Ladispoli: il no del Consiglio comunale all’arrivo di Acea

Il Consiglio comunale di Ladispoli ha detto un secco no allโ€™arrivo di Acea a Ladispoli. Nella seduta di martedรฌ 9 dicembre la massima assise civica ha votato allโ€™unanimitร  la mozione con la quale ribadisce la volontร , giร  espressa dallโ€™Amministrazione comunale, di non trasferire, come richiesto dalla Segreteria Tecnico Operativa dell’Ato 2 Lazio Centrale โ€“ Roma, la gestione dei servizi idrici integrati e di proseguire, quindi, la gestione in house attraverso la partecipata.

โ€œLโ€™acqua di Ladispoli โ€“ ha detto il sindaco Crescenzo Paliotta โ€“ non si tocca. Se da una parte la Segreteria Tecnica Operativa dellโ€™ATO 2 ci ha chiesto, supportata dallo โ€œSblocca Italiaโ€, la consegna immeditata della gestione dei servizi idrici integrati, dallโ€™altra noi ribadiamo fermamente che la gestione dellโ€™acqua deve rimanere pubblica. Le nostre ragioni traggono forza da due aspetti: il ย referendum sullโ€™acqua pubblica e le notevoli discordanze normative tra leggi regionali e statali. Inoltre le Ato non esistono piรน e ad oggi non sono stati determinati i nuovi bacini. In questa situazione non possiamo permettere che ai cittadini di Ladispoli venga scippato un servizio che รจ sempre stato un modello di efficienza con tariffe tra le piรน basse dโ€™Italia. Come si puรฒ chiedere ad un Comune di passare da una gestione totalmente pubblica come รจ la Flavia Acque ad Acea Ato 2 che รจ per il 51% pubblica e per il 49% privata? Sconfesseremmo quanto stabilito dai 27 milioni di italiani con il referendum sullโ€™acqua pubblica. ย Infine la normativa in materia di risorse idriche รจ molto controversa. Se una parte la Regione Lazio con la legge 5 del 2014 riconosce il diritto ad ogni singolo ente a provvedere direttamente alla gestione del servizio idrico integrato sul proprio territorio, dallโ€™altra il Parlamento con Legge 164 del 2014 stabilisce il subentro del gestore del servizio integrato (Acea) ai soggetti locali, pur rinviando questa sostituzione alla scadenza naturale dellโ€™atto che regola il rapporto. Occorre evidenziare anche che la legge dello Stato interviene nelle more di un giudizio di legittimitร  costituzionale della legge regionale che, attualmente, non ci risulta ancora definito. Noi chiediamo โ€“ ha concluso Paliotta – alla Regione Lazio di attuare la legge regionale sulla โ€œTutela, governo e gestione pubblica delle acqueโ€.

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