22 Marzo, 2026
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Acqua pubblica: che fine hanno fatto i referendum del 2011? blog di Grillo e commento de L’Agone

Beppe Grillo, in un suo articolo pubblicato sul โ€œBlog di Beppe Grillo Magazineโ€,

ricordando i referendum sullโ€™acqua pubblica del 2011 rimasti disattesi, e lโ€™esigenza di dare loro corso, si domanda: Cosa stiamo aspettando?

Nel seguito una riflessione de Lโ€™Agone, e quindi il testo completo del blog di Grillo

Nota de Lโ€™Agone

Possiamo aiutare noi il gran simpaticone Beppe Grillo a dare un senso alla sua domanda: โ€œCosa stiamo aspettando?โ€.

Non รจ difficile, basta ripercorrere soltanto la storia in questa ultima legislatura: dai proclami rassicuranti – per tutti quanti si sono battuti per la vittoria dei referendum e continuano a farlo per la loro applicazione -, alle affermazioni del tipo โ€œci sono contrari ma per noi รจ una prioritร โ€, alle dichiarazioni sempre piรน caute fino a quelle decisamente ambigue di alcuni parlamentari M5S, per arrivare alle iniziative formali volte a scardinare lโ€™impianto della proposta di legge ripresa nel Conte2 da Federica Daga.

La domanda dovrebbe essere rivolta ai suoi parlamentari (M5) che si occupano di altri fatti sicuramente importantissimi, relegando perรฒ in terza o quarta prioritร  โ€“ praticamente mettendola da parte – la questione dellโ€™acqua.
Analogo discorso vale per il Lazio, che ha approvato nel 2014 una legge per la gestione pubblica dellโ€™acqua, che perรฒ non puรฒ essere applicata perchรฉ mancano alcuni โ€œcorollariโ€, e cioรจ la definizione degli Ambiti di Bacino (in sostituzione dei vecchi ATO) e lโ€™approvazione delle โ€œregoleโ€ di governo: non sono dettagli, e proprio su questi si gioca la battaglia per scardinare il monopolio privatistico di ACEA. La domanda รจ: ma i consiglieri regionali del M5S, che appoggiano la giunta Zingaretti, che fanno? Anche qui prevale lโ€™esigenza di non mandare in crisi la maggioranza, come per il governo centrale? Oppure โ€“ tanto in Parlamento quanto in Regione โ€“ hanno rivisto le loro convinzioni, come parrebbe da svariati atti e dichiarazioni?

Per non parlare poi di Roma, dove la Sindaca Raggi, che ย governa con una maggioranza tutta M5S, sta avallando le politiche di ACEA, assumendo iniziative a dir poco sconcertanti: certo incassare gli introiti in quanto azionista di maggioranza puรฒ far bene al bilancio comunale, ma certamente stride con i proclami sullโ€™acqua pubblica.

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Blog di Beppe Grillo Magazine

ย di Beppe Grillo โ€“ย 12 e 13 giugno 2011: 9 anni fa, oltre 27 milioni di italiani hanno votato SI allโ€™acqua pubblica, definendo con il loroย  voto lโ€™acqua come bene comune, prezioso e inalienabile, e come tale va trattato.

Per noi adesso รจ la grande occasione per passare dalla teoria ai fatti. Abbiamo sostenuto da sempre il diritto umano allโ€™acqua, che la gestione idrica debba essere pubblica, che si debba investire e tutelare le fasce piรน vulnerabili della popolazione. Abbiamo lโ€™opportunitร  per mettere in campo lo sforzo necessario, per realizzare il nostro sogno. Un progetto dove la persona รจ al centro e non il profitto, perchรจ รจ importante ripeterlo, non si possono fare affari sullโ€™acqua.

Abbiamo tutte le piรน sofisticate tecnologie da utilizzare, intelligenza artificiale, droni, algoritmi, blockchain, realtร  aumentata etcโ€ฆ con le quali possiamo garantire una condizione di benessere per tutta la popolazione, in perfetto equilibrio con la natura.

Il 90% delle risorse idriche nel mondo sono consumate tra quello che ci serve per allevamenti e coltivazioni, e quello che usiamo per produrre gli alimenti trasformati. Solo lโ€™agricoltura, ne utilizza il 70%. E questo mentre 2 miliardi di persone nel mondo hanno difficoltร  ad accedere allโ€™acqua. Per questo va ribaltato completamente il sistema, cambiando la visione di come produciamo cibo, di come fabbrichiamo prodotti e di come li trasportiamo, o di come nellโ€™agricoltura viene utilizzata lโ€™acqua. Lโ€™acqua รจ un bene prezioso ma il suo spreco ne fa un bene di poco valore, perchรจ non usata con intelligenza.

