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Cambiamenti climatici: “Basta con il consumismo sfrenato”

Cambiamenti climatici: “Basta con il consumismo sfrenato”
gennaio 11
12:04 2020
In climatologia con i termini cambiamenti climatici o mutamenti climatici si indicano le variazioni del clima della Terra, ovvero variazioni a diverse scale spaziali (regionale, continentale, emisferica e globale) e storico-temporali (decennale, secolare, millenaria e ultramillenaria) di uno o più parametri ambientali e climatici nei loro valori medi: temperature (media, massima e minima), precipitazioni, nuvolosità, temperature degli oceani, distribuzione e sviluppo di piante e animali
L’azione dirompente di una ragazza, Greta Thunberg, si è puntualmente esaurita in una serie di cortei, manifestazioni di piazza ed in ultimo il fallimento della Conferenza di Madrid, organizzata dall’ONU COP25. Cerchiamo di dare qualche informazione a riguardo.
Prima di tutto cosa prevede o per meglio dire prevedeva il trattato non vincolante per i Paesi che lo avevano firmato:

• Mantenere l’aumento di temperatura inferiore ai 2 gradi, e compiere sforzi per mantenerlo entro 1,5 gradi.

• Smettere di incrementare le emissioni di gas serra il prima possibile e raggiungere nella seconda parte del secolo il momento in cui la produzione di nuovi gas serra sarà sufficientemente bassa da essere assorbita naturalmente.
• Versare 100 miliardi di dollari ogni anno ai paesi più poveri per aiutarli a sviluppare fonti di energia meno inquinanti.

• Controllare i progressi compiuti ogni cinque anni, tramite nuove conferenze.

Tra i principali stati firmatari nel dicembre 2015, 195 in totale, erano gli Stati Uniti del Presidente Obama ma l’attuale Presidente Trump il 15 dicembre 2019 all’alba della su citata conferenza ne ha annunciatola defezione. E’ da ricordare che gli USA con Obama si erano impegnati  ridurre le emissioni entro il 2025 del 28% rispetto alle emissioni del 2005; Stati Uniti e Cina sono i principali produttori delle emissioni di CO2, inoltre avevano promesso di finanziare i paesi più poveri e in via di sviluppo per migliorare e rendere più sostenibili le loro politiche energetiche, attraverso un fondo da 3 miliardi di dollari.

L’obiettivo di mantenere l’attuale aumento della temperatura media mondiale entro i 2°C sicuramente non è sufficiente a garantire ciò che già si sta verificando, vedi Australia, Amazzonia, calotte polari etc. 

Unica conseguenza di questo fallimento è il prossimo appuntamento a Glasgow entro quest’anno, ma visto i precedenti non c’è assolutamente ottimismo anche per le precise prese di posizione dei paesi del Sud America e di alcuni importanti stati orientali.

Considerazioni. E’ chiaro che se si vuole arrestare il triste avanzare dei cambiamenti climatici, che sono frutto si di naturali fenomeni ma sono sopra tutto dovuti alla antropizzazione e ad un incessante bisogno di sfruttamento delle risorse naturali: si produce non più per i bisogni ma per sostenere solo la produzione e aumentando il divario tra i “ricchi” e i “poveri”.

Le azioni anche se meritevoli di masse di giovani sensibili se non strutturate in modo maggiormente incisive, ben poco possono fare contro un sistema economico/finanziario in grado di assorbire tranquillamente ogni forma di critica.

Il sistema economico e i criteri di produzione vanno drasticamente cambiati, basta con il consumismo sfrenato che impone di cambiare auto, elettrodomestici etc

Il mondo sta collassando sotto la spinta cieca di guerre economiche e combattute, emigrazioni previste di circa 30-50 milioni dovute a disastri climatici, vedi desertificazioni, specie animali in via di estinzione.

 

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