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Roma. Zannola (PD): “Bus Elettrici finalmente in strada!”

“Nelle scorse settimane ho fatto un giro su uno dei nuovi autobus elettrici Atac entrati in servizio a Roma. Una vera rivoluzione per il trasporto pubblico della città! Questi mezzi sono più comodi, silenziosi e, soprattutto, 100% sostenibili.
Parliamo di 411 nuovi autobus elettrici, finanziati grazie al PNRR e al Comune di Roma, che stanno arrivando per cambiare il volto della mobilità cittadina. I primi sono già in strada su linee come la H, la 46, la 51, la 62, la 64 e la 75, e entro aprile 2026 saranno tutti operativi.
Significa meno inquinamento, meno rumore, più efficienza e un servizio migliore per chi ogni giorno si muove in città. E pensare che fino a poco tempo fa sembrava impossibile. Roma sta davvero cambiando marcia. E noi andiamo avanti su questa strada.” Così in una comunicazione via social il consigliere capitolino Zannole (PD).

ALLIEVI DEL ‘DI VITTORIO’ DI LADISPOLI VISITANO TAR DEL LAZIO

Un’iniziativa nata già nel 2008 grazie ad un’idea del Consigliere di Stato Raffaello Sestini con lo scopo di avvicinare i giovani al mondo del diritto in una forma diversa e coinvolgente: si chiama “Il Tar del Lazio per gli studenti: Costituzione, Giudici e Cittadini di domani” ed è l’esperienza che ha visto partecipare nel corso degli anni moltissimi allievi delle Scuole Secondarie. Nel corso della visita vengono illustrati i principi costituzionali relativi alla tutela giurisdizionale, grazie all’intervento di avvocati e magistrati del Tribunale. 

“E’ un appuntamento fisso per l’Istituto “Giuseppe Di Vittorio” – ha spiegato la Prof.ssa Rosa Torino, Docente di Diritto ed Economia dell’Istituto Alberghiero di Ladispoli e Referente delle attività di Educazione Civica, che giovedì 3 aprile ha accompagnato le Classi III KA e VKB con le colleghe Laura Canestrari, Francesca De Cicco, Concetta Allocco e l’Assistente Tiziana Ferrarese – perché consente di dare concretezza a concetti che rischiano di rimanere astratti. Secondo quanto previsto dalla Legge 92 del 2019, infatti, – ha aggiunto la Prof.ssa Torino – l’insegnamento di Educazione civica ha ormai un proprio voto, con almeno 33 ore all’anno dedicate e temi di studio che comprendono la Costituzione, lo sviluppo sostenibile e la cittadinanza digitale. Ma il valore aggiunto di questa giornata risiede proprio nel fatto che è consentito partecipare, da protagonisti, alla simulazione di un dibattimento processuale in Aula. Oggi – ha spiegato la Prof.ssa Torino – la proposta era quella di decidere sull’esito di un ricorso relativo all’esclusione da una prova concorsuale di un candidato giudicato privo dei requisiti morali di condotta previsti dal Bando. L’Amministrazione ha deciso di costituirsi in giudizio sulla base della ritenuta legittimità del provvedimento di esclusione. Gli studenti sono rimasti molto colpiti dalla possibilità di essere coinvolti nella simulazione dell’udienza”. 

Prevista dall’Art. 125 della Costituzione, l’istituzione di organi di giustizia amministrativa di primo grado a circoscrizione regionale – ha ricordato la Prof.ssa Torino – è avvenuta solo con la Legge 6 dicembre 1971 n. 1034. Le sentenze dei giudici amministrativi di primo grado sono appellabili dinanzi al Consiglio di Stato, per cui si tratta dell’unico tipo di giurisdizione a prevedere solo due gradi di giudizio. Prima dell’istituzione dei T.A.R. il Consiglio di Stato giudicava in unica istanza. Un Presidente e non meno di cinque magistrati amministrativi: questa la composizione dei T.A.R., la cui giurisdizione – ha sottolineato ancora la Prof.ssa Torino – concerne la legittimità di atti eventualmente ritenuti lesivi di interessi legittimi, ma in casi eccezionali attiene anche al merito (vale a dire a valutazioni di opportunità dell’azione amministrativa). In alcune materie tale giurisdizione, oltre che agli interessi legittimi (posizioni dei singoli, tutelate dall’ordinamento in quanto coincidenti con un interesse pubblico generale), si estende ai diritti soggettivi

