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Ladispoli, l’Assessore Frappa annuncia il ritorno della rassegna estiva alla Grottaccia: al via il 19 giugno la quarta edizione

Comunicato stampa

Prenderà ufficialmente il via il prossimo 19 giugno la quarta edizione della rassegna estiva ospitata presso il suggestivo sito archeologico della Grottaccia, uno dei luoghi più identitari e affascinanti del patrimonio culturale cittadino.
La rassegna è promossa e patrocinata dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Ladispoli, organizzata in collaborazione con l’Associazione Valigia dell’Attore e con la direzione artistica di Leonardo Imperi.
Anche quest’anno la Grottaccia si prepara a diventare il cuore pulsante dell’estate ladispolana, con un calendario ricchissimo di appuntamenti dedicati a tutte le fasce d’età: musica, danza, teatro, spettacoli, incontri culturali e iniziative pensate per coinvolgere cittadini e visitatori in un’esperienza di condivisione e partecipazione.
Per il quarto anno consecutivo, questo straordinario spazio archeologico si conferma un palcoscenico privilegiato per le associazioni del territorio e non solo, diventando sempre più un luogo vissuto, frequentato e amato dalla comunità. Un progetto che negli anni è cresciuto costantemente, valorizzando il patrimonio storico e archeologico attraverso la cultura e l’aggregazione sociale.
Ad inaugurare la stagione sarà la NLD – Nuovo Laboratorio Danza, diretta da Maria Napoli, che porterà in scena i propri spettacoli nelle serate del 19 e 20 giugno, dando il via a una lunga estate di eventi.
«La Grottaccia rappresenta oggi uno dei simboli più significativi della nostra proposta culturale estiva – dichiara l’Assessore alla Cultura Margherita Frappa –. Un luogo che, anno dopo anno, è riuscito a conquistare il cuore dei cittadini grazie alla qualità delle iniziative proposte e all’impegno delle tante associazioni che contribuiscono a renderlo vivo. Anche quest’anno offriremo un programma capace di parlare a pubblici diversi, confermando la cultura come strumento di valorizzazione del territorio e di crescita della comunità».
I dettagli completi della rassegna della Grottaccia e dell’intero programma degli eventi estivi che interesseranno il territorio comunale saranno illustrati nel corso della conferenza stampa di presentazione degli eventi estivi, prevista nei prossimi giorni.

 

Ufficio Stampa
Comune di Ladispoli
Tel: +39 06 992311
Web: https://www.comune.ladispoli.rm.it/
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Ultimo appuntamento del progetto di Alessandra Rossi: Il libro della domenica

Domenica 14 giugno, nella libreria Giunti al Punto a Bracciano centro, sono state lette alcune pagine del romanzo di Alessandro Orofino Nessuno mi salverà. L’incontro ha chiuso la stagione del progetto ideato da Alessandra Rossi, attivo da circa un anno, che ogni mese propone la lettura di brani di autori locali da parte di altri scrittori del territorio. L’iniziativa, durante tutto l’anno, ha registrato un’ampia partecipazione e riprenderà a settembre.

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In questa occasione, Francesca Reboa e Lorenzo Avincola hanno letto alcuni estratti del romanzo e guidato una discussione con l’autore sul tema del femminicidio, centrale nel libro e affrontato da una prospettiva originale. Il dialogo si è protratto oltre il previsto, impedendo la lettura di ulteriori brani.

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L’episodio ha confermato la capacità della lettura di generare interesse e approfondimento, oltre ogni scaletta programmata. È questo l’obiettivo della rassegna: leggere, spiegare, coinvolgere il pubblico e aprire il confronto sui temi delle opere.

A settembre ripartirà un nuovo ciclo de Il Libro della domenica. Scrittori leggono scrittori.

