I ritrovamenti archeologici di Santa Marinella presentati a Parigi

93

Gli scavi condotti negli ultimi quattro anni sul sito della città antica di Castrum Novum dall’equipe di studiosi italo-francese guidata dal Dott. Flavio Enei, direttore del Museo Civico di Santa Marinella, sono stati presentati ieri a Parigi presso École Normale Supérieure nell’ambito del convegno internazionale “Entre la ter et le mer: la Via Aurelia et la topographie du littoral di Latium ed de la Toscana”. Il Dott. Enei, insieme ai colleghi Prof. Gregoire Poccardi e Prof.ssa Sara Nardi Combescure hanno illustrato ad un folto pubblico di studiosi e studenti la storia e l’archeologia dell’antica colonia romana di Castrum Novum, dedotta nel 264 a.C. nel litorale etrusco, oggi territorio di Santa Marinella.

In particolare, le ricerche svolte a terra e sui fondali antistanti l’insediamento consentono alcune nuove letture dei resti monumentali e della realtà urbana alla luce della recenti acquisizioni. I contributi di studio hanno approfondito la storia degli scavi e delle scoperte, nonché la conoscenza di alcune delle opere statuarie e delle epigrafi rinvenute a partire dal XVIII secolo. Sono stati illustrati in modo sistematico i nuovi dati forniti dagli scavi nella zona termale della “Villa delle Guardiole” e dell’ “Edificio quadrato”, aperti sul tracciato di quella che si ritiene essere l’antica via Aurelia. Una delle più importanti novità che si è presentata al convegno è senza dubbio quella costituita dai risultati delle prospezioni megnetometriche svolte sulla collina dominante il mare, sotto la quale è certamente situato il cuore dell’antico centro di Castrum Novum. L’indagine ha rivelato per la prima volta l’impianto urbano di una parte della città con numerose strutture ed edifici organizzati all’interno di un tessuto regolare di notevole interesse.

Infine, certamente di non secondaria importanza, i dati emersi dalle ricognizioni subacquee del Centro Studi Marittimi del GATC operante presso il Museo del Mare; i materiali scoperti sui fondali apportano notevoli conoscenze sia in relazione alla storia e alla topografia dei grandi impianti ittici siti sulla costa castronovana. Enei commenta entusiasta: “Insieme ai colleghi e amici francesi dell’Università di Amiens e di Lille 3 con gli studenti e i volontari del Gruppo Archeologico del Territorio Cerite abbiamo continuato il lavoro per riportare alla luce la storia e l’archeologia dell’insediamento coloniale romano, prima che il degrado e lo scarso interesse ne cancellassero del tutto la memoria. Una corsa contro il tempo per cercare di trasformare in un parco archeologico urbano quello che ad oggi è un insieme di resti antichi tra loro scollegati, incomprensibili per i visitatori e abbandonati a se stessi. Grazie alla disponibilità e alla stretta collaborazione instaurata con i funzionari della Soprintendenza Archeologica per l’Etruria Meridionale è stato possibile giungere ad una concessione di scavo formale al nostro Museo Civico da parte del Ministero per i Beni e le Attività Culturali che consentirà alla ricerca di progredire nel tempo in sicurezza e tranquillità”.

Giunti al quarto anno di attività, in occasione del convegno di Parigi, sono stati raccolti i principali dati emersi dagli scavi e dagli studi e proposta una prima sintesi delle acquisizioni, utile alle future ricerche a alla divulgazione scientifica. I ricercatori hanno messo in evidenza come quest’ultimo aspetto sia molto importante in quanto l’informazione e il coinvolgimento dei cittadini è un elemento fondamentale per la crescita civile e culturale del territorio. Senza una seria divulgazione viene meno il senso stesso della ricerca. E’ per questo che oltre all’attività scientifica di scavo, ricognizione e di studio molte energie sono state impegnate sul campo con conferenze, visite guidate e lezioni a scuola rivolte in particolare ai più giovani che sono il futuro del nostro paese.

 

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui