Caldara di Manziana: al via il Progetto di riqualificazione “La memoria dell’Acqua”

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Diventerà presto realtà il progetto di riqualificazione della Caldara di Manziana, area di enorme valore naturale di proprietà dell’Università Agraria di Manziana e ricompresa all’interno dell’Area Protetta di Bracciano-Martignano. Il progetto a firma dell’Arch. Maria Cristina Tullio, denominato “La Memoria dell’Acqua: la Caldara di Manziana” è promosso dal Comune di Manziana e prevede un finanziamento complessivo di 90.000 € nell’ambito del Piano di Sviluppo Rurale 2014/2020.

Completato l’iter autorizzativo del progetto dopo il rilascio del Nulla Osta del Parco, che ha accompagnato fin dalle prime fasi la redazione del progetto, i tre Enti coinvolti hanno svolto ad inizio settimana scorsa un sopralluogo congiunto per condividere gli ultimi aspetti tecnici ed alcune eventuali integrazioni e modifiche, come la sistemazione delle cunette laterali alla viabilità principale all’interno dell’area e l’impiego di legname messo a disposizione dall’Ente Parco per il ripristino delle staccionate presenti lungo i percorsi. Oltre ad un miglioramento, anche in termini di visibilità, della segnaletica posta in prossimità dell’accesso su Via Lazio e di quella presente nel parcheggio di ingresso al Monumento Naturale, il progetto prevede la sistemazione del cancello, dell’info point e dell’antistante pergola con annessa area pic-nic. L’intera sentieristica, che sarà accessibile ai disabili, verrà migliorata con inserimenti di un fondo in legno nella prima parte, mentre rimarrà su fondo naturale, con paletti segna passi, nella zona di maggior pregio naturalistico, caratterizzata dalla presenza di una prateria di Agrostis canina monteluccii (sottospecie endemica), di un bosco di betulla bianca e della polla di acqua sulfurea.

Saranno inoltre sistemate, con l’utilizzo di piante autoctone, le siepi e le alberature che fanno da cornice esterna all’area. Alla realizzazione di punti di osservazione e delle aree di sosta didattiche con panchine in legno, verrà affiancato il rifacimento della tabellazione, con l’integrazione della cartellonistica direzionale e con il completamento di quella didattica, che sarà realizzata anche in linguaggio Braille, per rendere possibile a tutti, nessuno escluso, di sentirsi accolti e godere appieno di un ambiente unico.

La Caldara di Manziana (Zona a Conservazione Speciale)

Il Monumento Naturale Caldara di Manziana, istituito con Legge Regionale n° 64 del 26 Settembre 1988, si estende per 90 ha, ed è situato alle estreme propaggini sud-occidentali del complesso vulcanico Sabatino, all’interno del Parco Naturale Regionale Bracciano-Martignano. Nella parte centrale della Caldara, a testimonianza dei fenomeni post-vulcanici, è presente una polla dalla quale sviluppano esplosioni freatiche di acque sulfuree che raggiungono la temperatura di 27 gradi. L’origine di questo geyser è dovuta alla vaporizzazione delle acque meteoriche che nel sottosuolo vengono a contatto con il magma ancora incandescente. La denominazione Caldara deriva infatti dalla somiglianza con un pentolone di acqua bollente, ovvero calderone.

Dal punto di vista botanico la peculiarità di quest’area è senz’altro la presenza insolita di un boschetto di betulla bianca (Betula pendula) specie arborea che vive in climi freddi, in ambienti di tundra. Gli studiosi sembrano convergere sulla tesi del “relitto post-glaciale”: durante le glaciazioni infatti, le specie vegetali a clima più freddo, dopo aver colonizzato zone a latitudini più basse, sono ritornate progressivamente nei loro habitat ideali dopo lo scioglimento dei ghiacci; in questo caso le betulle, perfettamente acclimatate, sarebbero invece rimaste in questa zona fino ai nostri giorni grazie al particolare microclima presente nell’area che si differenzia dal tipo climatico mediterraneo temperato caldo del comprensorio sabatino.

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