LAGONE

Piani di zona senza opere, tra Regione e Comune un Protocollo di intesa per completare strade e fogne

Piani di zona senza opere, tra Regione e Comune un Protocollo di intesa per completare strade e fogne
giugno 03
08:17 2020

Un Protocollo di intesa tra il Comune e la Regione per completare le opere di urbanizzazione nei piani di zona.

Strade, fogne, illuminazione. In molti dei quartieri di edilizia agevolata costruiti negli ultimi vent’anni nella fascia periferica della città queste opere, con percentuali differenti da quartiere a quartiere, non sono mai state realizzate. Così ora Comune e Regione avviano una stagione di “reciproca collaborazione” per portarle a termine. Da un lato l’obiettivo di rendere vivibili interi quartieri di edilizia agevolata, realizzati anche grazie a finanziamenti e terreni pubblici, dove gli abitanti hanno fatto i conti per anni con l’assenza di servizi.

Dall’altro quello di porre le basi per un completamento dei piani di zona dove alcuni interventi programmati non sono più stati costruiti. In altre parole, per riassegnare i “comparti inattuati”, “razionalizzare l’uso del territorio” e “riqualificare i quartieri” per una stima totale di 3500 nuove abitazioni. Il documento è già stato approvato dalla giunta comunale e da quella regionale e nei prossimi giorni dovrebbe ricevere la firma congiunta degli assessori all’Urbanistica dei due enti, rispettivamente Luca Montuori e Massimiliano Valeriani. Sarà valido per 24 mesi.

Nell’ambito di questa “collaborazione” il Protocollo stabilisce i compiti dei rispettivi enti sotto vari aspetti,

dalla pianificazione volta a stabilire lo stato della situazione al nodo dei finanziamenti, dalle conferenze dei servizi per ottenere le autorizzazioni necessarie fino all’affidamento dei lavori e ai successivi collaudi.

Tra le criticità che hanno portato a questa situazione, si legge nel Protocollo, c’è “l’insufficienza delle risorse finanziarie” nella programmazione di questi quartieri che in alcuni casi “risultano avere un saldo negativo anche del 30 per cento tra gli oneri derivanti dal 100 per cento delle assegnazioni e le opere primarie stimate”, si legge nelle premesse. “L’eccessiva frammentazione delle aree oggetto di assegnazione dei comparti fondiari e il numero elevato di operatori ha amplificato le criticità per quel che concerne l’attuazione, con il risultato di avere dei Piani di Zona non completamente assegnati e quindi aree fondiarie non realizzate con la conseguente mancata realizzazione delle opere di urbanizzazione ad essi connessi”. Vengono citati poi il “ritrovamento di reperti archeologici”, “vincoli idrogeologici” e la “necessità di introduzione di nuove opere” non finanziate perché non previste per legge al tempo dell’approvazione.

Si partirà quindi dall’individuare i “servizi più richiesti dagli abitanti dei piani di zona”.

Nel Protocollo non vengono indicati i nomi di quartieri interessati ma l’assessore regionale Valeriani, sulla sua pagina Facebook, ha già tracciato una mappa delle assemblee virtuali che terrà con i cittadini fino alla fine di giugno: Piansaccoccia (riunione già effettuata il 28 maggio), Longoni, Tor Cervara, Torraccia, Monte Stallonara, Ponte Galeria, Castel Verde, Borghesiana, La Storta Stazione, Colle Fiorito, Torresina II, Romanina, Tor Vergata. Tutto verrà affrontato al Tavolo tecnico già istituito nei mesi scorsi con una determina regionale che farà da cabina di regia tra i due enti e avrà il compito di individuare quali opere realizzare e le modalità operative da seguire e di motorare l’avanzamento dei lavori.

Considerando che in molti di questi quartieri i cittadini hanno già versato a cooperative e consorzi i soldi per la realizzazione delle opere di urbanizzazione, il nodo centrale sarà il reperimento dei fondi. L’intenzione è quella di utilizzare “eventuali risorse provenienti dal rilascio dei titoli abilitativi edilizi e dalle sanzioni previste dal Testo Unico sull’edilizia”, di impiegare i finanziamenti contenuti nel “fondo di investimento pubblico finalizzato al completamento e alla realizzazione delle opere di infrastrutturazione” istituito da Roma Capitale con il bilancio 2020-2022 e le entrate derivanti dalle affrancazioni così come stabilito da una delibera comunale del 2018. Dalla Regione arriveranno invece i fondi resi disponibili “dalla verifica del monitoraggio sugli operatori” che si sono visti assegnare finanziamenti nel 2004. Da queste resteranno escluse “tutte le opere oggetto di adempimento […] delle obbligazioni assunte nelle apposite convenzioni o atti d’obbligo da parte degli operatori”.

“Si tratta di un nuovo importante tassello nel percorso complessivo strutturato in questi anni finalizzato a trovare tutte le soluzioni possibili per intervenire in questi quartieri”,

il commento dell’assessore all’Urbanistica, Luca Montuori. “Questo atto come anche le altre attività a tutela dei cittadini che stiamo svolgendo nei piani di zona sono stati illustrati nella Commissione urbanistica che si è svolta ieri. Prosegue l’impegno per restituire dignità al diritto fondamentale dell’abitare che rimane l’obiettivo principale del nostro operare”.

(RomaToday)

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