24 Aprile, 2024
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Presentato l’appello per la revoca del Ministro dell’interno

PRESENTATO L’APPELLO PER LA REVOCA DEL MINISTRO DELL’INTERNO

Domenica 18 agosto 2019 a Viterbo, presso la sede del “Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera” e’ stato presentato pubblicamente l’appello inviato il 17 agosto alle piu’ alte cariche dello Stato affinche’ sia revocata la delega al Ministro dell’Interno pro tempore, in considerazione delle violenze razziste commesse e promosse, della propaganda di odio razzista, della violazione di principi fondamentali della Costituzione della Repubblica italiana.

Illustrando l’appello (che si riproduce integralmente in calce) il responsabile della struttura nonviolenta viterbese, Peppe Sini, ha evidenziato come nel Mediterraneo continui ad essere in corso una strage degli innocenti, ed il governo italiano non solo commetta e promuova il mostruoso delitto di omissione di soccorso, ma addirittura saboti e perseguiti i soccorritori volontari che salvano vite umane.

Peraltro i crimini razzisti commessi dal governo italiano in quest’ultimo anno sono cosi’ flagranti e cosi’ abominevoli che sbigottisce, amareggia e indigna il fatto che le competenti magistrature italiane ed internazionali, cosi’ come le istituzioni internazionali di cui l’Italia fa parte, non siano ancora adeguatamente intervenute per farli cessare.

Ma alla magistratura italiana alcuni mesi fa e’ stato impedito di intervenire da un voto scellerato della maggioranza dei senatori; e le istituzioni internazionali, dall’Onu all’Unione Europea, sembrano essere intimidite dalla tracotanza del governo razzista ed eversore italiano.

E tuttavia intervenire e’ necessario, e’ urgente, e’ doveroso da parte di tutte le istituzioni democratiche: non si puo’ assistere inerti alla commissione di veri e propri crimini contro l’umanita’; non si puo’ assistere inerti a un vero e proprio attentato contro la Costituzione; non si puo’ assistere inerti all’instaurazione di un regime razzista; non si puo’ assistere inerti alla strage degli innocenti nel Mediterraneo.

E se le istituzioni democratiche vengono meno al loro dovere e si arrendono alla violenza razzista, sia allora il popolo italiano ad insorgere nonviolentemente per far cessare la violenza razzista, per salvare le vite umane in pericolo, per difendere la civilta’, per difendere l’umanita’.

Il ministro dell’Interno, che fin dall’insediamento del governo agisce da ministro plenipotenziario e da effettuale dominus del gabinetto, sembra non rendersi conto degli effetti delle sue azioni, poiche’ tutto sembra percepire e interpretare all’interno di una visione del mondo allucinata in cui l’unica cosa che conta e’ l’incremento dei consensi alla sua persona e al suo partito, per acquisirli non esitando a compiere le piu’ basse opere.

Se per incrementare i consensi trova utile istigare all’odio razzista, lo fa.

Se per incrementare i consensi trova utile perseguitare i piu’ fragili, i piu’ oppressi, i piu’ indifesi, lo fa.

Se per incrementare i consensi trova utile abbandonare in mare i naufraghi, lo fa.

Se per incrementare i consensi trova utile sabotare e perseguitare chi salva vite umane, lo fa.

Non vede piu’ la sconvolgente realta’ di esseri umani in fuga da guerre e fame, da dittature e schiavitu’; non vede piu’ il volto dell’altro essere umano che chiede aiuto; non sente piu’ che siamo una sola umanita’ e che ogni essere umano ha diritto alla vita e alla solidarieta’; non riconosce piu’ la massima morale che convoca ad agire verso le altre persone cosi’ come vorremmo che le altre persone agissero verso di noi.

Prigioniero del suo solipsismo e dell’adorazione della tecnologia comunicativa che alimenta narcisismo ed esibizionismo; incapace di pensare la costitutiva pluralita’ dell’umanita’, il principio dialogico e il principio responsabilita’ che sono le fondamenta del pensiero politico; la sua effettuale amorale antipolitica sfocia nel nichilismo e nel totalitarismo.

Compendio e vessillifero di un ceto politico che non ha mai letto ne’ Simone Weil ne’ Hannah Arendt, ne’ Primo Levi ne’ Mohandas Gandhi, ne’ Nelson Mandela ne’ Virginia Woolf, e’ pietrificato nella ripetizione ossessiva di motti e di gesti di cui non sa percepire gli esiti funesti, le aberranti conseguenze nel mondo reale.

Revocarne la delega di ministro e far cessare il governo di cui e’ signore e padrone sono qui e adesso l’urgenza delle urgenze.

E’ ovvio che la revoca del ministro e la fine del governo fatto a sua immagine e somiglianza non sarebbero misure risolutive, ma e’ ragionevole supporre che avrebbero immediatamente i seguenti effetti benefici:

– primo, cesserebbe l’infame delitto di omissione di soccorso nei confronti dei naufraghi, e quindi cesserebbe la strage degli innocenti nel Mediterraneo;

– secondo, il nostro paese tornerebbe nell’alveo della legalita’ costituzionale, con la cessazione delle folli persecuzioni dei piu’ inermi e dei piu’ bisognosi;

– terzo, si fermerebbe la caduta del nostro paese nell’orrore abissale del razzismo e del fascismo.

Occorre quindi al piu’ presto revocare la delega al ministro; e le vie per farlo, come abbiamo segnalato nel nostro appello, sono le seguenti: “a) persuaderlo alle dimissioni; b) una mozione di sfiducia (che puo’ essere anche ad personam) votata dalle Camere; c) le dimissioni del Presidente del Consiglio dei Ministri e conseguentemente dell’intero governo, e il successivo insediamento di un nuovo governo (anche solo per il disbrigo delle pratiche correnti in attesa di nuove elezioni) con un’altra persona a quel ministero preposta”.

Non si perda altro tempo.

Troppe persone innocenti hanno gia’ sofferto feroci ed assurde persecuzioni.

Troppe persone sono gia’ morte nel Mediterraneo, e tutte potevano essere salvate.

Occorre allontanare immediatamente un ebbro fautore dell’odio e della violenza razzista dal seggio ministeriale.

Occorre revocare immediatamente le antileggi razziste.

Occorre tornare immediatamente alla legalita’ che salva le vite.

Ogni essere umano ha diritto alla vita, alla dignita’, alla solidarieta’.

Siamo una sola umanita’ in un unico mondo vivente casa comune dell’umanita’ intera.

Salvare le vite e’ il primo dovere.

 

Il “Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera” di Viterbo

 

Viterbo, 18 agosto 2019

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