Redazione L’agone

 Molestie sul lavoro, presentazione degli esiti del sondaggio anonimo

Comunicato stampa

promosso dalla Consigliera di Parità di Città metropolitana
presso le sei ASL del territorio
Giovedì 18 giugno ore 10.00 presso Villa Altieri, Roma
 
Roma, 16 giugno 2026 – Prosegue il percorso del Progetto per l’emersione, la sensibilizzazione e il contrasto alle molestie sui luoghi di lavoro, promosso dalla Consigliera di Parità della Città metropolitana di Roma capitale Gianna Baldoni con la collaborazione di CgilCislUil e Usb.
Lo scorso anno il progetto aveva raggiunto le dipendenti di nove grandi Società (di cui cinque a partecipazione pubblica e tre multinazionali), e delle quattro Università pubbliche di Roma (Sapienza, Tor Vergata, Roma Tre, Foro italico).
Da febbraio a maggio di quest’anno migliaia di lavoratrici delle ASL del territorio (Roma 1, Roma 2, Roma 3, Roma 4, Roma 5 e Roma 6) sono state invitate a rispondere al sondaggio anonimo riguardante il proprio vissuto nel mondo del lavoro, e a confrontarsi con la realtà delle molestie e dei trattamenti discriminatori, iniziando dalle definizioni giuridiche poste a inizio sondaggio.
Giovedì 18 giugno alle ore 10, a Villa Altieri (V.le Manzoni, 47 – Roma), avrà luogo la presentazione dei risultati emersi dal Progetto, il cui obiettivo è informare e creare consapevolezza sul fenomeno delle molestie.
Aprirà l’incontro la Consigliera di Parità di Città metropolitana di Roma Capitale Gianna Baldoni, che illustrerà gli esiti del progetto. Di seguito, il saluto istituzionale di Tiziana Biolghini, Consigliera Delegata Politiche sociali e Pari Opportunità di Città metropolitana Roma Capitale. Interverranno: Anna Alaimo, Componente Commissione Nazionale di Parità CCNL Metalmeccanici, Roberto Cacioli, Presidente Cug ASL Roma 6, Diana Agostinello, Segretaria regionale Cgil Roma e Lazio, Laura Bianchi, Coordinatrice donna Ust Cisl Roma Capitale Rieti e Cisl FP Lazio, Alessandra Raciti, Segretaria regionale Uil Lazio. Di seguito sarà dato spazio a domande e interventi dalla sala.

PREMIO CARLO LAURI: TRIONFA LA RICERCA ODONTOSTOMATOLOGICA ALL’UNIVERSITA’ DI ROMA LA SAPIENZA

Comunicato stampa

Si è svolta lunedì 15 giugno 2026, presso l’Aula Capozzi del Policlinico Umberto I a Roma, la cerimonia conclusiva della prima edizione del Premio Carlo Lauri, un riconoscimento nato dalla sinergia tra l’Università di Roma La Sapienza e il Rotary Club Roma Campidoglio per sostenere i giovani clinici e valorizzare le migliori tesi di laurea sulle malattie odontostomatologiche discusse nell’Anno Accademico 2023/2024. La Magnifica Rettrice della Sapienza, Antonella Polimeni, ha aperto l’evento evidenziando il valore profondo dell’iniziativa e spiegando che “il conferimento delle borse dedicate alla memoria del collega Lauri a giovani laureati ha un doppio significato: significa certamente onorare la memoria e mantenere presente la figura di un eccellente professionista come esempio per i più giovani, ma rappresenta anche, per i nostri premiati, uno stimolo al riconoscimento al merito e un segnale importante per il diritto allo studio”.

Il ruolo strategico dell’ateneo nel tessuto sociale e lo stimolo alla ricerca scientifica sono stati poi rimarcati dal Direttore del Dipartimento di Scienze Odontostomatologiche e Maxillo Facciali, Umberto Romeo, secondo cui “l’iniziativa è importante perché rappresenta proprio quella che viene definita la terza missione dell’ateneo, dell’università, cioè cercare di creare un contatto tra quella che è l’istituzione accademica e il territorio sociale; il Rotary, sotto questo punto di vista, rappresenta proprio il contatto con la società e quindi abbiamo accolto subito positivamente questa iniziativa che tende a migliorare e valorizzare i giovani nell’ambito della ricerca, ponendosi come il giusto trait d’union tra territorio e accademia”.

