Un acchiappasogni per la realizzazione di Metamorfosi. Un’installazione di street art sulla facciata del palazzo del Drago, in via del Ginnasio, sede del settore servizi sociali del Comune di Viterbo, per promuovere un progetto di inclusione, integrazione e socializzazione. Attori principali sette ragazzi dei progetti PAI (piano assistenziale individuale), attivi nel Ser.D. Si tratta di una creazione inedita, colorata, realizzata con le tecniche dellβuncinetto e macramΓ¨. Una grande installazione collettiva che raffigurerΓ il mondo onirico attraverso la realizzazione di acchiappasogni, il sogno come progetto di vita da raggiungere attraverso delle tappe concrete. La visualizzazione artistica del cammino verso una nuova vita, prendendo spunto dalla vita delle farfalle, che attraverso una metamorfosi giungono alla libertΓ e alla bellezza. Un percorso che va dalla consapevolezza di avere un problema, il sentirsi diversi, lβaffidarsi alla cura, alla convinzione che quello che sembra impossibile si possa raggiungere con lβaiuto delle cure e quello di un gruppo positivo. A illustrare nel dettaglio il progetto, patrocinato e sostenuto dal Comune di Viterbo, Γ¨ l’assessore ai servizi sociali Antonella Sberna, che spiega: “La UOC Dipendenze Patologiche di Viterbo, diretta dalla dottoressa Lagrutta, afferente al Dipartimento Cure Primarie della Asl di Viterbo, diretto dal dottor Cimarello, la SocietΓ Cooperativa Sociale La Rondine, lβassociazione artistico culturale βYarn Bombing Viterbo APSβ, in collaborazione con il Comune di Viterbo, con l’indispensabile e attiva partecipazione dei ragazzi del centro diurno del Ser.D, hanno dato vita a Metamorfosi, il progetto che ha sperimentato, devo dire con successo, una nuova modalitΓ di inclusione, socializzazione e appartenenza al territorio. Un progetto che unisce il servizio sociale del Comune con il lavoro del Ser.D. In un periodo in cui la pandemia ci ha costretto alla chiusura e allβimpossibilitΓ di realizzare attivitΓ socializzanti, i lavori ideati e creati dai ragazzi allβinterno del centro possono cosΓ¬ essere mostrati alla cittΓ e diventare parte integrante degli addobbi natalizi”.
A coordinare i lavori manuali l’associazione artistico culturale Yarn Bombing Viterbo APS, guidata da Roberta Sperduti. “Ringrazio la cooperativa La Rondine, nelle persone di Sara Cappellone, Gianfranco Fragomeni e Gelsa Cordovani che mi hanno affiancato nel lavoro con i ragazzi. Grazie allβassessore Antonella Sberna e al suo staff per aver appoggiato la nostra idea e per averci aiutato con i mezzi necessari alla realizzazione. Ci tengo a precisare che i ragazzi hanno imparato a muovere i loro passi da soli e che lβinstallazione Γ¨ stata creata interamente dalle loro mani e dalla loro creativitΓ . L’associazione Yarn Bombing Viterbo ha solo veicolato il processo di realizzazione di βMetamorfosiβ, rispettando alla lettera tutte le norme vigenti sul distanziamento. Metamorfosi Γ¨ bellissima, colorata, disordinata e vera, Γ¨ lo specchio del cuore di chi lβha realizzata. Sono emozionata a vedere concretizzato questo progetto, il primo, spero di molti altri a venire”. Parole di ringraziamento e soddisfazione anche da parte del presidente della cooperativa La Rondine Domenico Mattucci. “La Rondine ringrazia tutti coloro che hanno collaborato a questa iniziativa. Unβinstallazione di street art realizzata dagli utenti dei PAI del Ser.D di Viterbo che la cooperativa gestisce. Con la Asl, il Comune e Yarn Bombing Viterbo abbiamo costruito una rete sul territorio, fondamentale per i pazienti che finalmente possono usufruire di piΓΉ opportunitΓ e sentirsi realmente integrati con il contesto sociale cittadino. Un momento importante questo che ci permette di lavorare sinergicamente tra enti, associazioni e territorio”.
“Quando Γ¨ stato proposto il progetto – ha spiegato lo psicologo Gianfranco Fragomeni della stessa cooperativa La Rondine – le persone partecipanti ai PAI hanno avuto una sola risposta: “non siamo capaci”. Con questo presupposto si Γ¨ dato inizio al sogno per l’installazione di street art. Nel tempo si Γ¨ potuto sperimentare come lβaffidarsi e il fidarsi possa dare un senso al cambiamento: ed ecco “la metamorfosi”. Le persone sono riuscite, attraverso il sacrificio, la sperimentazione e la conseguente soddisfazione a scoprire capacitΓ nuove. Vorrei ringraziare tutti coloro che hanno permesso che il “non siamo capaci” sia diventato “siamo capaci”.
Infine, le parole di uno dei sette protagonisti del progetto: “Salve, mi chiamo M. e ho finito la comunitΓ da quattro anni. Ho fatto volontariato alla mensa Caritas e al canile, ma da quando hanno riaperto questo centro sono come rinato. So che i giorni che vado sono impegnato e mi ci trovo benissimo. Trovo soddisfazione in quello che stiamo facendo. Ho trovato dei veri amici. Spero vivamente che questo centro rimanga attivo. Buone Feste”.


