3 Febbraio, 2023
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Fallimento Bracciano Ambiente: chi colmerà il buco nero?

 

Un debito milionario maturato in anni di gestione poco chiara e poco realistica per i bilanci di un’azienda che pagava troppi stipendi dirigenziali e forniva servizi deprezzati. Rocambolesca la vicenda degli ultimi anni, che dalle indagini della Procura ai piani industriali di salvataggio andati deserti, ha condotto all’attuale fallimento. E restano in sospeso, oltre alla sorte dei dipendenti, le domande che da anni galleggiano ansiose sul destino della BA, in attesa di una risposta univoca. Le abbiamo poste ad Armando Tondinelli, sindaco di Bracciano.

Che cosa comporta a livello amministrativo il fallimento della Bracciano Ambiente? Chi si occupa ora dell’azienda? 

«Il fallimento della società partecipata era nell’aria da tempo, ora è certificato da una sentenza, Nella quale viene definito l’esercizio provvisorio limitatamente all’attività di raccolta differenziata dei rifiuti, di manutenzione cimiteriale e di illuminazione votiva, fino al momento in cui il Comune di Bracciano provvederà ad affidare tali servizi ad un nuovo gestore».

Come verranno gestiti i servizi di pulizia e decoro urbano e la raccolta dei rifiuti?

«Come detto, i servizi nelle more delle gare di affidamento, verranno svolti in esercizio provvisorio dalla Bracciano Ambiente, quindi per i cittadini non ci sarà nessun disservizio».

Quello della BA è un debito mai colmato che ammonta a 12 milioni di euro, verso quali enti.  Qualcuno li esigerà, chi e come salderà il debito? Gli ex dipendenti BA saranno riassorbiti dal Comune o licenziati o dirottati verso altre aziende?

«Chiaramente il fallimento della Bracciano Ambiente avrà dei risvolti che andranno ad interessare la giustizia amministrativa e penale, saranno questi organi, insieme al curatore, a definire le condizioni di come saldare i debiti. Per quanto riguarda i dipendenti, questa Amministrazione porrà in essere tutte le misure che sono nelle sue capacità al fine di tutelare i posti di lavoro dei dipendenti della società fallita».

Il Comune non può assumersi le spese di definitiva chiusura e messa in sicurezza. Come avverrà?

«Il Comune di Bracciano è in piano di riequilibrio e pertanto non ha disponibilità né capacità economiche per la gestione del sito di discarica, nel breve periodo, nelle more di prossimi incontri con la Regione Lazio per definire le modalità di gestione futura, la stessa Regione si è fatta carico di provvedere alla gestione dei presidi ambientali della discarica al fine di evitare danni all’ambiente».

Prospettive industriali: sarebbe pensabile la creazione di un distretto ecologico anche in rete con gli altri Comuni?

«Come detto già in campagna elettorale noi crediamo che “Cupinoro” debba solamente essere bonificato e messo in sicurezza, Bracciano per quanto riguarda questa Amministrazione non dovrà più essere sede di nessun tipo di impianti per il trattamento rifiuti».

Sarah Panatta

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