Reddito di cittadinanza, fra i “furbetti” anche qualche boss

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Poveri in canna, tanto da rivolgersi allo Stato per chiedere un sussidio. Ma questa volta i «furbetti» del reddito di cittadinanza sono boss mafiosi di prima grandezza. Una beffa scoperta grazie alle rete incrociata di controlli predisposta dalla guardia di finanza in collaborazione con l’Inps. Sono ben 145, tra condannati per mafia e loro familiari, che improvvisamente, dopo avere vissuto per anni nello sfarzo e nel lusso, hanno deciso di presentare richiesta per ottenere il reddito di cittadinanza. Per 26 di loro sono già scattati i sequestri preventivi dei conti correnti. «Abbiamo ricostruito la lista di tutti i condannati per reati di mafia degli ultimi dieci anni – spiega Alessandro Coscarelli, comandante del Gruppo di Palermo della Finanza – l’abbiamo incrociata con quella dei percettori del reddito di cittadinanza. Un’analisi di 1.200 nomi». Un lavoro certosino che ha subito dato i suoi frutti. Tra i beneficiari ci sono infatti nomi noti alle cronache come Antonino Lauricella, boss della Kalsa detto «U Scintilluni », che ha ricevuto un sussidio di oltre 7mila euro.

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