Canale Monterano: la Regione Lazio diffida l’amministrazione comunale

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La Regione Lazio prende una posizione nei confronti del Comune di Canale Monterano.

Attraverso due lettere, la Regione chiede all’amministrazione Stefani di  rigettare le controdeduzioni in merito alle delibere urbanistiche n. 13 e 37 del 2012, concedendo al Comune altri 30 gg di tempo per ritirarle prima dell’annullamento d’ufficio e inoltre di togliere la sub-delega in materia paesaggistica conferitagli nel 2010.

“Nello specifico la Direzione Regionale Territorio-Urbanistica- spiega Alessandro Bettarelli, consigliere del gruppo Esperienza e Rinnovamento – contesta all’Amministrazione Stefani 4 punti:

  1.  L’arbitrario adeguamento del PRG al PTPR effettuato con la delibera n.13 del 2012 di modifica del PRG.
  2. Le illegittime disposizioni urbanistiche introdotte con la deliberazione n.13 del 2012.
  3.  L’arbitraria equiparazione delle aree I e II previste dalla legge istitutiva della Riserva Naturale Monterano alle zone A e B previste dalla sopravvenuta legge sulle aree naturali protette effettuata con deliberazione consiliare n. 37 del 2012.
  4.  L’invalidità derivata delle deliberazioni consiliari n. 3 e 4 del febbraio 2013 che emendavano le delibere precedenti cambiando però di nulla i loro profili di illegittimità e anzi riproponendone le criticità.”

“Le accuse sono tutt’altro che di poco conto, – conclude Bettarelli–  visto che la Regione nella diffida, del 20 Febbraio scorso, parla senza mezzi termini di “ordinamento giuridico parallelo, dal quale attingere per il rilascio di titoli abitativi”, ossia licenze edilizie e simili.”

“ll dato che appare evidente – commenta Antonio Paolo Mascia, capogruppo di Esperienza e Rinnovamento in Consiglio Comunale – è che l’Amministrazione Stefani è ormai alla fine. L’ottusa volontà di negare ogni evidenza, così come la malcelata volontà di “attentare” al territorio, (evidenziato dalla Regione stessa) sta diventando decisamente pericoloso, soprattutto per i cittadini, che alla fine sono quelli che ci rimettono. Il dato che tutti devono capire è che, una volta annullate le delibere in questione, ogni permesso edificatorio ed autorizzativo ad esse legato decade automaticamente. Chi risarcirà in termini economici e morali i cittadini gabbati?”

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