“E’ stata una giornata di straordinario valore formativo. –  ha concluso la Prof.ssa Torino – Torneremo presto”.

Anguillara. 11 aprile in biblioteca “VIVA LA VIDA”, monologo su Frida Kahlo

Venerdì 11 aprile, dalle ore 17:00, nella Biblioteca Comunale “Angela Zucconi”, ci sarà “VIVA LA VIDA!”: un monologo appassionante sulla vita di Frida Kahlo, tratto dal libro di Pino Cacucci.

Stefania Di Michele darà voce alla celebre artista, accompagnata dalle musiche dal vivo di Marco Vitali.

ASL ROMA 4. RIPARTE IL PROGETTO “MUOVINSIEME”

Martedì 1°aprile ha avuto luogo la prima uscita del progetto “Muovinsieme: un miglio intorno alla scuola” presso l’Istituto Santa Sofia di Civitavecchia. Questa iniziativa fa parte del programma “PP 01 – Scuole che Promuovono Salute” e ha visto la partecipazione di alunni della scuola dell’infanzia e della primaria.

Il progetto prevede che, durante l’orario scolastico, alcune classi, a rotazione e accompagnate dai docenti, escano per un’attività fisica quotidiana di 15-20 minuti, percorrendo a passo svelto (circa 5-5,5 km/h) la distanza di un miglio (circa 1600 metri). L’obiettivo è integrare il movimento e l’attività all’aria aperta nella routine scolastica, favorendo l’adozione di uno stile di vita attivo, la conoscenza del territorio e il rispetto per l’ambiente.

I benefici sono molteplici: miglioramento della forma fisica, aumento della concentrazione, promozione del benessere sociale, emotivo e mentale degli studenti, con ricadute positive anche per gli insegnanti.

Alla prima uscita hanno preso parte 18 bambini della scuola dell’infanzia e 24 bambini della scuola primaria, accompagnati dalle insegnanti Rosetta, Sara e Michela per la scuola dell’infanzia, e Anna e Stella per la primaria. L’uscita è stata supportata anche dagli operatori ASL, con la presenza della coordinatrice scolastica Beatrice Geggi e dell’ispettore della Polizia Locale Francesco Spigarelli, che ha assicurato la sicurezza lungo il percorso.

Durante la passeggiata, gli operatori ASL hanno sensibilizzato gli alunni sull’importanza del movimento, del gioco libero, della pratica sportiva e dei benefici derivanti dall’attività fisica all’aria aperta, promuovendo l’importanza di uno stile di vita sano e attivo.

In Sala Ruspoli l’Auser “a spasso nella storia”: dal Medioevo alla Divina Commedia

In Sala Ruspoli l’Auser “a spasso nella storia”: dal Medioevo alla Divina CommediaAppuntamento per martedì 8 aprile alle ore 16:30.

L’Assessore alla Cultura Francesca Cennerilli: “Auser realtà preziosa per Cerveteri, sempre in prima linea nel sociale e nelle attività ricreative”

Un tuffo nel passato tra balli e letture, passando dal Medioevo alla Divina Commedia. Martedì 8 aprile a partire dalle ore 16:30 appuntamento culturale di prestigio in Sala Ruspoli a Cerveteri, dove l’Associazione Auser, in collaborazione con “La compagnia dei Virelai”, la “A.s.d. a Tutto Ritmo” e il Gruppo Rievocazioni Lazio accompagnerà il pubblico in un lungo viaggio nella storia.

