(ANSA) – Matteo Renzi, intervenendo sulla Fase 2Β al Senato prima e nel salotto di Porta a Porta ponon toglie la fiducia all’esecutivo ma non esclude di poterlo fare piΓΉΒ avanti. Non ora, ribadiscono i suoi. L’emergenza sanitaria è ancora in corso e Italia viva garantirΓ i propri voti sul decreto liquiditΓ . Ma la situazione potrebbe precipitare giΓ prima di giugno.
“Sono intervenuto in Parlamento, in Senato e ho detto che siamo in presenza di una carneficina occupazionale: in ottobre avremo un disastro. Siamo pronti a dare una mano al governo, ma bisogna che le cose funzionino”.Β Matteo Renzi, ospite stasera di Porta a Porta, si rivolge direttamente al premier. “Le altre cose che ho detto a Conte Γ¨ che abbiamo bisogno di un sistema per cui il presidente del Consiglio non apra bocca se lei è fidanzato stabile o saltuario, se l’amicizia è vera o non è vera”, ha aggiunto.
“Il presidente del Consiglio deve dare delle regole, ma le libertΓ Β Costituzionali non sono oggetto di un potere discrezionale del Presidente del Consiglio. Siccome sono uno di quelli che ha mandato a casa Salvini perché chiedeva pieni poteri, ecco: non abbiamo mandato a casa Salvini per dare pieni poteri a Conte, che è molto piΓΉ educato e parla molto meglio, ma non è che per questo ha diritto di avere i pieni poteri e venire a sindacare se lei amico di Tizio o di Caio”, ha chiosato il leader di Italia Viva.
C’Γ¨ chi tiene viva la paura
L’ex presidente del Consiglio si Γ¨ consultato durante la giornataΒ con i suoi e ha subito fatto capire che la ‘difesa’ di Conte – dall’utilizzo dei Dpcm alla gestione della pandemia – non gli Γ¨ particolarmente piaciuta.Β “Se è vero che qualcosa non ha funzionato nelle istituzioni italiane, dalle mascherine in ritardo ai tamponi, è anche vero che i medici hanno fatto un lavoro incredibile. Se dico che la politica non puΓ²Β nascondersi dietro i virilogi, non attacco i virologi, ma dico che la politica deve prendersi delle responsabilitΓ ”.
“Il giocattolo sull’epidemia si rompe quando le terapie intensive esplodono – aggiunge Renzi –Β qualcuno immagina di tenere viva la paura per non ripartire mai. Quando eravamo veramente con l’acqua alla gola, con le partite di calcio e Milano non si ferma, eravamo a 4 mila terapie intensive. Oggi, secondo i dati della protezione civile delle 18,00, sono 1.453. Questo vuol dire che è evidente che non arriveremo mai a 151 mila ricoveri in terapia intensiva, è evidente che dobbiamo stare attenti ed e’ evidente che dobbiamo ripartire altrimenti fra sei mesi saremo alla disperazione”.
Il titolo VΒ della Costituzione
Il pressing affinchΓ© si allentino le misure restrittive Γ¨ sempre piΓΉ forte. “ΓΒ una vergogna che ci sia un sistema di questo genere e siamo tra quelli che hanno tentato in vano di cambiarlo: il Titolo V è una sciagura.Β Detto questo, io sto dalla parte di quelli che dicono attenzione a non capire il disastro che si sta creando a quelli che non sono garantiti”, ha sottolineato l’ex Premier. “Il dipendente pubblico ha lo stipendio, il parlamentare ha lo stipendio. C’Γ¨ una parte della popolazione che la notte sbatte la testa contro il muro perché ha il ristorante chiuso. Il mondo italiano non è diviso fra Regioni e stato. La cosa che mi sconvolge oggi è il pizzaiolo: se ha messo qualcuno in cassa integrazione, sta aspettando la cassa integrazione. Questa gente qui sta morendo e se muore questa gente muoiono le nostre cittΓ ”.
Pmi e Facebook
“Io ho lasciato al presidente Conte il compito di decidere, perchΓ© spetta al presidente del Consiglio stabilire le prossime tappe. Ho detto:Β tu sei stato bravo con la preoccupazione che il Paese aveva, perché nei due mesi di lockdown il paese, gli italiani, i cittadini sono stati bravissimi ad aderire alle regole del governo, persino quando ci sono sembrate un po’ eccessive”, ha aggiunto Renzi.