Il cuore della cerimonia è stato poi scandito dal toccante momento della memoria affidato a Carla Testa Lauri, che nel ricordare la figura del professionista ha spiegato che “Carlo Lauri, oltre a essere un grande e serio professionista, era un grande uomo, un grande padre, un uomo amante della vita, della libertà e del suo lavoro”. A seguire, il Presidente della Commissione Alberto De Biase ha esaltato nella sua relazione tecnica l’altissimo livello qualitativo e il rigore scientifico degli elaborati presentati, evidenziando l’eccellenza didattica dell’ateneo. La giornata si è infine conclusa con la consegna dei premi da parte di Gabriele e Giorgio Lauri, che hanno proclamato i vincitori e consegnato le borse di studio ai giovani ricercatori, siglando un ideale passaggio di testimone verso il futuro della ricerca odontostomatologica.

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“SUDDITANZA DALL’AMERICA”, CONFERENZA DI AMEDEO LANUCARA ALLA MONDADORI DI BRACCIANO

Venerdì 19 giugno 2026 – Ore 17.30

Sede della libreria MONDADORI, Via Braccianese, 8-12-14, Bracciano

Amedeo Lanucara, scrittore e giornalista

  Nel corso della manifestazione saranno anche presentati due libri

del conferenziere Lanucara sul dramma del Leader Dc:

Quando la Cia rapì Moro” e “In via Fani io non c’ero”

“Sudditanza dall’America”

(Moro pagherà con la vita le sue riottosità)

L’Italia finge di scordarselo. Nel ‘43, sbriciolatisi Mussolini e il Fascio, con le bombe che ci piovevano addosso e il Paese invaso, noi ci si arrese senza condizioni, alla mercé dei Vincitori. Non basta. Malgrado il coraggio dei nostri Soldati, la sconfitta fu senza onore. Re, Corte, Governo e Generalotes, temendo l’ira dell’ex-alleato Nazi, scapparono da codardi a Pescara, lasciando l’Esercito senza ordini, allo sbaraglio. E l’ex-Duce di Salò, nel ‘45, tenterà anche lui la fuga, travestito da caporale germanico. Ben diversa la dignitas di Führer, Mikado, Ministri e Generali nippo-tedeschi, in trincea fin all’ultimo. V’è anzi chi (come Hitler) preferirà il suicidio. Il fascio-bellicismo, peraltro, fu d’una irresponsabilità inaudita. S’era “mosche cocchiere” con le “pezze-al-culo”, senz’armi e materie prime.

Nel giugno ‘40, tuttavia, fummo noi a dichiarar guerra (non il contrario!) nientemeno che alla Gran Bretagna, il più grande e ricco impero coloniale Non basta. Da lì a poco sfideremo prima l’Unione Sovietica, popolazione sestupla e territorio 175 volte superiore; e poi attaccheremo persin l’America, popolazione e territorio sestupli, tessuto industriale mille volte superiore (produsse da sola più navi, aerei e thanks degli altri belligeranti messi insieme). Inevitabile la sconfitta. Nel dopoguerra l’America s’impone leader dell’intero Occidente: sia degli sconfitti (Roma e Bonn,. cui fu vietato il riarmo), sia dei co-vincitori (Londra e Parigi). Nel ‘56 impose a queste ultime il ritiro da Suez. Durissimi gli scontri con De Gaulle, che volle farsi l’atomica.

Nel ‘45 i Vincitori potevano annientarci. Ma l’America preferì sovvenzionarci, per risorgere dalle macerie (Piani Marshall-Erp). Non per generosità, che in politica latita; ma per usarci da prima linea contro l’espansionismo sovietico. Ovvio: l’aiuto non fu gratis, ci obbligava ad una sovranità limitata. La nostra politica estera doveva adeguarsi a quella Usa; all’interno potevamo arricchirci, ma col Pci fuori gioco. “At any cost”. Se no, guai! E’ quel che il 25 settembre 1974 Kissinger rinfacciò a Moro. ministro degli esteri nell’ultimo governo Rumor e premier “in pectore” d’un nuovo esecutivo. A Moro, che teorizzava la “strategia dell’attenzione” verso il Pci per futuri “inciuci”, Kissinger sibilò: “la pacherai cara”; una minaccia ribadita nel giugno ‘76 al G-7 di Portorico. Il 16 marzo ‘78 ecco puntuale il sequestro (e poi l’assassinio) del leader Dc. Si disse ad opera delle Br. Prive però della forza per una tal impresa.