Dobbiamo creare una cultura del valore dellโ€™acqua; sviluppare, ad esempio, sistemi di irrigazione computerizzati che possano dirigere i flussi dโ€™acqua direttamente sulle piante, utilizzando magari lโ€™acquaย  dissalata di mare, laddove รจ meno agevole lโ€™approvvigionamento, potrebbe essere uno degli innumerevoli esempi da mettere in atto.

Ripensare i sistemi idrici domestici, per limitare gli sprechi di acqua in casa, attraverso un recupero dellโ€™acqua piovana e un suo riutilizzo per lavatrici, lavastoviglie etcโ€ฆ cosรฌ come per il settore industriale. Quando ho fatto visita alย Morigasaki Water Reclamation Centerย di Tokyo, il piรน grande centro di bonifica delle acque del Giappone, le acque depurate venivano gettate in mare! Uno spreco pazzesco!

O prendere spunto dalla nostra natura di esseri umani per reinventare i servizi igienici: abbiamo due โ€œusciteโ€ nel nostro apparato urinario-intestinale, perchรจ non separiamo i rifiuti solidi da quelli liquidi? ย I vantaggi sarebbero infiniti: la separazione delle urine consente di utilizzarle come fertilizzante agricolo, risparmiando acqua ed evitando cosรฌ che le grandi quantitร  di fosforo in esse contenute giungano nei fiumi favorendo la proliferazione di alghe.ย (Abbiamo approfondito un altro utilizzo delle urine in questo articolo).ย E dalla parte solida si potrebbe ricavare compost per lโ€™agricoltura o carburante ecologico a bassissimo costo.

Le innovazioni tecnologiche ci sono, cosรฌ come le soluzioni che possano favorire il processo di ripubblicizzazione: la creazione di una nuova figura di azienda pubblica, che realizzi lโ€™acqua di comunitร ; la concessione di benefici fiscali; una pianificazione piรน vicina ai territori e compatibile con lโ€™esercizio delle prerogative dei Comuni, che devono tornare, cosรฌ come le Regioni, a fare la propria parte; lโ€™esclusione del profitto dagli obiettivi, a paritร  di costi per la collettivitร ,ย consentirร  gli investimenti perย la riduzione delle dispersioni, la ristrutturazione e la creazione delle infrastrutture. Non possiamo mettere a rischio le fonti dโ€™acqua,ย cedendoย il nostro bene piรน prezioso, ciรฒ porrebbe gravi limiti alla sovranitร  del nostro Paese eย ci esporrebbe agli appetitiย delle mafie.

Dobbiamo intervenire sui grandi adduttori dellโ€™Italia del centro sud ponendo gli oneri a carico di un sistema di contribuzione, cosicchรฉ le fasce piรน agiate della popolazione si possano impegnare in proporzione alle proprie capacitร  e non siano i poveri a pagare piรน dei ricchi.

Le multinazionali francesi sono entrate nelle gestioni idriche con lโ€™acquisizione di quote di numerose societร  pubbliche e ne hanno preso il controllo esautorando la politica.ย ย Il Governo e il Parlamento, Regioni, Provincie e Comuni devono tornare ad esercitare a pieno le proprie funzioni.ย Non possiamo mettere a rischio le fonti dโ€™acqua del Mezzogiorno,ย dobbiamo ripubblicizzarle ponendo rimedio agli errori del passato. Molte sono giร  nelle mani delle Corporation straniere (Suez e Veolia), ce le dobbiamo riprendere!

Creiamo un sistema di sicurezza nazionale dellโ€™acqua, con la ricostituzione di un corpo di Polizia Idraulica 2.0, e di una Protezione Civile dellโ€™Acqua, che garantisca a tutti la disponibilitร  della preziosa risorsa anche nellโ€™ipotesi di calamitร . Contribuiremo cosรฌ alla nascita di nuove occupazioni e saremo un esempio per tanti Paesi.

Cโ€™รจ molto lavoro da fare per tutti. E piรน coraggio da mettere in campo. Il Parlamento dovrร  correggere alcune norme discriminatorie che negano lโ€™acqua alle persone piรน fragili. Il Governo e le Regioni dovranno pianificare le soluzioni, i Comuni dovranno ascoltare i territori e tutti insieme dovremo rimboccarci le maniche, per dare solide basi al rilancio del paese, per noi tutti e per le generazioni che verranno.

Cosa stiamo aspettando?

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