“Vita e costumi in una città medievale verso l’autunno del Medioevo”, questo il titolo dell’iniziativa che gode anche del Patrocinio dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Cerveteri, che vedrà oltre ai balli in costume  della compagnia dei Vilerai, anche una conferenza tenuta dal Professor Settimio La Porta, figura di spessore estremamente apprezzata in città e le letture di alcuni brani tratti dalla Divina Commedia da parte del Professor Marco Valeri. L’ingresso all’evento è libero e gratuito.

“L’Auser è una realtà associativa di fondamentale importanza per Cerveteri – ha dichiarato Francesca Cennerilli, Assessore alla Cultura del Comune di Cerveteri – le iniziative culturali che propongono da sempre rappresentano un momento molto partecipato da parte dell’utenza. L’evento di martedì 8 aprile sarà un meraviglioso mix tra letture, balli e racconti dove protagonisti saranno anche diversi nostri concittadini”.

“Un ringraziamento ed un in bocca al lupo speciale ci tengo a rivolgerlo a Cinzia Palloni, nuova referente di Auser a Cerveteri, che già nei primi giorni successivi al mio insediamento in Giunta ho avuto modo di incontrare – ha aggiunto Francesca Cennerilli, Assessore alla Cultura del Comune di Cerveteri – il suo compito è doppiamente importante: non soltanto perché le attività di Auser da sempre sono numerosissime, che spaziano costantemente dalla cultura al sociale, dalla sensibilizzazione sulle tematiche ambientale all’assistenza alle persone più sole e fragili, ma perché succede ad una persona speciale e nel cuore di tutti noi, Giulia Cannavò, che ci ha lasciati nel gennaio di quest’anno e che per tantissimi anni ha ricoperto il ruolo di coordinatrice in città. A Cinzia, un affettuoso augurio di buon lavoro e la conferma della mia piena disponibilità a collaborare in tante nuove iniziative per la collettività”.

Educare alla pace sin dall’infanzia intervista ad Adelia Lucattini

Intervista ad Adelia Lucattini, Ordinario della Società Psicoanalitica Italiana

La psicoanalisi ha offerto contributi significativi all’educazione alla pace, specialmente attraverso la comprensione dell’importanza delle prime esperienze di vita e delle relazioni di attaccamento. La psicoanalisi sottolinea anche come le esperienze infantili modellino la personalità e la capacità di relazionarsi con gli altri. Esperienze positive e sicure promuovono la fiducia, l’empatia e la capacità di risolvere pacificamente i conflitti. Esperienze traumatiche o insicure possono portare a difficoltà relazionali e comportamenti aggressivi. La sicurezza emotiva favorisce la fiducia negli altri e la capacità di gestire i conflitti in modo costruttivo.  Educare alla pace fin dalla prima infanzia, secondo la prospettiva psicoanalitica, implica quindi creare ambienti che favoriscano attaccamenti sicuri e fornire modelli di comportamento basati sulla comprensione e sulla gestione positiva delle emozioni. Questo approccio contribuisce a formare individui capaci di instaurare relazioni armoniose e di affrontare i conflitti in modo non violento. È stato dimostrato scientificamente che è possibile creare la cosiddetta “Psicologia della pace”, essa è efficace nel gestire i conflitti e favorire dunque la pace. Di  questo e molto altro, ne parliamo oggi con la Dott.ssa Adelia Lucattini, Ordinario della Società Psicoanalitica Italiana

Lucattini: “Centrale è il ruolo della prevenzione dei conflitti attraverso la creazione di un ambiente facilitante e di supporto alla pace, reso maggiormente efficace da esperti con una specifica formazione in psicologia della pace”.

Dott.ssa Lucattini, qual è il ruolo della psicologia della pace oggi? In che modo, può assumere un significato importante nella prevenzione dei conflitti interiori e verso gli altri?

