Il ministro BonafedeΒ sottolinea che dei quasi 3 miliardi di euro del Pnrr destinati alla Giustizia 2,3 miliardi sono destinati ad assunzioni a tempo determinato
“Non soltanto gli investimenti richiesti dal ministero della Giustizia, ma l’intero Piano nazionale di ripresa e resilienzaΒ sarΓ scrutinato tenendo conto della capacitΓ diΒ affrontare con riforme normative, investimenti e misure organizzativeΒ i problemi del processo civile e penale e di apprestare unβefficace prevenzione della corruzione“. Lo si legge nella relazione sullo stato dell’amministrazione della Giustizia depositata dal GuardasigilliΒ Alfonso Bonafede.
“La confidence delle istituzioni europee verso le prospettive di rilancio del nostro Paese – si legge ancora nel documento – Γ¨ dunqueΒ fortemente condizionata dallβapprovazione di riforme e investimenti efficaci nel settore della giustizia. Non puΓ² del resto sfuggire come qualsiasi progetto di investimento, anche estraneo al settore giustizia strettamente inteso, per essere reputato credibile devβessere immunizzato dal rischio che un lungo contenzioso giudiziario ne ostacoli la realizzazione entro le scadenze stabilite dal Regolamento Ngeu”.
I progetti di riforma del processo penale, del processo civile e dell’ordinamento giudiziario, approvati dal Consiglio dei ministri nellβanno 2019 e nel 2020, “sono attualmente all’esame del Parlamento”, si rileva nella relazione, in cui si sottolinea che “si tratta diΒ misure elaborate prima della pandemia, della crisi economica e sociale che ne Γ¨ conseguita e, dunque, prima che si aprissero le prospettive di ripresa incarnate dal Next Generation EU”.
Dei circaΒ 3 miliardi di euroΒ attribuiti dalla bozza di Pnrr trasmessa al Parlamento alΒ settore della giustizia, 2,3 miliardi sono destinati ad assunzioni a tempo determinato dedicate in larga parte al rafforzamento e alla riqualificazione del cosiddetto ‘ufficio per il processo‘, che “potrΓ Β ora essere alimentato daΒ 16mila addetti”Β Β si legge nella relazione e dove si spiega anche cheΒ 4.200 operatori a tempo determinatoΒ “saranno chiamati a rafforzare la capacitΓ Β amministrativa del sistema”: una parte di questo personale “integrerΓ Β le cancellerie per sostenere l’aumento di incombenze amministrative (tra le altre, notifiche, depositi e comunicazioni) che conseguirΓ Β all’incremento delle decisioni prodotte dai giudici assistiti dallo staff descritto.
Altri sarannoΒ selezionati nell’ambito di profili tecniciΒ (tra i quali architetti, ingegneri, geometri, contabili, informatici, operatori di data entry, analisti dell’organizzazione, statistici), particolarmente importanti per attuare e monitorare le diverse linee di innovazione finanziate dal Pnrr”, mentre “un contingente di 100 magistrati onorari ausiliari supporterΓ Β la sezione tributaria della Corte di Cassazione, che è gravata da un numero di pendenze superiore al dato globale di tutte le altre sezioni civili della Corte di legittimitΓ ”.
Gli investimenti in risorse umane hanno dunque, si legge nella relazione, un “obiettivo puntuale”: lo scopo “è quello di assorbire, nell’orizzonte previsto (2026), l’arretrato che rappresenta il principale fattore di rallentamento dei processi e l’ostacolo pratico all’attuazione del diritto alla ragionevole durata. Qualora tali linee di investimento trovassero il consenso del Parlamento e, successivamente, delle istituzioni europee, si prevede, secondo la pianificazione prospettata dal ministero, che giΓ Β nel 2021 circaΒ 10mila persone potrebbero entrare negli uffici per supportare la giurisdizione“, si legge ancora nel documento.
Nella relazione trasmessa alle Camere dal ministro BonafedeΒ si sottolinea che “la pandemia ha determinato un rallentamento dell’attivitΓ Β e i dati testimoniano, tuttavia, che essa non si è mai interrotta”.
“I tribunali e le Corti di appello nel settore civile hanno definito piΓΉΒ di quanto sia stato iscritto – si legge –Β Β sia in primo che in secondo grado leΒ pendenze del civile al 31 dicembre 2020 sono diminuiteΒ anche rispetto al dato del 2019 (229.959 nel 2020 contro i 241.673 del 2019 per la Corte e 1.988.477 contro i circa 1.989.905 per i tribunali)” e soprattutto “nel secondo semestre dell’anno (fase 2 dell’emergenza sanitaria) la produzione degli uffici del settore civile Γ¨ stata tale da determinareΒ un indice di smaltimento dell’arretratoΒ (clearance rate)Β di segno positivo: 1,12 nelle Corti d’appello; 1,08 nei tribunali”.