Si richiedeva un controllo assoluto del territorio, che sol i Servizi posson dare. Decriptando, unico finora, le lettere dalla prigionia, il conferenziere Amedeo Lanucara chiosa due suoi libri: “Quando la Cia rapì Moro” e “In via Fani io non c’ero”, Fefè Editore. Solo la super-potenza Usa, egli scrive, poteva organizzare una simile impresa, con “l’aiutino” di P2, Mafie, Destre eversive, vertici di Servizi e Polizie, servitù politiche. A quei tempi Washington, per differenziarsi moralmente da Mosca, faceva, sì, le usuali “porcherie” imperiali, ma attribuendole ad altri, per il “bon ton”. Oggi, con Trump, delle “porcherie” ci si vanta… Su questi temi s’aprirà un dibattito.

con il patrocinio del Comune di Bracciano

Nuovo asfalto in via dei Cipressi a Campo di Mare, saranno sostituite anche le alberature

Comunicato stampa

“Nelle prossime ore prenderanno il via i lavori per il rifacimento completo del manto stradale in Via dei Cipressi a Campo di Mare. Lavori di riasfaltatura inclusi all’interno di un appalto ben più ampio concernente ulteriori opere pubbliche sempre nella Frazione di Campo di Mare. Prima dell’avvio dei lavori, ritengo doveroso però informare dettagliatamente la cittadinanza sull’evolversi del cantiere: sarà infatti necessario, per consentire la corretta esecuzione dell’opera, sostituire delle alberature, le cui radici in questi anni hanno purtroppo ammalorato il manto stradale. Questi, saranno immediatamente sostituiti con alberature nuove”.

“Il rifacimento di via dei Cipressi, che comprenderà anche la realizzazione di una serie di posti auto, come detto, si inserisce all’interno di un appalto ben più ampio – aggiunge l’Assessore alle Opere Pubbliche Matteo Luchetti – questo prevede la riqualificazione dell’area antistante l’intersezione tra Lungomare dei Navigatori Etruschi e via delle Palme e il ripristino del manto stradale della rotatoria successiva al cavalcavia di accesso alla Frazione e intersezioni limitrofe”.

RILANCIO SANITÀ TERRITORIALE. NURSING UP: «IL NODO DELL’INFERMIERE DI FAMIGLIA E COMUNITÀ NON È PIÙ RINVIABILE. MANCA UN VERO RICONOSCIMENTO CONTRATTUALE»

Comunicato stampa

De Palma: «L’Europa investe da anni sulle figure infermieristiche specializzate nella gestione delle cronicità. L’Italia arriva all’appuntamento con il PNRR senza aver completato il percorso di riconoscimento professionale e contrattuale dell’Infermiere di Famiglia e Comunità. Per questo porteremo al tavolo del CCNL 2025-2027 la richiesta di uno specifico inquadramento contrattuale: dirigenza per le nuove Lauree Magistrali cliniche ed Elevata Qualificazione per i professionisti con laurea di primo livello, titoli equipollenti e master».

ROMA, 15 GIUGNO 2026 – A pochi giorni dalla scadenza del 30 giugno 2026, termine fissato dal PNRR per il completamento della rete territoriale e delle Case della Comunità, e mentre il confronto per il rinnovo del CCNL Comparto Sanità 2025-2027 è giunto alla quarta riunione presso l’ARAN, il sindacato Nursing Up richiama l’attenzione su una delle questioni che rischiano di diventare il principale punto irrisolto della riforma della sanità territoriale: il ruolo, l’inquadramento contrattuale e la valorizzazione dell’Infermiere di Famiglia e Comunità (IFeC).