Un recente studio pubblicato su Europe’s Journal of Psychology, ha dimostrato scientificamente che è possibile crearla ed è efficace nel gestire i conflitti e favorire la pace. La ricerca condotta su 1074 persone adulte è stata incentrata sul concetto di “Peace-Oriented Mindset (POM)”, ed ha evidenziato il ruolo della prevenzione dei conflitti attraverso la creazione di un ambiente facilitante e di supporto alla pace, creato da individui con specifiche capacità orientate alla pace. Lo studio ha identificato tre dimensioni necessarie per la costruzione della pace e la prevenzione dei conflitti: intellettiva (comprensione della complessità, comprensione degli altri, ecc.), attiva (ad esempio, intraprendere azioni per costruire ponti o per prevenire lo scoppio di potenziali conflitti) e convinzione di fattibilità (vale a dire, la convinzione che anche se altamente impegnativa, la pace può essere mantenuta o ripristinata).

Cosa riferiscono gli studi psicoanalitici riguardo alla pace?

La psicoanalisi ha contribuito concretamente nel corso della Storia all’educazione alla pace attraverso iniziative come gli “Asili nido di Guerra” istituiti da Anna Freud e Dorothy Burlingham durante la Seconda Guerra Mondiale. Questi asili offrivano ai bambini un ambiente stabile e sereno, aiutandoli a superare i traumi bellici e promuovendo uno sviluppo armonioso. La relazione di attaccamento sicuro tra il bambino e le figure genitoriali è considerata dalla psicoanalisi un elemento chiave per lo sviluppo di una mentalità pacifica. Un attaccamento sicuro favorisce la fiducia negli altri e la capacità di gestire i conflitti in modo costruttivo, mentre esperienze di attaccamento insicuro possono portare a difficoltà nelle relazioni sociali e nella risoluzione pacifica dei conflitti.

Recenti studi scientifici sottolineano, in particolare, l’importanza cruciale delle prime esperienze di vita nello sviluppo emotivo del bambino. Secondo questi studi, le interazioni iniziali con le figure di riferimento, come i genitori, sono fondamentali per la formazione di una personalità equilibrata e predisposta alla pace, ad evidenziarlo, è stato anche lo stesso Mario M. Montessori Jr., secondo il quale, le prime esperienze influenzano significativamente lo sviluppo emotivo.

Quali benefici può offrire in particolare, la psicologia della pace a bambini e adolescenti?

Durante l’adolescenza, i giovani affrontano cambiamenti significativi che possono portare a conflitti sia interni, che interpersonali. Secondo una ricerca pubblicata su Parents (2025), è essenziale che gli adolescenti sviluppino capacità che li rendano efficaci nella risoluzione dei conflitti gestendo le emozioni e imparando a rispondere in modo ponderato, anziché reagire impulsivamente. Identificare ed esprimere le proprie emozioni è fondamentale. La psicologia della pace svolge un ruolo cruciale nell’affrontare e prevenire i conflitti sia interiori che interpersonali, specialmente tra bambini e adolescenti, in particolare se integrata con approcci educativi e di gruppo in ambito scolastico, offre gli strumenti necessari per prevenire e gestire i conflitti, promuovendo dialogo e cooperazione. Dal micro al macro: individuo, diade (coppia), gruppo (piccolo e grande), comunità (scolastica, sportiva, etc.), società in senso più ampio.

Perché secondo Lei è importante che i genitori educhino i propri bambini alla pace sin dall’infanzia?

È un insegnamento fondamentale per il loro sviluppo personale e per la costruzione di una società armoniosa. I genitori svolgono sempre un ruolo cruciale in questo processo, poiché la famiglia rappresenta il primo ambiente affettivo, relazionale e di apprendimento dei valori, in cui i bambini apprendono valori e comportamenti. Sono i genitori che contribuiscono a creare un ambiente sicuro e amorevole, trattando i figli con rispetto, dando loro indicazioni e mettendo dei limiti, insegnando così ai propri figli come gestire i conflitti in modo costruttivo. I genitori con il loro amore e le loro azioni, pongono le basi per il benessere psicologico dei loro bambini, come i propri genitori hanno fatto con loro. Vi è una trasmissione transgenerazionale della psicologia della pace, un tesoro prezioso che va coltivato e protetto dagli attacchi esterni e dalla disinformazione (fake news).

