Un altro appuntamento con le parole fondamentali: la verità, l’empatia, l’onestà

Si è tenuto giovedì sette maggio alle 17:00 l’ennesimo appuntamento con le parole fondamentali di Marco Danè, autore televisivo della rai che a proposito di questa esperienza che ormai è nel suo passato, ha scritto un libro “la storia della tv per ragazzi 70,80, e 90” edito da Manni editore  con protagonisti personaggi importanti della televisione fino alla collaborazione con Gianni Rodari.

Le parole fondamentali questo giovedì esplorano la verità, l’empatia e l’onestà e sono state spiegate tramite aforismi e racconti scritti con la stessa mano di Marco Danè, qui leggeremo una sintesi dei tre racconti :

la verità: Si racconta che nei luoghi sacri antichi ci fosse un templio costruito tra i luoghi di montagna, solo gli abitanti del paese potevano entrarci ma una sola volta nella vita , lo chiamavano la stanza della verità, si diceva che in quel luogo non ci fosse nulla, ne specchi, ne oggetti, ne persone, solo una sedia, quando Aleteya ricevette l’invito ad andare non dormì per l’emozione , arrivata davanti la porta sacra, la aprì e c’era solo una sedia, una luce bianca proveniva dal soffitto, attese Aleteya fino all’arrivo di qualcosa dentro di lei che non si esprimeva a parole ma che lei sapeva , ripercorreva i momenti in cui non aveva detto la verità, ovvero lasciato andare qualcuno che amava, detto di star bene quando non era cosi, erano un insieme di cose non dette ,non grandi colpe ma Aleteya dentro di se cercò di difendersi ma ogni giustificazione cadeva come polvere perché la verità non discute semplicemente c’è.

L’empatia: Quella mattina mi svegliai con ancora il sonno addosso, dovevo fare una relazione sull’incidente in quella strada che corre al ridosso del fiume, decisi di andare in treno poiché la stazione di quel paesino era a pochi passi, sul vagone trovai il mio posto ed ero solo , ero felice perché pensai che potevo continuare anche il sonno interrotto, ma si sedette di fronte a me un uomo con una giacca troppo pesante per la stagione ed una borsa di tela consumata che continuava a scivolargli dalla spalla , si muoveva lento , incerto, il movimento del treno lo faceva oscillare, era fastidioso ma il treno frenò bruscamente e la sua borsa cadde, lui tentennò come se stesse decidendo se valesse la pena inchinarsi , poi lo fece con grande sforzo, le sue mani tremavano, non riuscì a prendere la borsa ma lo feci io e lui mi ringraziò . Cominciai a notare il suo viso scavato , le occhiaie e mi accorsi che stava lottando, gli proposi di sdraiarsi , il treno continuava a d oscillare e gli presi la mano, gli chiesi «giornata difficile?» «da un po’ lo sono tutte» non parlammo per il resto del viaggio ma qualcosa in me era cambiato almeno nel modo in cui ora guardavo quell’uomo.

L’onestà: C’era una volta in un piccolo paese del Giappone un ragazzo di nome Akira, un giorno mentre aiutava il padre al negozio di alimentari accadde qualcosa che lo avrebbe messo in forte disagio, una signora con fare distratto comprò pane e formaggio e se ne andò dopo aver pagato. Akira riordinando il banco si accorse che la signora aveva dimenticato una banconota da 50 yen sul bancone , Akira guardò fuori ma la signora era già andata via, Akira per un attimo pensò che avrebbe potuto tenerli quei soldi per comprare quel pallone nuovo che tanto desiderava. Restò immobile, combattuto, nessuno lo avrebbe saputo ma lui si per sempre , si infilò la banconota in tasca. La notte  seguente fece dei sogni complicati, dormì poco, la mattina seguente vide la signora della banconota e gliela mise tra le mani spiegandole cosa fosse successo , ma gli occhi della donna si riempirono di lacrime perché quei soldi le servivano per le medicine. Akira tornò al suo bancone e raccontò tutto al padre che gli disse che ci sono momenti in cui nessuno ti guarderà e sarà li che si riconoscerà chi sei veramente.

Ilaria Morodei

 

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