L’EUROPA CORRE VELOCE, L’ITALIA È ANCORA FERMA

Il DM 77/2022 individua l’Infermiere di Famiglia e Comunità come figura di riferimento dell’assistenza territoriale e della presa in carico continuativa dei cittadini, prevedendo uno standard di un professionista ogni 3.000 abitanti, pari a un fabbisogno di circa 20.000 infermieri sul territorio nazionale.

Eppure, secondo Nursing Up, continua a mancare una cornice professionale e contrattuale coerente con le responsabilità attribuite a questa figura, chiamata a svolgere funzioni strategiche nella gestione delle cronicità, nella prevenzione, nel monitoraggio dei pazienti fragili e nella continuità assistenziale.

Le più recenti raccomandazioni della Commissione Europea nell’ambito del Semestre Europeo 2026 confermano la necessità di rafforzare l’assistenza territoriale e la gestione delle patologie croniche. In molti Paesi europei questo percorso è stato accompagnato dalla valorizzazione di figure infermieristiche specializzate.

In Spagna l’infermieristica familiare e di comunità è riconosciuta come specialità professionale. In Finlandia gli infermieri di comunità rappresentano una componente strutturale dell’assistenza territoriale. Nel Regno Unito le figure dedicate alle cure di prossimità costituiscono da anni un pilastro consolidato del sistema sanitario.

«Mentre molti Paesi europei hanno costruito la sanità territoriale partendo dalla valorizzazione delle competenze infermieristiche avanzate – afferma Antonio De Palma – in Italia continuiamo a discutere di modelli organizzativi senza aver ancora risolto il nodo della piena valorizzazione della figura che dovrebbe rappresentare uno dei cardini della riforma».

UN PAESE SEMPRE PIÙ ANZIANO E SEMPRE PIÙ CRONICO

La centralità dell’IFeC è legata all’evoluzione stessa dei bisogni assistenziali del Paese.

Oggi oltre 12,8 milioni di italiani convivono con forme di multicronicità, mentre più di 7 milioni di persone presentano contemporaneamente multimorbilità e limitazioni funzionali. Numeri destinati ad aumentare in una popolazione che invecchia progressivamente e che richiede modelli di assistenza sempre più orientati alla prossimità, alla domiciliarità e alla presa in carico continuativa.

È proprio per rispondere a questa trasformazione che l’Europa continua a chiedere agli Stati membri di investire sulla sanità territoriale, sulla gestione delle patologie croniche e sull’assistenza di prossimità.

IL TEMA ARRIVERA’ AL TAVOLO DEL CCNL

Per Nursing Up il rinnovo del CCNL Comparto Sanità 2025-2027 rappresenta l’occasione per colmare un vuoto non più rinviabile.

«Porteremo formalmente al tavolo negoziale la richiesta di un inquadramento coerente con le competenze e le responsabilità esercitate dagli Infermieri di Famiglia e Comunità. Non è possibile istituire nuove Lauree Magistrali a indirizzo clinico, tra cui quella dedicata alle Cure Primarie e all’Infermieristica di Famiglia e Comunità, e continuare a collocare queste figure nello stesso contenitore professionale.

Per queste professionalità deve essere previsto un accesso immediato all’area della dirigenza.

Allo stesso tempo, gli infermieri in possesso di laurea di primo livello, titoli equipollenti e master che svolgono funzioni di Infermiere di Famiglia e Comunità devono trovare una collocazione nell’Area di Elevata Qualificazione, con percorsi professionali coerenti con le responsabilità esercitate.

Continuare a considerare questi professionisti come semplici infermieri generalisti ai quali affidare un incarico rappresenterebbe un errore strategico che rischia di indebolire la riforma della sanità territoriale», sottolinea De Palma.

Non va inoltre dimenticato che la cornice normativa da cui prende avvio il percorso dell’Infermiere di Famiglia e Comunità nasce nel 2020, durante la fase emergenziale della pandemia (Decreto Legge n. 34 del 2020). Oggi però non si parla più di una risposta straordinaria, ma di una delle figure chiamate a sostenere in modo strutturale il nuovo modello di assistenza territoriale previsto dal PNRR e dal DM 77.