Anche a Scuola, secondo Lei, può essere importante la realizzazione di attività educative orientate alla pace, in particolare, per bambini in età prescolare, nell’ambito dello sviluppo sostenibile?

Il modo per raggiungere la pace è attraverso l’istruzione. Questa formazione include una formazione nello sviluppo di capacità non violente e nella promozione un’attitudine psicologica pacifica. L’educazione alla pace ha cinque presupposti principali: la violenza ha cause, ci sono alternative alla violenza, comprende diverse forme di violenza, la pace stessa è un processo dipendente dal contesto e il conflitto è onnipresente per questo è necessario sapere che c’è, conoscerlo e gestirlo. La pace non si crea da sé, richiede un impegno personale. D’altro canto, l’educazione alla pace è “olistica”, abbraccia la crescita fisica, emotiva, intellettuale e sociale degli studenti all’interno di un quadro di valori umani condivisi. Inoltre, è necessario di coltivare la conoscenza, le competenze, gli atteggiamenti e i valori che compongono una cultura di pace. Il modo per educare alla pace è attraverso il processo di insegnamento di questi valori.

Come è possibile costruire invece, il concetto di pace negli adolescenti? 

Rinforzare o contribuire a costruire il concetto di pace in questa fascia d’età, significa aiutare gli adolescenti a gestire i conflitti in modo costruttivo e a sviluppare sensibilità e attenzione verso i coetanei, i propri familiari e gli adulti con cui si rapportano, insegnanti e educatori. Permette di sostenere il senso di responsabilità personale e condivisa e li aiuta a trovare modelli sani a cui ispirarsi e di esprimere il loro bisogno di giustizia in modo utile e vantaggioso. È un processo che coinvolge famiglia, scuola e società, e che ha un impatto duraturo sul loro sviluppo personale e sulla comunità in cui vivono. Uno studio pubblicato sull’International Journal of Qualitative Methods condotto con studenti di età compresa tra 12 e 18 anni in tre scuole di Glasgow, in Scozia ha messo in evidenza che un approccio strutturato permette agli studenti di comprendere ed esprimere cosa significhi una pace positiva e di vedersi come agenti di cambiamento.

In che modo è possibile coinvolgerli nella ricerca sull’educazione alla pace?

Lo studio mette in evidenza nove elementi base che devono essere messi in campo, affinché i giovani apprendano una mentalità orientata verso la pace: creare una “Zone di pace” (spazi sicuri dove la violenza è assente), “Legame di pace” (relazioni positive caratterizzate da gentilezza ed empatia), “Giustizia sociale” (presenza di equità e/o uguaglianza), “Eco mind” (rispetto per l’ambiente a e la natura con vivere in armonia), “Link mind” (percezione di interconnessione e dipendenza reciproca positiva tra le persone), “Mentalità di genere” (consapevolezza dei generi e del rispetto reciproco), “Resilienza” (capacità di affrontare e resistere alle calamità personali, ambientali e sociali), “Benessere – salute” (correlazione tra il benessere psicofisico e l’assunzione di responsabilità per se stessi e per gli altri), “Prevenzione” (conoscere i modi per fermare la violenza prima che inizi).

Esistono differenze e somiglianze nelle concettualizzazioni e nei contributi dei giovani di diversa estrazione socioeconomica e geografica? Cosa riferiscono al riguardo, gli ultimi studi scientifici? 

