Sulla “fase2” se ne sentono di tutti i colori: chi protesta perché si aspettava una riapertura in grande stile, chi accusa il governo di aver ristretto ristretto gli spazi democratici violando la Costituzione, chi fantastica su complotti internazionali, chi dice che l’epidemia è una grande montatura orchestrata per favorire il commercio dei vaccini….
Sicuramente viviamo un periodo di grande emergenza, e ricordiamo tutti, o quasi tutti, il rischio che i nostri ospedali potessero andare in crisi irreversibile con i reparti di terapia intensiva al collasso.
Al di là di errori, incertezze, problemi anche fra i decisori politici, una cosa è certa: avremmo bisogno di una maggiore coesione fra le Istituzioni nazionali e territoriali insieme ad un grande senso di responsabilità di tutti i cittadini; per fortuna la gran parte degli italiano ha capito, e questo inizio di fase2 si è svolto, tutto sommato, in maniera ordinata e senza grossi problemi.
Ora bisogna andare avanti, con attenzione e senso di responsabilità: insieme ce la faremo!
Su questo argomento pubblichiamo la lettera di una nostra amica, il dott. Dianella Viola, che ringraziamo di cuore. Eccola:
Ai Lettori de l’Agone,
sono Dianella Viola, medico. Qualcuno mi avrà conosciuto durante i nostri contributi sul giornale lagone, ma probabilmente molti altri al Distretto in via del Lago, dove ho lavorato fino al 2017.
Leggendo gli Edioriali del presidente Giovanni Furgiuele ho avuto un momento di apprensione e compreso la sua ansia. L’ansia di proteggerci.
Da oggi, siamo di nuovo (quasi) liberi e ciò che accadrà dipenderà solo dal nostro comportamento.
Il virus, il Covid-19, è ancora tra noi e, come una macchina cieca, non vede l’ora di riprendere vigore per riprodursi. È molto democratico in questo: non fa discriminazioni, colpisce tutti, qualcuno un po’ di più, qualcuno un po’ di meno, ma colpisce tutti.
Oggi abbiamo vinto una battaglia, che ci è costata cara in termini di malati e morti e in termini economici, e non la guerra, la guerra la vinceremo solo con il vaccino o con un miracolo.
Ecco perché il nostro comportamento è determinante: dobbiamo rispettare le regole per coloro che si sono ammalati, per coloro che sono morti, per coloro che lavorando stanno combattendo anche per noi ed infine per noi stessi. Perché salvaguardare noi stessi vuol dire proteggere i nostri figli e i nostri cari, che non possono fare a meno di noi.
Oggi, personalmente, ho un senso di speranza per un futuro positivo, ma sempre con la prudenza che mi porta a fare il giusto, poiché il nemico è invisibile e spietato.
Godiamo del sole di queste belle giornate e procediamo con cautela.
Un abbraccio virtuale
Dr.ssa Dianella Viola



