4 Febbraio, 2026
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Coronavirus, approvato il decreto di Bonafede per far tornare dentro i mafiosi

Una norma per il โ€œtutti dentroโ€œ, scritta per sanare una situazioneย dโ€™emergenza. Il governo ha approvato il decreto legge diย Alfonso Bonafedeย che punta a far tornare in carcere iย 376 mafiosiย scarcerati nelle ultime settimane.

Sono tutti detenuti al 41 bis e nei regimi di Alta sicurezza che hanno ottenuto i domiciliari grazieย allโ€™emergenza sanitaria. La bozza del dl preparata nei giorni scorsi in via Arenula รจ finita sul tavolo del consiglio dei ministri poco dopo le 22 di sabato sera. Ed รจ arrivata lโ€™approvazione. Una norma di quattro pagine e sette articoli che in pratica impone aiย giudici di Sorveglianzaย diย rivalutare in 15 giorniย se sussistono ancora i motivi legatiย allโ€™emergenza sanitaria. รˆ sulla base del rischio contagio se i giudici hanno consentito gli arresti casalinghi a mafiosi, presunti boss, killer e spacciatori di droga. Ma non solo. Il decreto prevede anche nuove regole sui colloqui in carcere per prevenire il contagio del Covid-19. โ€œPromuoviamo โ€“ ha detto il ministro โ€“ una sinergia, un gioco di squadra, perchรฉ saranno chiamati in causa lโ€™autoritร  sanitariaย e ilย dipartimento amministrazione penitenziaria, affinchรฉ diano ai giudici un quadro sulla disponibilitร  di strutture penitenziarie o di reparti di medicina protetta in cui il condannato, o chi si trova in custodia cautelare, puรฒ riprendere la detenzioneโ€.

Fonti di via Arenula confermano che il contenuto del dl รจ stato comunicato in via preliminare alย Quirinale. Da piรน parti erano stati avanzati dubbi di costituzionalitร ,ย dopo lโ€™annuncio del guardasigilli di tre giorni fa. Per questo motivo il presidente della Repubblica, non solo garante dellaย Costituzioneย ma esperto costituzionalista a livello accademico, รจ stato informato preliminarmente.

Entro 15 giorni rivisti i motivi dellโ€™ok ai domiciliari โ€“ย Il dl modifica le norme relative alla concessione dei domiciliari e il differimento pena per i condannati per terrorismo, mafia e per tutti i reati che mirano ad agevolare le associazioni mafiose e per quelli che si trovano al 41 bis. Nel dettaglio gli articoli fondamentali sono tre. Il numero 2 prevede che il โ€œmagistrato di sorveglianzaย o il tribunale di sorveglianza che ha adottato il provvedimento, acquisito il parere delย Procuratore distrettuale antimafiaย del luogo in cui รจ stato commesso il reato e del Procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo per i condannati ed internati giร  sottoposti al regime di cui al predetto articolo 41-bis,ย valuta la permanenza dei motivi legati allโ€™emergenza sanitariaย entro il termine diย quindici giorniย dallโ€™adozione del provvedimento e, successivamente, con cadenza mensile. La valutazione รจ effettuataย immediatamente, anche prima della decorrenza dei termini sopra indicati, nel caso in cui il Dipartimento dellโ€™amministrazione penitenziaria comunica la disponibilitร  di strutture penitenziarie o di reparti di medicina protetta adeguati alle condizioni di salute del detenuto o dellโ€™internato ammesso alla detenzione domiciliare o ad usufruire del differimento della penaโ€. Tradotto vuol dire che il magistrato dovrร  prima acquisire il parere del procuratore del luogo in cui รจ stato commesso il reato e delย Procuratore nazionale antimafia. E poi valutare se ci sono ancora i presupposti per la detenzione domiciliare, cioรจ se sono cambiati i motivi legati allโ€™emergenza sanitaria. La valutazione sarร  fatta โ€œimmediatamenteโ€, ancheย prima dei 15 giorniย , nel caso in cui il Dap comunichi la disponibilitร  diย strutture penitenziarieย o di reparti di medicina protetta adeguati alle condizioni di salute del detenuto. E questa valutazione andrร  rivista ogni trenta giorni. Come fa il magistrato a sapere se sono mutate le condizioni dellโ€™emergenza sanitaria? โ€œSente โ€“ si legge nel decreto โ€“ lโ€™autoritร  sanitaria regionale, in persona del Presidente della Giunta della Regione, sulla situazione sanitaria localeโ€. Il provvedimento con cui lโ€™autoritร  giudiziaria revoca la detenzione domiciliare o il differimento della pena sarร  immediatamente esecutivoโ€

