New York ha fatto causa a TikTok, Facebook e YouTube per danni alla salute mentale di bambini e ragazzi. Secondo la causa, le piattaforme gedtite da Meta, ByteDance, Google e Snap avrebbero consapevolmente costruito le loro piattaforme per “attrarre, catturare e creare dipendenza nei giovani”.
“I minori vanno protetti, questo รจ certo. Non per niente queste app, come richiesto anche dal Garante della Privacy, sono 13+, ossia vietate ai minori di 13 anni. Il punto, quindi, piรน che fare cause, รจ di fare di piรน sul fronte dell’age verification system, ossia realizzare le condizioni perchรจ questa regola fondamentale dull’etร di accesso sia rispettata. E su questo le stesse piattaforme possono e devono fare di piรน” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.
“Per il resto, non c’รจ dubbio che le piattaforme fanno di tutto per catturare l’attenzione del consumatore e fargli passare piรน tempo al loro interno. Questa perรฒ non รจ una novitร . Da sempre nei supermercati cercano di farti girare a lungo nelle corsie per fare piรน acquisti. Gli ecosistemi digitali, certo, hanno uno strumentario di neuromarketing che rende tutto piรน efficace, ma non per questo illegale, purchรฉ sia rivolto a consumatori adulti e consapevoli” prosegue Dona.
“Quello che serve รจ investire di piรน sulla consapevolezza dei consumatori, cominciando nelle scuole. Anche i genitori non devono assegnare ai social media una funzione di intrattenimento e devono imparare a individuare i contenuti di qualitร affidabili. Per questo come associazione ci stiamo muovendo in questa direzione con il progetto Sprint, utile a valorizzare contenuti e creator con un positivo impatto sociale” conclude Dona.


