Coniugi separati nella categoria dei nuovi poveri (loro malgrado)

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In arrivo una legge per sostenere chi vive in condizioni di disagio

In coda alla mensa della Caritas, notti in macchina o in un alloggio di fortuna. Una situazione comune a tanti coniugi separati o divorziati entrati a far parte, in numero crescente negli ultimi anni, nella categoria dei nuovi poveri. E la pandemia non ha fatto altro che acutizzare il grave disagio economico-sociale in cui cadono spesso, a seguito della separazione, padri o madri e di riflesso anche i figli minori. Un fenomeno preoccupante a cui la Regione Lazio ha voluto rispondere mettendo in campo misure di sostegno concrete. È infatti in dirittura d’arrivo la legge regionale che prevede un aiuto ai genitori separati e divorziati in difficoltà testo che ha come prima firmataria la consigliera regionale del Pd Lazio Michela Califano.

«La proposta di legge, concernente “Misure di sostegno in favore dei genitori separati in condizione di disagio economico e abitativo” è a buon punto» spiega Michela Califano, che poi aggiunge: «Ha avuto l’ok definitivo dalla commissione sanità e servizi sociali. Ora manca solo il passaggio in Consiglio Regionale».

Secondo i dati disponibili, nel Lazio avvengono otto separazioni e quattro divorzi ogni 1.000, con una tendenza in forte aumento. L’esigenza di “aiutare concretamente, con sostegni economici e abitativi il genitore che, dopo la fine del matrimonio, dell’unione civile o della convivenza di fatto, si trova in difficoltà garantendogli così una vita dignitosa e un’autonomia abitativa” è il cuore della legge. Che intende, specifica la Califano «riconoscere l’importanza del ruolo del genitore nelle diverse fasi della crescita psicofisica dei figli e il loro diritto di trascorrere lo stesso tempo con ciascuno dei genitori. Favorire il mantenimento di un rapporto equilibrato e continuativo dei figli con i genitori anche dopo la fine del matrimonio, della convivenza di fatto o dell’unione civile».

Ma in cosa consistono le misure di sostegno? «In un riconoscimento di un credito di imposta – risponde Califano – da utilizzare a compensazione delle somme corrisposte per il pagamento dei ticket sanitari; contributo una tantum di importo non superiore a diecimila euro, riconosciuto al genitore in condizione di disoccupazione involontaria; contributo non inferiore a duecento euro, della durata di dodici mesi, per il pagamento del canone di locazione; individuazione di immobili di proprietà pubblica da destinare ad alloggi con canoni di locazione agevolati; promozione di protocolli d’intesa con gli enti locali e gli enti pubblici e privati per la concessione di alloggi a canone agevolato». Per la legge sono stati stanziati quasi 4 milioni di euro per il triennio 2021-2023.

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