Dopo 98 anni individuato di nuovo il raro esemplare allโinterno del Parco regionale dei Due Laghi
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Da poco piรน di un anno riconosciuta come patrimonio mondiale dellโumanitร dallโUnesco, la Faggeta di Oriolo Romano, e la zona di monte Raschio in particolare, torna nuovamente alla ribalta grazie ad una scoperta scientifica davvero eccezionale. Un esemplare vivo di Rosalia alpina, un raro coleottero dalla inconfondibile colorazione azzurra con macchie nere di forma e dimensioni variabili, รจ stato di recente individuato โ nellโambito del progetto โLife InNatโ โ da un gruppo di tecnici, guardiaparco e stagisti del Parco Naturale Regionale Bracciano-Martignano.
Lโinsetto, appartenente alla famiglia dei Cerambicidi, fu descritto da Linneo nel 1758 partendo da un campione raccolto in una valle delle Alpi del Cantone di San Gallo dal naturalista e medico svizzero Johann Jakob Scheuchzer nel 1703. Esso puรฒ raggiungere dimensioni che variano dai 14 ai 40 mm e predilige boschi di faggio esposti a sud-ovest, manifestando una preferenza verso gli alberi morti o in via di decomposizione sufficientemente asciutti.
Lo splendido coleottero, oggi a rischio estinzione per lโuso intensivo delle faggete e la rimozione da esse di legno morto, fu scoperto nel comprensorio a ridosso del lago di Bracciano dallโentomologo e biologo romano Paolo Luigioni nel 1920.
ยซLโimportanza di questo ritrovamento โ rimarca il direttore del Parco Regionale, Daniele Badaloni โ รจ unโulteriore conferma che la tutela della Faggeta, comprese le piante morte, sia il punto di partenza per avere una ricchissima diversitร di forme di vita, la cosiddetta biodiversitร .
In primo luogo per lโavifauna, il cui esempio tipico รจ rappresentato dal picchio, strettamente legato agli alberi vecchi e marcescenti, necessari per lโalimentazione e in parte per la riproduzione, e poi per le migliaia di invertebrati, le centinaia di funghi decompositori e i numerosissimi microrganismi che vivono nel legno morto a terra, tutti facenti parte di complessi naturali necessari al funzionamento dellโecosistema foresta. Un ottimo risultato, dunque, ottenuto grazie anche allโimpegno del personale dellโEnte Parcoยป.
Dario Calvaresi