NON BASTANO LE STRUTTURE

«Se il sistema sanitario individua nell’Infermiere di Famiglia e Comunità uno dei pilastri della presa in carico territoriale – conclude De Palma – allora è arrivato il momento di riconoscerlo davvero sul piano professionale, contrattuale ed economico. Le Case della Comunità non saranno giudicate dal numero delle strutture inaugurate, ma dalla capacità di garantire una presa in carico reale, continuativa ed efficace dei cittadini più fragili e dei milioni di pazienti cronici presenti nel nostro Paese».

UFFICIO STAMPA NURSING UP

Igiene urbana a Cerveteri, Gubetti: “Sempre lavorato per tutelare lavoratori ed efficienza del servizio, pronta a incontrare azienda e parti sociali”

Comunicato stampa

“Ho letto con molta attenzione quanto emerso in questi giorni in merito al servizio di igiene urbana della nostra città. In qualità di Sindaco, ma ancor prima come persona che ha dedicato anni di lavoro e impegno diretto su questo tema, sento il dovere di fare alcune precisazioni necessarie.

Abbiamo trasformato il volto di Cerveteri, portando la raccolta differenziata dal 14% all’82%. Questo traguardo è stato possibile grazie alla sensibilità dei nostri cittadini, che ringrazio, e all’impegno costante di chi lavora quotidianamente sul campo. I nostri operatori, infatti, rappresentano il cuore pulsante di questo sistema. Sono tuttavia la prima a riconoscere che, in un territorio vasto e complesso come il nostro, le criticità non mancano: la pulizia delle strade e la cura del verde restano sfide aperte, rese spesso più difficili da comportamenti incivili, come i rifiuti di casa gettati all’interno dei cestini stradali o l’abbandono indiscriminato di rifiuti sul territorio, gesti che mortificano il lavoro di chi si impegna ogni giorno per il decoro della nostra città.

Sul fronte dei lavoratori la mia posizione non è cambiata nel tempo. Ho sempre considerato le lavoratrici e i lavoratori – dai tempi di Camassa a quelli di Rieco – dei partner fondamentali. Tutti loro sanno bene che, in questi anni, ho combattuto al loro fianco per ottenere inquadramenti e condizioni contrattuali migliori, più dignitosi e conformi alle mansioni svolte, compensando anche alcuni errori del passato.

 Conosco le loro difficoltà perché le ho affrontate insieme a loro, e chiunque abbia bussato alla mia porta ha sempre trovato ascolto e impegno. Anche oggi, sono al loro fianco: ho già avuto contatti diretti con l’azienda e con alcuni rappresentanti sindacali, e ho convocato un incontro per esaminare punto per punto le criticità sollevate. Il mio obiettivo è ristabilire un clima sereno e il pieno rispetto delle regole, ricordando che, se le tutele contrattuali non venissero onorate, la legge offre alle parti sociali e ai loro legali strumenti chiari per far valere i diritti dei dipendenti.

È doveroso fare chiarezza anche sulla figura del Direttore per l’Esecuzione del Contratto (DEC). L’Amministrazione non ha mai smesso di vigilare; il DEC è una figura che ha operato costantemente in questi anni. Semplicemente, giunto a naturale scadenza l’incarico triennale, stiamo completando la procedura di individuazione della nuova figura che svolgerà questo delicato compito per il Comune. Vi assicuro che, già entro la prossima settimana, avremo il nuovo DEC pienamente operativo per garantire che ogni obbligo contrattuale venga rispettato con il massimo rigore.

In questo percorso, voglio ringraziare l’Assessore all’Ambiente Alessandro Gnazi per la serietà e la professionalità con cui svolge il suo incarico. Avendo ricoperto personalmente lo stesso ruolo per molti anni, conosco bene la delicatezza di questo ambito e apprezzo l’attenzione costante con cui Alessandro opera quotidianamente.

Un ringraziamento va anche a tutto lo staff dell’Ufficio Ambiente, che gestisce quotidianamente questo servizio e le tante altre delicate questioni ambientali che riguardano il nostro territorio.

