Comunicato stampa
Educare al cambiamento e alla responsabilità attraverso il contatto con la natura e l’attività pratica: è il percorso che si sta svolgendo all’Alberghiero di Ladispoli nella vasta area verde che circonda l’Istituto grazie all’iniziativa della Docente di Scienze dell’Alimentazione Prof.ssa Maria Bracci e del Prof. Domenico Falzarano. “Lavorare la terra richiede pazienza, impegno e rispetto delle regole, elementi spesso carenti proprio nei ragazzi.
Il nostro orto, appena nato, – ha aggiunto la Prof.ssa Bracci – è diventato così uno spazio di apprendimento all’aperto, alternativo e più stimolante rispetto alla didattica tradizionale. Abbiamo piantato basilico, basilico greco, prezzemolo, timo, origano, coriandolo, erba cipollina, aneto, rucola, insalatina da taglio e pomodori. Naturalmente – ha osservato ancora la Prof.ssa Bracci – nel contesto di un Alberghiero, l’orto assume un alto valore professionale perché i prodotti coltivati possono essere utilizzati in cucina, creando un collegamento diretto tra terra e tavola e rafforzando la consapevolezza sull’origine degli alimenti e sulla qualità delle materie prime.
C’è di più: di fronte a diversi casi di studenti sospesi per problemi disciplinari – ha aggiunto la Prof.ssa Bracci – abbiamo capito che limitarsi ad approcci giudicanti è spesso inefficace e controproducente, e allora abbiamo deciso di scommettere sull’inclusione per rientrare al più presto in un percorso educativo positivo.
Con il supporto della nostra Dirigente scolastica Prof.ssa Lidia Cangemi, abbiamo dunque sollecitato gli allievi maggiormente in difficoltà a dare il loro contributo nella realizzazione dell’orto didattico. Ad affiancarci sono stati Walter Muollo e Rosario Sasso del Comitato “Salviamo il paesaggio”, che già a febbraio ci avevano aiutato a piantare 11 alberi nell’area verde che circonda il nostro Istituto. Oggi il nostro piccolo orto didattico è uno spazio aperto a tutti gli studenti dell’Istituto.
Crediamo in un’educazione attiva e trasformativa perché solo così – ha concluso la Prof.ssa Bracci – la scuola può andare oltre la teoria diventando un luogo di crescita reale”.


