Comunicato stampa
La distruzione di una parte dell’area riforestata al Parco Bonafede, nel quartiere Alessandrino di Roma, è frutto di un atto vandalico, non certo di un’azione volontaria delle amministrazioni coinvolte né di un danno dovuto ad assenza di manutenzione. Lo comunica Città metropolitana di Roma Capitale in una nota, a seguito del sopralluogo effettuato il 13 luglio.
La denuncia di presunto sfalcio delle piante messe a dimora tra la fine del 2024 e l’inizio del 2025 (lotto BVA 5) al parco Bonafede – parte dell’intervento di riforestazione urbana e periurbana finanziato dal MASE con fondi PNRR che Città metropolitana ha realizzato su circa 900 ettari di territorio complessivamente tra Roma Capitale e i Comuni dell’area – è apparsa su un quotidiano locale a seguito di una segnalazione da parte dei cittadini.
La relazione tecnica relativa al sopralluogo ha evidenziato “ingenti danni al cartello di cantiere e alla recinzione di perimetro del lotto stesso”, un lotto di 5 ettari complessivi su cui sono stati messi a dimora 5000 tra piccoli alberi e arbusti. “È stato distrutto – si legge ancora nella relazione – un cancello di entrata e varie porzioni di recinzione metallica di circa 150 m di lunghezza. Inoltre, si è costatato la distruzione di una parte dell’impianto di forestazione stimabile in circa 5000 mq, causato in parte da un incendio e in parte dalla distruzione diretta delle piantine forestali”.
Un danno ingente di natura certamente dolosa: gli uffici tecnici di Città metropolitana sono a lavoro per stimare il danno economico arrecato e per provvedere alla regolare denuncia alle forze dell’ordine.
Dei 900 ettari complessivi, una grande parte ricade sul territorio di Roma Capitale, inclusa la sezione della pineta di Castelporziano, all’interno della Tenuta del Presidente. L’intervento al Parco Bonafede assume un particolare rilievo soprattutto perché si tratta di un quartiere – l’Alessandrino – colpito maggiormente dal fenomeno delle isole di calore. A sottolinearlo, anche il recente rapporto di Legambiente che evidenzia come l’assenza di parti ombreggiate porti le temperature al suolo – mediamente sui 40° – a sfiorare i 60° nelle aree più esposte.
Di fronte al fenomeno evidente del cambiamento climatico e delle ondate di calore – che quest’anno superano già di numero quelle verificatesi nell’intera estate 2025 – la riforestazione di intere porzioni di territorio urbano fanno parte della strategia complessiva di contrasto voluta dal Sindaco Gualtieri, con azioni congiunte tra Roma Capitale e Città metropolitana di Roma Capitale, per il benessere dei cittadini.
A fronte della stima del danno e all’esito delle indagini, Città metropolitana stabilirà quali azioni di recupero saranno possibili nella zona interessata dal danno, considerando che l’opera di forestazione prevede 5 anni di cure colturali successivi alla messa a dimora delle piante.