La ricerca condotta a Glasgow ha rilevato che esistono alcune differenze nelle definizioni di pace tra giovani provenienti da diversi contesti socioeconomici e geografici. Ad esempio, mentre alcuni associano la pace all’assenza di violenza fisica, altri la collegano a concetti più ampi come giustizia sociale e uguaglianza. Queste differenze sottolineano l’importanza di considerare le esperienze individuali e il contesto di vita nel comprendere le percezioni giovanili sulla pace. ​Uno studio pubblicato su Frontiers in Psychology ha evidenziato come le differenze economiche regionali e lo status socioeconomico familiare influenzino i comportamenti aggressivi negli adolescenti. I risultati indicano che una condizione socioeconomica fragile è associato a stili genitoriali meno efficaci, relazioni tra pari maggiormente problematiche e minore formazione, fattori che possono aumentare la probabilità di maturare uno svantaggio personale e nel mondo del lavoro e in alcune situazioni favorire comportamenti eccessivamente passivi o impulsivamente aggressivi. Questo suggerisce che gli adolescenti provenienti da contesti economicamente fragili possono trovarsi ad affrontare sfide più grandi quando si trovano a dover gestire i conflitti in modo pacifico, per questo è importante investire su di loro a 360 gradi, sul contesto di vita e sulla scuola.

Quali consigli di dare a genitori ed educatori? 

Essere un modello d’esempio. I bambini imparano osservando i genitori. Rimanere calmi mostrare di saper gestire dei conflitti mostra ai figli come affrontare le difficoltà in modo costruttivo;

Ascoltarli e aiutarli a mettersi nei panni degli altri. Insegnando a riconoscere e rispettare le emozioni proprie altrui, rafforza la loro capacità di costruire buoni rapporti e relazioni costruttive;

Spiegare i conflitti ci sono sempre, fanno parte della vita ma che possono essere affrontai in modo costruttivo attraverso il dialogo e il compromesso. Aiutarli a trovare delle soluzioni, dei compromessi, in cui tutti i contendenti possano sentirsi rispettati;

Favorire il rispetto e l’apprezzamento della diversità. Fare conoscere ai figli culture e realtà diverse attraverso libri, film e viaggi li aiuta a sviluppare una mentalità aperta, vivace, creativa e tollerante;

Limitare o impedire l’esposizione a contenuti violenti nei media, stando attenti a ciò che guardano in TV, sui Social, nei videogiochi che talvolta portano a normalizzazione della violenza. Bisogna sempre parlare insieme dei messaggi trasmessi dai media, li aiuta a sviluppare un pensiero critico e indipendente;

Insegnare la gratitudine e la gentilezza. Abituare i figli a riconoscere e apprezzare le cose positive nella loro vita e a praticare piccoli gesti di gentilezza verso gli altri rafforza il loro senso di fare parte a pieno diritto con il mondo;

Non esporli a litigi o conflitti familiari. Gli adulti devono risolvere in separata sede e da soli le loro controversie, senza mai coinvolgere i figli. Se questi sentono, è necessario tranquillizzarli e scusarsi con loro;

Avere un dialogo aperto con la scuola e promuovere collaborando con essa, la cultura della pace come propongono gli studiosi che hanno già lavorato efficacemente a scuola, come a Glasgow.

E ai giovani?

Importante riflettere sui propri conflitti interiori, fanno parte della vita, anche se all’inizio è difficile da intuire e capire;

Cercare di comprendere gli altri, di ascoltarli senza omologarsi, molto spesso hanno pensieri ed esperienze interessanti da comunicare;

Sapere che la pace, è un bene comune, che si costruisce attivamente a partire dal proprio benessere ed equilibrio personale. Nei momenti di difficoltà i familiari, i buoni amici e anche gli psicoanalisti, capaci di ascoltare in modo specialistico, possono essere di grande aiuto nel ritrovare l’energia e la forza per andare avanti, per trovare e perseguire i propri obiettivi con determinazione e successo.