Custodia cautelare, saranno i pm a chiedere il ripristino โ€“ย Per gli imputati in custodia cautelare, invece, il decreto impone al pubblico ministero di chiedere โ€œal giudice ilย ripristino della custodia cautelare in carcere, se reputa che permangono le originarie esigenze cautelariโ€ quando โ€œacquisisce elementi in ordine alย sopravvenuto mutamento delle condizioniย che hanno giustificato laย sostituzione della misura cautelareย o alla disponibilitร  di strutture penitenziare o reparti di medicina protetta adeguate alle condizioni di salute dellโ€™imputatoโ€. Insomma: nei prossimi giorni le procure ricorreranno ai tribunali di Sorveglianza per chiedere di rivedere la concessione dei domiciliari per molti imputati scarcerati nelle scorse settimane. Queste disposizioni non valgono solo per i detenuti scarcerati durante lโ€™emergenzaย coronavirus, ma anche per gli altri. โ€œPer i provvedimenti di cui al periodo precedente โ€“ disciplina il decreto โ€“ giร  emessi alla data di entrata in vigore del presente decreto il termine di quindici giorni decorre dalla data di entrata in vigore del presente decretoโ€.

Nelle carceri colloqui anche in presenza โ€“ย Un altro articolo riguarda i colloqui dei detenuti coi familiari. โ€œAl fine di consentire il rispetto delleย condizioni igienico-sanitarieย idonee a prevenire il rischio di diffusione del Covid-19 โ€“ si legge sempre nel decreto โ€“ negli istituti penitenziari e negli istituti penali per minorenni, a decorrere dal 19 maggio 2020 e sino alla data del 30 giugno 2020, i colloqui con i congiunti o con altre persone cui hanno diritto i condannati, gli internati e gli imputati possono essereย svolti a distanza, mediante, ove possibile,ย apparecchiatureย e collegamenti di cui dispone lโ€™amministrazione penitenziaria e minorile o mediante corrispondenza telefonicaโ€. Ma i colloqui potranno essere svolti ancheย in presenza. โ€œIl direttore dellโ€™istituto penitenziario e dellโ€™istituto penale per minorenni โ€“ continua sempre il decreto โ€“ sentiti, rispettivamente, il provveditore regionale dellโ€™amministrazione penitenziaria e il dirigente del centro per la giustizia minorile, nonchรฉ lโ€™autoritร  sanitaria regionale in persona del Presidente della Giunta della Regione stabilisce, nei limiti di legge, il numero massimo di colloqui da svolgere conย modalitร  in presenza, fermo il diritto dei condannati, internati e imputati ad almeno un colloquio al mese in presenza di almeno un congiunto o altra personaโ€.

Il ministro: โ€œProvvedimento straordinario che mette ordineโ€ย โ€“ Alfonso Bonafede ha salutato lโ€™approvazione del decreto ribadendo il suo impegno contro le mafie: โ€œCon questi due decreti ribadiamo con fermezza quanto lo Stato sia impegnato nella lotta alla mafiaโ€. E aggiunge: โ€œNessuno puรฒ pensare diย approfittareย dellโ€™emergenza sanitaria determinata dal Coronavirus per uscire dal carcere. Eโ€™ unย insulto alle vittime,ย ai loro familiari e a tutti i cittadini, che in questo momento stanno anche vivendo le tante difficoltร  della pandemiaโ€. E definisce questa norma uno strumento per mettere ordine: โ€œI magistrati applicano le leggi e come sempre io rispetto la loro autonomia e indipendenza. Da stasera cโ€™รจ una nuova norma cheย mette ordine alla situazione.ย In un momento cosรฌ straordinario si stava andando avanti con vecchi strumenti. Ma in momenti straordinari, servono provvedimenti straordinari. La settimana scorsa abbiamo approvato un decreto che rende obbligatoria la richiesta del parere della direzione nazionale e delle direzioni distrettuali antimafia e antiterrorismo, prima di assegnare la detenzione domiciliare, e, stando ai dati di questa prima settimana, sta giร  dando i suoi frutti: abbiamo fermato lโ€™emorragia. Oggi chiudiamo il cerchioโ€.

(Il Fatto Quotidiano)

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