Due studi evidenziano i nodi della riapertura. Il Politecnico di Torino punta sul dimezzamento degli alunni per classe. Lo studio di #RicostruireItalia, presentato a Colao, ipotizza di riaprire giร a giugno, con turni dalle 9 alle 17
Assodato che la scuola non riprenderร a maggio, la domanda che si fanno tutti รจ: ยซMa come e quando?ยป. In attesa della soluzione del ministero dellโIstruzione, politici, esperti, tecnici, sono al lavoro per studiare i piani che potranno garantire lโaccesso sicure alle aule per oltre 8 milioni di studenti e 1,2 milioni di operatori, a cui vanno aggiunti i numeri relativi alle scuole paritarie (circa 950mila studenti e 200mila docenti). Continuare a studiare cioรจ ma senza rischiare una recrudescenza dellโepidemia. Tutti concordano su un punto: che deve essere adottato un protocollo per adeguare tutti gli istituti e fare in modo che gli studenti di ciascun grado di istruzione possano adottare e seguire le stesse indicazioni, evitando il caos. ยซScuole aperte, societร protettaยป รจ il titolo del piano prodotto dal Politecnico di Torino, che si basa su ingressi e uscite scaglionati a intervalli regolari di tempo, per evitare gli assembramenti, attivitร allโaperto e teledidattica, dimezzamento del numero di alunni per classi con turnazioni. Anche il piano di Stefano Parisi, elaborato con il Prof. Giuseppe Bertagna, dellโUniversitร degli Studi di Bergamo, e Emmanuele Massagli, Presidente di ADAPT, Universitร di Modena nellโambito del Piano Operativo https://ricostruireitalia.it, si basa sulla necessitร di dividere gli studenti in piccoli gruppi e dividere le loro attivitร tra studio in aula, e-learning, altre attivitร in luoghi di cultura, altre attivitร allโaperto. Ma vediamo nel dettaglio.
Azzolina: ยซA settembre si deve tornare, รจ dirittoยป
ยซA settembre si deve tornare a scuola, gli studenti hanno diritto di tornare a scuolaยป e questo vale anche ยซper le scuole elementariยป, ha detto il ministro dellโIstruzione Lucia Azzolina a Skytg24, ribadendo la possibilitร di ยซuna didattica mistaยป, in parte in presenza e in parte online a distanza. ยซNon abbiamo mai parlato di doppi turniยป per la ripresa della scuola a settembre, insiste a ministra spiegando che lโipotesi รจ quella di dividere le classi: ยซla metร degli studenti per metร settimanaยป andrebbe a scuola, poi lโaltra metร , e comunque si terrebbero sempre gli studenti che sono a distanza ยซcollegati, cosรฌ la socialitร restaยป.
Per la ripresa della scuola in Italia รจ necessario definire un protocollo nazionale, ยซanalogo a quelli redatti per la ripartenza delle attivitร produttiveยป, rileva il Politecnico in circa 60 pagine che provano a definire le modalitร per una ripresa della scuola in sicurezza. Partendo dal presupposto che ยซla scuola ed i servizi educativi per la prima infanzia sono altrettanto cruciali delle attivitร produttive per la ripresa del Paeseยป si evidenzia come ยซil sistema educativo risponde a problemi di conciliazione famiglia-lavoro per i genitori, ma soprattutto ai diritti costituzionali dei bambini e dei ragazzi a ricevere unโistruzione e ad avere accesso alle risorse per il pieno sviluppo delle proprie capacitร . Esigenze e diritti – si sottolinea – che sono stati, forse inevitabilmente, compressi in queste settimane con conseguenze negative che hanno allargato le disuguaglianze sociali tra bambiniยป.
A seconda dellโetร di bambini e bambine occorrerร fare delle valutazioni specifiche, spiega il Politecnico. Piรน i bimbi sono piccoli, piรน รจ difficile immaginare che riescano ad adottare comportamenti consapevoli di prevenzione, primo tra tutti portare le mascherine: la si potrร rendere obbligatoria solo dalle scuole elementari. Del resto, nota lo studio, sono proprio i piรน piccoli quelli meno suscettibili al virus, che potrebbero quindi rientrare prima. Per nidi e scuole dellโinfanzia occorre comunque contemperare il rapporto educatori/bambini in termini di necessitร di cura e accudimento (molto materiali) e quella della sicurezza in termini di salute.
Per i nidi il numero di bimbi per educatrice รจ il parametro di riferimento. Al nido 0/3 anni il rapporto numerico lattanti/educatrici attualmente รจ 5 (da 0 a 12 mesi), 6 per i piccoli (da 13 a 24 mesi) 8 per i grandi (da 25 a 36 mesi). Si ipotizza di portare il numero massimo a 5-6 per tutte e tre le fasce di etร , al fine di tenere meglio sotto controllo non solo i bambini, ma il numero di genitori che ruota attorno a loro. Le sezioni della scuola dellโinfanzia attualmente sono costituite con un numero minimo di 18 e un massimo di 26 alunni, salvi i casi di presenza di alunni disabili: in questo caso รจ consigliabile non superare i 10 bambini per gruppo. Per i piรน grandi, quindi dalla primaria in su, si prevede il dimezzamento del numero degli allievi per classe, e lโimplementazione di unโalternanza della didattica a distanza e in presenza prevedendo ยซmetร gruppo in classe e metร a casa con turnazioni periodicheยป. La spesa? Per lโateneo torinese, sono da prevedere : ยซCosti a carico delle scuole e dei soggetti ed associazioni del territorio per tutti i dispositivi di prevenzione (dai plexiglas alle mascherine) e per la sanificazione; costi a carico degli enti locali per la predisposizione dei locali, delle strutture e degli arredi e per la ristrutturazione di spazi esterni; costi di gestione ed impatto logistico della gestione del personaleยป.
Fonte:Il corriere.it