“Si puΓ²Β stare in casa, cento metri sì o cento metri no. Ma allora avevamo il terrore di intasare e saturare le nostre terapie intensive. Ora si apre una fase nuova. Quello che ho detto al presidente del Consiglio Γ¨: se vai dai commercianti, dalle piccole e medie imprese, dal sistema produttivo e dai liquiditΓ Β e fai ripartire, noi siamo con te. Se perΓ², invece, stai piΓΉΒ dietro alle dirette Facebook, ad andare a discutere delle autocertificazioni sui fidanzati – che è una cosa che a me fa uscir di testa – a fare dei Dpcm incomprensibili, a mio giudizio stiamo trasformando la politica di questo Paese in populismo. E allora su questo io non ci posso stare perché la battaglia che ho fatto contro salvini era una battaglia per non dargli i pieni poteri e non e’ che siccome Conte è un po’ piu’ serio accettiamo che prenda i pieni poteri”. E ancora: “Siamo concreti: diamo oggi tutti insieme un aiuto a che il Paese riparta attraverso l’erogazione di soldi veri e non attraverso conferenze stampa, perché aumentano i followers su Facebook, ma diminuiscono gli occupati. Ecco, il populista guarda i sondaggi. Il politico guarda i dati Istat. E i dati Istat rischiano di essere un insieme di macerie per il nostro Paese. Questo è il messaggio che io do”.
Le misure per la ripartenza
Dal 18 maggio – data indicata dal presidente del Consiglio per una ‘verifica’ sulle riaperture in base ai dati del contagio – si tireranno le somme. “Io penso tutto il male possibile del reddito di cittadinanza, penso che non abbia funzionato, penso sia una vergogna quello che ha fatto l’Inps con i 600 euro, ciΓ²Β che fatto l’Anpal per le politiche del lavoro e caccerei sia il capo dell’Inps sia il capo dell’Anpal. Da qui, dire che noi ci siamo opposti al decreto aprile, ne corre. Non abbiamo mai messo i bastoni tra le ruote. Accettiamo qualsiasi compromesso, purché i soldi arrivino alla gente. Sono contro qualsiasi politica demagogica e spendacciona”.
“Se il premier accetterΓ Β di lavorare sui temi che abbiamo detto e che da quello che ha detto oggi condivide, per me non ci sonoΒ problemi. Γ chiaro che questo si vede nei prossimi mesi, perchΓ© se la gente non vede arrivare i soldi è evidente che la fase 2 non riparte ed Γ¨ altrettanto evidente che noi non possiamo stare in maggioranza. Non credo che si andrΓ Β a votare prima del 2023, si vedrΓ in Parlamento se ci saranno nuove maggioranze. Se Conte farΓ un nuovo governo con Silvio Berlusconi a me non interessa. A me interessa che arrivino i soldi al pizzaiolo”
La scuola
Anche sulla questione istruzione e riapertura delle aule, il leader di Italia viva ha idee chiare e non vicine a quelle dell’attuale Ministro dell’istruzione: “Vivo in una famiglia in lockdown dove ci sono le lezioni a distanza per tutti e tre i miei figli e la didattica a distanza per mia moglie. Quindi, sono un esperto della materia per derivazione famigliare. Dico che è una vergogna che il ministro Azzolina abbia detto quello che ha detto ieri” e cioè “che si partirΓ Β dall’orale, che avrΓ Β valore di 40 e che sarΓ Β una domanda a piacere, ma essendo il colloquio orale multidisciplinare, di fatto trasforma questo colloquio in una tesina orale”.
“ΓΒ molto complicato quello che ho detto, ma chi segue la maturitΓ Β sa che è assurdo che al 30 di aprile non si sappia le regole della maturitΓ . Non sono d’accordo con la proposta di ripartire dal 25 agosto e fare lΓ¬ l’ultimo spezzone: io avrei mandato almeno alcune classi a scuola prima perché tutta Europa sta rimandando i ragazzi in classe: i ragazzi sono quelli che hanno meno problemi con il coronavirus”, ha aggiunto Renzi.
“Inoltre c’è lo spazio per controllare i nostri ragazzi, con i test sierologici. PerΓ² la ministra Azzolina ha deciso di andare a settembre e io non faccio polemica. Mi limito a dire una cosa che avrei fatta: rimettere a posto la scuola. Invece di dare i soldi al reddito di sussistenza, dallo ai cantieri per la scuola, così la gente lavorerΓ ”.