Il mio impegno resta quello di sempre: efficienza del servizio, decoro della nostra città e tutela ferma della dignità di chi lavora”.

Il Sindaco

Elena Gubetti

Agricoltura: Trattori veloci, proroga a fine anno per le revisioni.

Comunicato stampa

 Federacma: “Rinvio inevitabile, ma ora il sistema va messo davvero in condizione di funzionare

La scadenza per la revisione dei trattori agricoli veloci immatricolati tra il 1° gennaio 2017 e il 31 dicembre 2019 slitta dal 30 giugno al 31 dicembre 2026. Lo prevede il nuovo decreto della Direzione generale per la Motorizzazione del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, che prende atto delle difficoltà emerse nell’avvio dei controlli tecnici sui trattori a ruote con velocità massima di progetto superiore a 40 km/h, appartenenti alle categorie T1b, T2b, T3b, T4b e T5.

La proroga arriva dopo le criticità segnalate a metà aprile dalle principali organizzazioni del mondo agricolo e agromeccanico, tra cui Federacma – la Federazione Confcommercio delle associazioni nazionali dei servizi e commercio macchine agricole, operatrici e da giardinaggio – che insieme a Confagricoltura, CIA-Agricoltori Italiani, Copagri, CAI Agromec e UNCAI aveva scritto al Ministero per evidenziare il rischio concreto di un blocco operativo per migliaia di imprese.

Alla base del rinvio vi sono le difficoltà organizzative riscontrate sia dagli Uffici della Motorizzazione Civile sia dai centri privati autorizzati, in particolare per l’approvvigionamento delle attrezzature specifiche, la predisposizione degli spazi, l’organizzazione delle prove e l’applicazione uniforme delle procedure previste dal decreto dirigenziale n. 494 del 25 novembre 2025.

“Il rinvio al 31 dicembre era ormai inevitabile – dichiara Andrea Borio, presidente di Federacma – perché il sistema, nella maggior parte del territorio nazionale, non era ancora nelle condizioni di garantire alle imprese la possibilità concreta di adempiere all’obbligo di revisione entro il 30 giugno. Non si può chiedere agli operatori di rispettare una scadenza quando, in molti casi, gli uffici non accettano ancora le prenotazioni o non sono state date indicazioni operative sufficientemente chiare”.

Federacma sottolinea tuttavia che la proroga non deve diventare l’ennesimo rinvio fine a sé stesso. I primi casi di revisione conclusa con esito regolare, come avvenuto a Ravenna e a Cuneo, dimostrano infatti che il sistema può funzionare quando uffici, imprese e operatori sono messi nelle condizioni di lavorare con procedure chiare e strumenti adeguati.

“I casi già documentati dimostrano una cosa semplice: volendo, si può fare – prosegue Borio –. Dove la Motorizzazione si è organizzata, dove le procedure sono state applicate e dove le imprese si sono presentate con la documentazione in ordine, le revisioni sono state effettuate. Questo significa che non siamo davanti a un problema tecnico insuperabile, ma a una difficoltà organizzativa che va affrontata subito e in modo uniforme su tutto il territorio nazionale”.

Secondo Federacma, i prossimi mesi dovranno essere utilizzati per rendere realmente operativo il sistema. Servono indicazioni chiare agli Uffici della Motorizzazione Civileaccettazione delle prenotazioni tramite modello TT 2100, coinvolgimento dei centri privati autorizzatiformazione del personale tecnicomappatura delle strutture disponibili e una procedura transitoria che consenta alle imprese che hanno presentato richiesta di revisione e versato gli oneri previsti di continuare a operare fino alla convocazione.

“Accogliamo la proroga come una misura necessaria per evitare un fermo burocratico dei mezzi – aggiunge Borio – ma ora non bisogna perdere altro tempo. Da qui al 31 dicembre occorre costruire una rete operativa nazionale, capace di dare risposte omogenee alle imprese agricole, agromeccaniche e ai concessionari. Il rischio, altrimenti, è arrivare alla nuova scadenza con gli stessi problemi di oggi”.