In questi mesi di pandemia “è stata avviata una vera e propria rivoluzione digitale che oggi investe anche il processo penale e la Corte di Cassazione”- si legge ancora nella relazione –Β Β “nel settore penale, il dialogo con l’Avvocatura ha preceduto l’elaborazione delle disposizioni che consentono laΒ remotizzazione di alcune attivitΓ Β relative alla fase delle indagini preliminari: i videocollegamenti sostitutivi della partecipazione non hanno mai interessato, al di fuori dei casi giΓ Β previsti dall’ordinamento, le udienze deputate alla raccolta della prova dichiarativa. Le misure legislative di remotizzazione delle udienze di discussione, cosi’ come la cosiddetta cartolarizzazione dei giudizi penali d’appello e di legittimitΓ Β e laΒ trattazione scritta di alcune fasi del giudizio civile, sono sempre state condizionate al fatto che le parti non abbiano manifestato la volontΓ Β di presenziare o trattare oralmente la controversia”.
Resta sostanzialmente stabile il numero dei processi pendenti civili e penali:Β il “totale deiΒ fascicoli pendenti del settore civileΒ nel 2020 risulta complessivamente stabile rispetto al 2019. – Γ¨ scritto nella relazione – nel dettaglio, presso la Corte di Cassazione, in linea con la tendenza registrata negli anni precedenti, si mantiene un andamento crescente (+2,9%); in Corte d’appello prosegue il trend decrescente degli ultimi anni (-4,8%); i tribunali ordinari presentano un dato stabile rispetto allo scorso anno, i tribunali per i Minorenni mostrano una decrescita pari all’1,3% e, da ultimo, la pendenza dei giudici di pace evidenzia una lieve crescita (+1,2%)”.
Al 31 dicembre 2020 il numero totale di fascicoli civili pendenti era pari a 3.292.218 (al netto dell’attivita’ del giudice tutelare, degli accertamenti tecnici preventivi in materia previdenziale e delle verbalizzazioni di dichiarazioni giurate in tribunale).
Se si considerano i soli procedimenti di area Sicid (al netto quindi delle procedure concorsuali e delle esecuzioni), alla fine del 2020 le pendenze erano pari a 2.818.575, con una variazione positiva dello 0,4% rispetto al minimo registratosi nel 2019 (che rappresentava il dato migliore dal 2003), connessa al rallentamento dell’attivitΓ Β dovuta all’emergenza epidemiologica.
In media, nel 2020 il clearance rate complessivo (rapporto tra procedimenti definiti e iscritti) è stato pari a 1,01, un valore di “sostanziale stabilita’”, si legge nella relazione, dove si rileva che “tuttavia, occorre considerare che l’andamento e’ il risultato di una riduzione sia dei procedimenti sopravvenuti (-18%) che di quelli definiti (-20%) rispetto al dato del 2019”.
Nel corso dell’ultimo anno anche il numero complessivo diΒ procedimenti penali pendentiΒ presso gli uffici giudiziari è rimasto stabile, attestandosi a 2.676.750 procedimenti alla data del 30 settembre 2020.
Nei primi nove mesi del 2020, si legge nel documento, in relazione con il rallentamento delle attivitΓ Β dovuto all’emergenza epidemiologica, il totale dei procedimenti penali pendenti presso gli uffici giudicanti è cresciuto del 4,3%. Nello stesso periodo si Γ¨, invece, ridotto il numero di procedimenti pendenti dinanzi agli uffici requirenti (-2,7%).
L’analisi dinamica su scala nazionale del dato – elaborata comparando il periodo 1.10.2019-30.09.2020 al periodo 1.1.2019-31.12.2019 – mostra che ad un generalizzato calo del numero delle nuove iscrizioni (-11,71% sul totale), corrisponde un altrettanto generale calo delle definizioni (pari al -16,40%). Globalmente, si registra un aumento delle pendenze pari all’1,51%.
“Altro settore di particolare attenzione attiene all’obsolescenza degli edificiΒ – si spiega nella relazione –Β Β al degrado degli spazi della giustizia e all’inadeguatezza dimensionale delle strutture, esasperata dalle esigenze di distanziamento imposte dalla pandemia”.
“Una delle linee di finanziamento, dell’ammontare di circa 470 milioni di euro – conclude –  è perciΓ²Β dedicata alla realizzazione di nuove cittadelle giudiziarie e alla riqualificazione delle strutture esistenti, in un’ottica green e di sicurezza sismica”.
(Agi)