di Marialuisa Roscino

Emergenza OEPAC: 10.000 alunni con disabilità a rischio – FP CGIL Roma Lazio proclama lo stato di agitazione

Roma, 3 aprile 2025 – Oltre 10.000 alunni con disabilità rischiano di vedere compromesso
il servizio di supporto all’autonomia e alla comunicazione di cui hanno diritto. Gli Operatori
Educativi per l’Autonomia e la Comunicazione (OEPAC), figure essenziali per garantire
l’inclusione scolastica, continuano a subire violazioni contrattuali e istituzionali che
mettono a rischio la qualità del loro lavoro e la stabilità del servizio.
Per questo motivo, la FP CGIL Roma Lazio proclama lo stato di agitazione del personale
OEPAC, chiedendo un intervento immediato da parte delle istituzioni e delle cooperative
coinvolte.

PERCHÉ PROTESTIAMO?
Regole ignorate, lavoratori penalizzati: il regolamento di Roma Capitale prevede che, in
caso di assenza dell’alunno, l’operatore possa svolgere attività alternative concordate.
Invece, in molti casi vengono imposti ferie forzate o tagli alle ore e allo stipendio.
Stipendi irregolari e discontinui: il Contratto Collettivo Nazionale delle Cooperative Sociali
prevede la mensilizzazione della retribuzione, ma molti lavoratori non ricevono un reddito
stabile, con gravi conseguenze economiche.
Municipi silenti: nonostante le ripetute segnalazioni, anche nelle sedi ufficiali come il
Gruppo di Lavoro per l’Inclusione Dipartimentale (GLID), i Municipi di Roma continuano a
ignorare il problema.
Nessun sostegno per il part-time ciclico involontario: gli OEPAC, come altre categorie di
lavoratori, restano senza stipendio per 3-4 mesi l’anno, dopo che la Regione Lazio ha
bocciato una misura di sostegno economico.

IL SERVIZIO OEPAC È UN DIRITTO: NON LO LASCEREMO CROLLARE
“La situazione è inaccettabile. Se non arriveranno risposte immediate, la mobilitazione
proseguirà con ulteriori azioni di protesta, perché i diritti dei lavoratori e quelli degli studenti sono indissolubilmente legati”, dichiara la FP CGIL Roma Lazio.
La FP CGIL Roma Lazio chiede l’attivazione immediata delle procedure di raffreddamento
e conciliazione, per garantire il rispetto del contratto e la continuità del servizio.
L’inclusione scolastica non può essere sacrificata per colpa dell’inerzia istituzionale.

Convegno “insieme ad Andrea” per dire NO al bullismo e al cyberbullismo

 

Il 14 aprile 2025 in Aula Magna, Liceo Scientifico Ignazio Vian – Largo Cesare Pavese, 1

Il Team per la prevenzione e il contrasto del bullismo e cyberbullismo presenta un incontro di sensibilizzazione e confronto su un tema di grande importanza.

All’evento parteciperanno Teresa Manes, Monica Sansoni, Garante per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza e Emiliano Farascioni, sovrintendente della Polizia Postale referente per le attività di comunicazione sul tema.

Un’occasione per informarsi, riflettere e prendere posizione contro ogni forma di violenza. Partecipiamo insieme per un ambiente scolastico più sicuro e rispettoso per tutti!

Roma, D’Amato: parte la campagna “Illumina Roma”, nelle piazze per una città più illuminata e sicura

