21 Marzo, 2026
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Le Liste Civiche e la democrazia malata

Lโ€™opinione di un militante politico di periferia

Lโ€™articolo 49 della Costituzione Italiana recita: โ€œTutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionaleโ€.
Sin dagli anni Cinquanta ne sono nati molti; tanti sono cessati, altri si sono modificati. Nonostante questo, alcuni cittadini nel corso degli anni si sono dissociati dai partiti e hanno scelto di organizzarsi, come โ€œsocietร  civileโ€, in liste proprie, chiamate โ€œliste civicheโ€.
Nulla trovo da eccepire alla societร  civile che voglia associarsi liberamente. Il dubbio รจ se le liste civiche sono la cura giusta alla โ€œdemocrazia malataโ€. Ma chi sono i cittadini transfughi e come nasce il concetto di societร  civile?
Il tema รจ antico da avere radici nei secoli passati. Se ne sono occupati, con interpretazioni filosofiche molte diverse Jean-Jacques Rousseau, Adam Ferguson, Karl Marx, Antonio Gramsci e altri. Lโ€™argomento di certo รจ complesso e richiede competenze specifiche, che non ho.
Sia concessa solo una semplice riflessione quale โ€œmilitante politico di periferiaโ€, senza pretesa alcuna.
Jean-Jacques Rousseau, nella seconda parte del suo โ€œDiscorso sullโ€™origine e i fondamenti della disuguaglianza fra gli uominiโ€ si concentra sullโ€™origine della disuguaglianza civile, effetto dellโ€™evoluzione sociale dellโ€™uomo, e afferma che il dominio dellโ€™apparenza, che impedisce la valutazione sociale dei meriti individuali, รจ il presupposto per la nascita del concetto di โ€œsocietร  civile come sinonimo di societร  politicaโ€.
Con questo principio Rousseau รจ ritenuto, da molti, il vero iniziatore dellโ€™idea di societร  civile. E lo dimostra quando afferma: โ€œIl primo che, recintato un terreno, ebbe lโ€™idea di dire: โ€œQuesto รจ mioโ€, e trovรฒ persone cosรฌ ingenue da credergli, fu il vero fondatore della societร  civile.
Quanti delitti, guerre, assassini, quante miserie e orrori avrebbe risparmiato al geยฌnere umano colui che, strappando i paletti o colmando il fosยฌsato, avesse gridato ai suoi simili: โ€œGuardatevi dallโ€™ascoltare questโ€™impostore; siete perduti, se dimenticate che i frutti sono di tutti e la terra non รจ di nessunoโ€. Nozione chiara e attuale.
Lโ€™argomento delle โ€œliste civicheโ€ lo trovo legato al concetto di โ€œapparenzaโ€. Infatti, ancora oggi, i โ€œforchettoniโ€ operano con intraprendenza e spregiudicatezza, guadagnandosi immagine e spazio, solo a fini personali, nella totale indifferenza di molti.
Ciรฒ non mi rassicura; e di cantori pifferai ce ne sono tanti. La dialettica politica deve svolgersi non al di fuori, ma allโ€™interno del partito nel quale si milita, nella trasparenza delle idee, e il partito deve conservare la sua anima, la sua identitร , la sua finalitร , realizzando gli ideali per i quali รจ nato.
รˆ sintomo di democrazia malata se, Nicola Zingaretti, del PD, eletto con quasi un milione e mezzo di voti alle โ€œprimarieโ€, ha dovuto dimettersi da segretario denunciando lo squallore della bassa politica.
Nessuno si รจ sentito toccato da questa denuncia. Nulla รจ accaduto. Si manca di vergogna, di dignitร , di morale. I โ€œforchettoniโ€ li rivedremo nelle liste civiche tentando di recuperare una parte di quel 50% di sfiduciati. I cittadini disertano le urne e i โ€œfurbettiโ€ approntano le liste civiche.
Si gioca a disorientare gli elettori, a confonderli, per riappropriarsi del voto, anzichรฉ eradicare il โ€œvirusโ€ della disonestร , della incompetenza, della mala politica; e le giustificazioni sono legate agli interessi o agli egoismi personali o di gruppo.
Lโ€™esame di coscienza, che ognuno di noi dovrebbe fare, comporterebbe un passo indietro e lโ€™obbligo di fare โ€œpolitica come servizioโ€ e non ricerca spasmodica di una facile occupazione e una comoda poltrona. Non mi รจ stato facile scrivere queste amare riflessioni, che possono anche disturbare le sensibilitร  di taluni, ma lo scenario politico nel quale ci troviamo รจ talmente grave che necessita davvero di un cambio di passo, e non solo politico, poichรฉ la nostra bella Italia รจ in piena pandemia, in forte recessione e con un governo voluto dal Presidente della Repubblica.
Franco Marzo

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