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Bracciano: cose che si possono e non si possono fare

Bracciano: cose che si possono e non si possono fare
settembre 07
18:26 2019

Dagli ultimi aggiornamenti del sito del circolo Pd di Bracciano:

A Bracciano ci sono cose che si possono fare e cose che non si possono fare.

Solitamente, il mantra che ricorre in tutte le occasioni in cui si propone qualcosa all’amministrazione comunale è: siamo in Piano di riequilibrio, non ci sono le risorse.

Lo sport si può fare?

Per questo a Bracciano non si può investire negli impianti sportivi (o meglio, non si può investire bene, visto che l’amministrazione ha speso quasi 30.000€ in lavori per cancelli di sicurezza che non esistono in nessuno stadio d’Italia).

Il campo sportivo “Massimiliano Vergari” è chiuso da ormai 18 mesi, nonostante le solite promesse non mantenute del Sindaco: “a Settembre il campo sportivo sarà aperto”. Siamo arrivati a Settembre e i nostri ragazzi sono costretti ad andare a giocare a calcio fuori Bracciano e a fare atletica in altri luoghi.

Per quanto riguarda pallavolo e badminton, i Palazzetti continuano a rimanere chiusi e abbandonati (come è stato possibile accertare durante il sopralluogo richiesto dai consiglieri di opposizione) e l’amministrazione si limita a non parlarne.

Si può andare a scuola?

Bracciano non si può permettere una scuola materna comunale, anche se paritaria (e quindi che riceve finanziamenti dal MIUR), e infatti l’amministrazione la sta ridimensionando sempre di più, riducendo anno dopo anno il numero di classi. Addirittura, un anno fa, Bracciano non poteva permettersi di garantire una insegnante di sostegno, e solo l’azione decisa di una mamma è riuscita a sbloccare la situazione.

Si possono utilizzare le strutture pubbliche?

Bracciano non può permettersi un centro civico, ormai lasciato all’incuria da tre anni, senza che sia stato portato a termine un percorso di apertura arrivato, praticamente alla linea del traguardo.

Bracciano non può permettersi uno spazio pubblico di aggregazione giovanile, un auditorium dove promuovere, veramente, la cultura in tutte le sue forme.

Bracciano non può permettersi quello che in un paese normale sarebbe banale garantire.

Quali sono le priorità dell’amministrazione?

La cosa peggiore è che in realtà ciò che Bracciano può o meno permettersi non è stabilito dalla contingenza economica, ma dalle priorità dell’amministrazione comunale.

Le scelte politiche dell’Amministrazione comunale, infatti, chiariscono la visione che ha della nostra città.

Negli ultimi mesi estivi, infatti, alla faccia delle difficoltà economiche dell’ente, sono stati spesi quasi 100.000€ solo per gli eventi ai quali si aggiungono l’incarico per il direttore artistico e l’impegno di spesa per l’ufficio stampa (restringiamo il conto solo all’estate, escludendo tutti gli incarichi esterni degli ultimi tre anni, di cui, in parte, abbiamo già parlato).

Ma il problema non è tanto l’importo, quanto il merito degli impegni di spesa.

Entriamo nel dettaglio: l’amministrazione comunale ha impegnato 36.000€ per 24 mesi per una figura, il direttore artistico, con l’incarico di sostituirsi all’assessora alla Cultura.

In pratica i cittadini di Bracciano pagano due persone per svolgere il medesimo incarico: o si dichiara l’incapacità dell’Assessora Marini, o si dichiara lo spreco di soldi pubblici.

L’amministrazione comunale ha impegnato 20.000€ per l’ufficio stampa del comune (alias della maggioranza).

In pratica, i cittadini di Bracciano pagano la propaganda dell’amministrazione (il che è un vero peccato, visto che quando il Sindaco viene “invitato” a fare interviste riescono così tanto bene).

Se si preoccupassero della comunicazione anche quando il paese rimane senz’acqua, invece di aspettare l’arrivo di Settembre per comunicarsi l’incontro (intempestivo) con i vertici ACEA ATO2 ( ma si sa, ad Agosto è meglio non disturbare un Sindaco) questi soldi sarebbero ben spesi.

Ma sulla mancanza d’acqua è difficile la propaganda.

L’amministrazione comunale ha speso 9.308€ per il “Califano tour”, 19.500€ per l’evento “Tosca” nell’ambito della rassegna “Bracciano sotto le stelle”, 13.750€ per Mietta, oltre spese extra, 42.000€ per 5 eventi svoltisi nel mese di agosto (tra cui il concerto di Michele Zarrillo).

A questo punto ci chiediamo: a che ci serve un direttore artistico e un Assessore alla cultura?

La strategia dell’Amministrazione è chiara: la cultura a Bracciano si fa pagando cifre spropositate per eventi singoli, lasciando il paese totalmente vuoto per il resto dell’anno.

Questa scelta politica, perché di scelta politica si tratta, noi non la condividiamo.

Noi crediamo che la Cultura debba essere un fattore aggregante tutto l’anno, noi crediamo che le politiche culturali debbano mirare ma a creare una comunità che condivida momenti di accrescimento collettivo, non a serate spot con l’arrivo di un artista più o meno famoso.

Se i soldi spesi per gli eventi richiamati fossero stati spesi per garantire alle associazioni di Bracciano degli spazi dove poter svolgere la propria attività, i cittadini di Bracciano oggi potrebbero essere non solo spettatori di concerti, ma anche parte attiva negli eventi culturali che, in passato, animavano ogni singola serata del nostro paese.

Noi crediamo che promuovere e sostenere l’impegno delle associazioni locali nel settore della cultura, del turismo, così come nello sport, possa essere lo strumento attraverso il quale ricostruire quel senso di comunità andato perduto negli ultimi anni.

Hanno vinto le elezioni e decidono loro cosa fare e non fare

Riconosciamo che sia compito dell’Amministrazione decidere come spendere i soldi. Ciò che non accettiamo più è la risposta che viene data dall’amministrazione alle richieste legittime (e per noi anche sacrosante) dei cittadini: “non ci sono risorse”.

Le risorse ci sono, ma vengono utilizzate secondo le priorità dell’amministrazione, noi ne prendiamo atto, ma voi assumetevene le responsabilità!

Poi, saranno i cittadini a giudicare.

PS: Così, per informazione: il 3 settembre si è tenuto il consiglio comunale, e l’ultimo punto in discussione, proposto dalle minoranze, riguardava l’annullamento della delibera n. 2/2018 per mezzo della quale si prendeva atto di una relazione del capo area urbanistica riguardante la nota vicenda Cimaglia, nell’ambito di un iter amministrativo ritenuto illegittimo dalla Regione Lazio.

Ovviamente, l’amministrazione comunale ha bocciato la proposta di annullamento, ma senza motivarlo. Forse non essendoci lo streaming del consiglio, il Sindaco non avrebbe potuto fare il suo solito show, così, ha taciuto? Oppure non sapeva cosa dire per giustificare il rigetto della proposta di delibera della minoranza?

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