La Chiesa Collegiata di Santo Stefano Protomartire a Bracciano ha una storia antica, tanto che si avvicina a festeggiare 500 anni dalla sua costruzione. In questo lungo lasso di tempo lโedificio รจ cambiato, ed รจ stato rimodellato seguendo quelle che erano i gusti e gli stili del momento.
Per studiare questi cambiamenti e riportare al suo antico splendore questo edificio, da un accordo tra Universitร degli Studi della Tuscia e lโAssociazione Forum Clodii รจ nato un cantiere didattico dove, nel corso dellโestate, gli studenti della Tuscia hanno potuto dedicarsi in particolar modo allโantica Cappella dei Boattieri che custodiva le tavole del SS. Salvatore. Lโiniziativa, vista la sua importanza, ha coinvolto anche lโUfficio Beni Culturali della Diocesi di Civita Castellana e la Soprintendenza per la Provincia di Viterbo e lโEtruria Meridionale.

Proprio ieri allโinterno della chiesa sono state presentate le prime scoperte e osservazioni fatte nel cantiere didattico ad un pubblico numeroso di addetti ai lavori ma anche di curiosi e appassionati dโarte, inclusi alcuni membri della nostra redazione.
Ad aprire i lavori รจ stato Massimo Mondini, presidente dellโAssociazione Forum Clodii che da oltre 30 anni si occupa di tenere vivo il Duomo di Bracciano, che ha spiegato nel dettaglio la nascita del progetto. Eโ seguito lโintervento di Claudio Canonici, Direttore dellโUfficio Beni Culturali della Diocesi di Civita Castellana, che ha sottolineato lโimportanza del Duomo di Bracciano, oggi purtroppo poco utilizzato, ed evidenziato lโimportante funzione dellโarte nelle chiese.

Sulla necessitร di valorizzare la Chiesa Collegiata aprendola sia alla cittadinanza che ai turisti รจ intervenuto anche il parroco don Franciscoย Deย Macedo mentre Luisa Caporossi, in rappresentanza della Soprintendenza per la Provincia di Viterbo e lโEtruria Meridionale, ha anche lei ribadito lโimportanza della collaborazione intrapresa.
Presenti anche il sindaco di Bracciano Marco Crocicchi e Emanuelaย Viarengo, assessore per le Politiche Culturali, Pubblica Istruzione, Area Museale e Centro Storico.
Entrando piรน nel vivo nel tema dellโevento, ovvero il restauro, Maria Ida Catalano dellโUniversitร della Tuscia ha fornito qualche dettaglio sul corso diย laureaย magistrale a ciclo unico in Conservazione eย restauroย dei beni culturali, che nei suoi quasi dieci anni di attivitร ha coinvolto il patrimonio artistico e culturale di moltissime cittร del nostro territorio, e non solo, grazie ad un team di restauratori eccellente con molti anni di esperienza e una formazione eterogenea, un aspetto da cui anche gli studenti traggono un notevole beneficio.

Bracciano mancava ancora allโappello, ma grazie alla collaborazione con lโAssociazione Forum Clodii รจ stato possibile avviare anche qui un cantiere didattico.
A coordinare il lavoro sul campo รจ stato Simone Colalucci che si occupa del tutoraggio degli studenti in diversi cantieri, incluso quello che nei mesi di luglio e agosto 2023 si รจ focalizzato sulle decorazioni a stucco della Cappella dei Boattieri (o bifolchi), nome con cui venivano chiamati i guardiani o possessori di buoi, figure importanti per lโepoca che oltre a lavorare i terreni potevano trasportare materiali anche su grandi distanze. Per questa loro importanza i boattieri erano organizzati in confraternite e comunitร con cappelle dedicate nella chiesa del loro paese di cui si prendevano cura.
Nel suo approfondimento tecnico dedicato alle decorazioni in stucco Colalucci ha spiegato le varie tecniche di esecuzione possibili, i materiali utilizzati e le caratteristiche di questo versatile materiale.
A raccontare i risultati dei lavori fatti nel cantiere sono state invece le due studentesse che se ne sono occupate: Nicole DโOrazio e Elena Mosconi. Grazie alle analisi dei materiali รจ stato possibile scoprire i vari rimaneggiamenti della cappella, di cui sono state mostrate delle possibili ricostruzioni.
A concludere lโevento, unโapertura sulla contemporaneitร con due artisti legati al territorio: Claudio Marani e Monica Limongelli che hanno presentato la loro opera dโarte Spiritus Lucis, un suggestivo connubio di luce e suono che nella penombra della chiesa ha incantato gli spettatori.
Con questa performance altri due artisti sono andati ad aggiungersi a quelli che hanno lasciato il loro segno nei secoli in questo edificio, di cui possiamo continuare ad apprezzare le opere grazie al prezioso lavoro dei restauratori.
Sara Fantini
Redattrice Lโagone