“Parte ufficialmente la campagna #IlluminaRoma: illuminazione vuol dire sicurezza. Il primo appuntamento è previsto per domani, 5 aprile, alle ore 12.00 al mercato di San Silverio, insieme al Segretario Nazionale Carlo Calenda, e ai consiglieri comunali Flavia De Gregorio e Antonio De Santis. Durante tutto il fine settimana saremo presenti in 14 vie e piazze di Roma per sensibilizzare e raccogliere segnalazioni e testimonianze dai cittadini sulla carenza di illuminazione pubblica, le segnalazioni inoltre potranno essere inviate all’indirizzo e-mail illuminaroma@azione.it. Questi tutti gli appuntamenti del weekend: mercato Trionfale; mercato via Catania; mercato val Melaina; viale Agosta; Via dell’Osteria del Finocchio; piazza Anco Marzio; viale Guglielmo Marconi; piazza Scotti; mercato San Silverio; largo Beltramelli; largo Pietro Tacchi Venturi; piazza Giuliani e Dalmati; piazza della Balduina; piazzale di Ponte Milvio”. Lo ha dichiarato il consigliere regionale e segretario romano di Azione, Alessio D’Amato.

Rievocazione storica della Via Crucis a Cerveteri, Parroccini: “Emozione che si rinnova ogni anno”

L’Assessore del Comune di Cerveteri Manuele Parroccini: “Prosegue la tradizione, rinnoviamo l’emozione”. Alla prima esperienza da Assessore, Parroccini anche quest’anno conferma il proprio ruolo nella manifestazione nei panni di Disma

“La Rievocazione Storica del Venerdì Santo quest’anno avrà un sapore speciale per me, sarà doppiamente emozionante. Oltre a viverla nel consueto ruolo di Disma, uno dei due ladroni ai lati di Gesù, sarà la prima che farò da Assessore di questa città. In questi mesi, con Pietro, Giovanni e Francesco Longatti del Comitato del Venerdì Santo e con Francesca Cennerilli, Assessore alla Cultura, abbiamo svolto numerosi incontri affinchè questa storica manifestazione, che da 59anni emoziona e ci unisce, fosse ancor più scenografica e suggestiva. Oltre ai tantissimi figuranti, ai vestiti d’epoca, bighe e cavalli, ci sarà un nuovo impianto di luci e musiche di sottofondo oltre alla trasmissione in diretta, per la prima volta, dei momenti più salienti su un maxischermo. Vi aspettiamo in tantissimi venerdì 18 aprile, a partire dalle ore 21:00 in Piazza Aldo Moro a Cerveteri”. A dichiararlo è Manuele Parroccini, Assessore del Comune di Cerveteri che prosegue:

“Insieme a Francesca Cennerilli, Assessora alla Cultura del nostro Comune e al Sindaco Elena Gubetti, sin dai primi giorni di febbraio ci siamo riuniti diverse volte con il Comitato del Venerdì Santo – ha aggiunto Parroccini – già da diversi giorni si stanno svolgendo le prove generali e come ogni anno, ci aspettiamo che anche questa volta la manifestazione richiamerà nel nostro Centro Storico migliaia di famiglie e di visitatori. La Rievocazione del Venerdì Santo da ben 59anni rappresenta un momento di unione, di aggregazione, che ci fa sentire una comunità unita e coesa. Anche in questa edizione, svolgerò il ruolo di Disma all’interno della Via Crucis: questa è una tradizione che si rinnova e si tramanda. Anche i miei figli vi prendono parte come figuranti e spero che in un futuro possano essere tra coloro che con lo stesso impegno e passione di Pietro, Giovanni e Francesco Longatti, mantengono viva questa manifestazione”.

“Un Venerdì Santo che quest’anno andiamo a vivere con un pensiero speciale per una persona che non soltanto il Comitato organizzatore, ma credo tutta Cerveteri, porterà per sempre nel cuore – conclude Manuele Parroccini – sarà infatti il primo senza un amico, un fratello per tutti noi che da tanti anni prendiamo parte alla Rievocazione: Osvaldo Perillo, che ci ha lasciati nel Gennaio di quest’anno. Certo di rappresentare anche il pensiero della Famiglia Longatti e di tutto il Comitato, la Rievocazione di quest’anno è dedicata a lui: ovunque lui sia, sono certo che ci starà guardando. L’appuntamento è come sempre in Piazza Aldo Moro, che ci auspichiamo sia gremita di pubblico e famiglie”.