Ladispoli, covid, parla la preside del Giuseppe Di Vittorio

La scuola di nuovo al centro del dibattito pubblico, dopo una complessa ripartenza post-natalizia che sta mettendo a dura prova Dirigenti scolastici, personale tecnico-amministrativo, docenti, studenti e famiglie. Il decreto-legge 7 gennaio 2022, n. 1 ha aggiornato la disciplina per la gestione dei contatti di casi di infezione da SARS-CoV-2 in ambito scolastico con una normativa dettagliata e stringente. Una matematica imperativa che ha fissato nuove regole e misure per la didattica in presenza e a distanza, in base al numero di positivi accertati nelle classi, ai tempi di esposizione al contatto, alla distanza interpersonale mantenuta nelle ore precedenti e a diversi ulteriori parametri. Tutti temi che sono stati anche al centro del recente incontro fra il Presidente dell’Associazione Nazionale Presidi Antonello Giannelli e il Ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi. Le criticità legate all’adeguamento dei protocolli sanitari ai nuovi scenari e all’aumento dei contagi dovuto alla diffusione della variante Omicron non mancano e continuano ad impegnare tutti coloro che lavorano nella scuola in prima linea con l’obiettivo primario di assicurare la tutela della salute pubblica e, nello stesso tempo, il pieno rispetto del diritto allo studio.
A fare il punto della situazione per l’Istituto Superiore ‘Giuseppe Di Vittorio’ di Ladispoli è la Dirigente scolastica, Prof.ssa Vincenza La Rosa che non nasconde le difficoltà e la complessità gestionale di questa fase dell’emergenza. I numeri sono ancora sotto controllo: nella sede dell’Alberghiero ci sono una classe in quarantena con più di tre alunni positivi, due classi in parte in presenza e in parte in DaD per due allievi positivi e una classe in autosorveglianza. Nella sede centrale tre classi in autosorveglianza. Circa 40 studenti in DaD, precisa la Preside, e 15 fra docenti e personale non docente in quarantena.
“Il sistema sta tenendo – ha spiegato la Dirigente scolastica – grazie al senso di responsabilità e allo straordinario impegno profuso dal corpo docenti della nostra scuola sempre attento e propositivo, che riesce a mantenere aperte le due sedi in questo momento di picco della pandemia”. Nell’ultima settimana – ha aggiunto la Preside – continue sono state le consultazioni e le riunioni con i covid manager e con i membri dello staff di Presidenza per individuare i contagi, sostituire i docenti assenti, cercare i supplenti, attivare la didattica mista, comunicare con i medici dell’ASL e gestire i rapporti con le famiglie. “Per la sostituzione del personale assente siamo in affanno – ha spiegato la Preside del ‘Di Vittorio’ – perché non riusciamo a reperire i supplenti. Spesso non vengono accettati contratti per brevi periodi in quanto il docente si deve spostare talvolta anche da un’altra regione e le spese sono superiori ai guadagni”. La Dirigente scolastica ha ricordato che “nelle classi con due positivi i vaccinati possono frequentare in presenza e i non vaccinati rimangono a distanza”, ma “la didattica mista nella classe crea molte difficoltà perché le strategie di comunicazione e le metodologie da adottare sono diverse in DAD e in presenza”. Nelle classi in autosorveglianza con un positivo – ha aggiunto – abbiamo difficoltà a fornire le mascherine FFP2. Senza parlare dei tamponi: “Poterli eseguire a scuola snellirebbe le procedure evitando file ormai lunghissime e accelerando i tempi”.
Martedì mattina gli studenti del ‘Di Vittorio’ hanno manifestato davanti al Ministero dell’Istruzione, non in segno di protesta contro la loro scuola – hanno tenuto a precisare i Rappresentanti d’Istituto Matteo Guerrini e Diego Corradini – ma per far sentire la voce di chi vive in prima persona i problemi e le difficoltà dell’emergenza.
“Abbiamo deciso di recarci davanti al Ministero dell’Istruzione, per esprimere un messaggio chiaro. – hanno affermato – Non vogliamo che la protesta venga fraintesa. Sappiamo benissimo che il nostro Istituto sta applicando tutte le misure e le norme prescritte, ma è importante che l’opinione pubblica tenga conto anche del nostro punto di vista. Chiediamo maggiori investimenti in grado di affrontare non solo i problemi strutturali delle scuole, ma anche le esigenze quotidiane. Mascherine FFp2 gratuite, tamponi a scuola per evitare disagi, file e tempi lunghissimi, maggiore sicurezza sui mezzi di trasporto e informazioni precise sugli Esami di Stato. A pochi mesi dalla maturità ancora non sappiamo quali saranno le modalità di svolgimento delle prove. Non è possibile – hanno aggiunto i Rappresentanti degli studenti dell’Istituto Superiore “G. Di Vittorio” – continuare ad usare una logica emergenziale. Sono passati due anni dall’inizio della pandemia, ma non abbiamo ancora visto cambiamenti concreti”.

 

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