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Recensione de “La stirpe di Herakles” – il nuovo romanzo di Andrea Gualchierotti

Recensione de “La stirpe di Herakles” – il nuovo romanzo di Andrea Gualchierotti
agosto 12
11:28 2019

“LA STIRPE DI HERAKLES” IL NUOVO ROMANZO DI ANDREA GUALCHIEROTTI 

Ho avuto la possibilità di leggere in anteprima “La stirpe di Herakles”, il nuovo romanzo di Andrea Gualchierotti, autore che vive e lavora nel nostro territorio Sabatino.

Il romanzo, pubblicato dalla casa editrice Il Ciliegio, ci trasporta in un passato mitico, a cavallo tra storia, leggenda e rivisitazione personale della stessa; una ricetta che ha già dimostrato di avere un suo appeal nei precedenti romanzi dell’autore dedicati alla saga degli Eredi di Atlantide.

Le pagine di questo volume ci portano indietro sino agli anni immediatamente successivi alla caduta di Troia. Cosa ne è stato dei sopravvissuti? Come sono tornati alle proprie case, ai propri affetti? Cosa hanno trovato dopo oltre dieci anni di assenza? Lo scopriamo seguendo i dolorosi passi di Arethes, re acheo di Cencrea, spodestato da un odioso complotto ordito da vecchi alleati e ora nemici, spinti dalla sete di potere alcuni, dalla brama di vendetta per un amore respinto altri…

Ma nulla è come appare in questa rivisitazione della leggenda. Quasi tutti i personaggi presentano un doppio volto, le intenzioni palesi servono a nascondere le intenzioni reali, l’orrore vissuto è ancora nulla rispetto all’orrore che li attende alla fine del viaggio…

Le strade dei protagonisti, Arethes l’acheo, Elteo il Lidio, Zacros il Cretese, Phiras l’Arcade, il guerriero Babylas ed il nobile Archidamo, si intrecciano e si sciolgono più volte nello scorrere del tempo e delle pagine, come fili tessuti dalle mani del Fato, portandoli esattamente là dove li attende il loro destino.

La strada è piena di incontri previsti ed imprevisti che portano a svolte drammatiche e a nuove, dolorose consapevolezze. Gli eroi e gli antieroi (e qui il confine è dannatamente labile) scendono nelle viscere della terra, nel santuario sotterraneo degli Eraclidi, nell’antro della sacerdotessa di Apollo, nel tempio ctonio dei Grandi Dei di Samotracia e persino giù, sin sulle sponde del fiume Stige. Da questi viaggi all’interno della terra e di se stessi i protagonisti ne emergono necessariamente trasformati. Le loro coscienze vengono scosse e loro non saranno mai più le persone che erano prima della discesa.

I protagonisti del romanzo viaggiano attraverso l’Ellade e non solo, attraversano città, fiumi e mari, per poi necessariamente tornare al punto di partenza, il tempio degli Eraclidi, per lo scontro finale, che è soprattutto scontro tra volontà.

Un’era tramonta, un’altra sta per sorgere…

A questo punto non posso dirvi altro, anzi temo di essermi lasciata prendere la mano e avervi detto anche troppo!

Se vi ho incuriosito avrete la possibilità di leggere “La stirpe di Herakles” ordinando il volume sul sito de Il Ciliegio.

Buona lettura sotto l’ombrellone!

Monia Guredda

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