Il tema riguarda mezzi moderni, spesso acquistati con investimenti rilevanti e inseriti in processi produttivi avanzati, anche legati all’Agricoltura 4.0. L’impossibilità di procedere alla revisione, per cause non imputabili ai proprietari, avrebbe potuto determinare conseguenze pesanti sulla circolazione stradale e sull’operatività delle imprese.

“Federacma ribadisce la piena disponibilità al confronto tecnico con il Ministero e con la Direzione generale della Motorizzazione – conclude Borio –. La revisione dei mezzi agricoli non è un adempimento formale: è un passaggio fondamentale per la sicurezza, per la modernizzazione del parco macchine e per la responsabilità dell’intero comparto. La proroga deve essere l’occasione per partire davvero, non per rinviare ancora il problema”.

ERRI DE LUCA A FILOROSSO (RAI 3): “LE PAROLE ME LE CERCO, LE DIFENDO. PENSO CHE LE PAROLE DIFENDANO ME”

Comunicato stampa

«Le parole me le cerco, le difendo. Penso che le parole difendano me». È da questa dichiarazione che Erri De Luca riparte nel corso della sua prima intervista pubblica dopo le recenti polemiche, andata in onda questa sera nella prima puntata della nuova stagione di “Filorosso” su Rai 3.

Lo scrittore, intervistato da Antonino Monteleone, ha scelto di riportare il confronto sul terreno che considera più suo: quello del linguaggio. «Le parole non sono semplicemente delle definizioni di vocabolario. Sono effetti sentimentali», ha spiegato, soffermandosi sul peso che i termini utilizzati nel dibattito pubblico possono avere sulla percezione della realtà.

Secondo De Luca, le parole non sono mai neutrali: «Ci sono parole che producono un sentimento di reazione e difesa in chi le ascolta». Per questo la scelta del lessico è determinante: «Lo cambia eccome. Ti dà un’altra definizione della realtà».

Nel corso dell’intervista, lo scrittore — che non ha voluto commentare le polemiche scaturite dalle dichiarazioni sul genocidio e sul sionismo a Gaza — ha rivendicato il valore della lettura come strumento di libertà e precisione linguistica. «Ho letto molti più libri di quanti ne ho scritti», ha ricordato. Un esercizio che, a suo giudizio, permette di acquisire «una proprietà di linguaggio e una precisione del vocabolario che ti difende meglio dalle parole della pubblicità e della politica».

Rievocando gli anni della formazione, De Luca ha sottolineato l’importanza attribuita allora all’uso rigoroso dei termini: «Quando ero giovane avevamo un vocabolario molto rigoroso che pretendeva che si usassero parole molto precise», ha spiegato. «Il proletariato era una parola obbligatoria per indicare una condizione sociale degli operai. Non potevi chiamarlo popolo».

Interpellato sulle reazioni seguite alle recenti vicende che lo hanno coinvolto, De Luca ha commentato: «La reazione non mi sorprende e neanche mi disturba», ricordando di aver ricevuto anche «manifestazioni di affetto e solidarietà».

Non è mancata una riflessione sul ruolo dei social network: «Si chiamano social, ma sono a-social. Uno sta dietro uno schermetto, pubblica qualcosa e si sente felice. Per me quella è proprio la dimostrazione dell’asocialità dei nostri tempi».

Infine, lo scrittore ha rivendicato il proprio spirito indipendente, soffermandosi sulla definizione di anticonformista: «Da ragazzo i coetanei, per il mio modo di essere, mi definivano anticonformista. Mi sembrava un’esclusione. Poi mi sono accorto che quella definizione era giusta. Mi identificava. Allora non me ne accorgevo. Era il mio carattere che non mi faceva condividere certe forme di socialità dei miei coetanei».

Un tratto che riconduce anche a una scelta compiuta da ragazzo: «Mi sono staccato da casa a 18 anni senza avvisare nessuno. Quella era la libertà. Non sapere dove andare, non sapere cosa fare, tranne che non volere più stare in casa».